Ambiente Ibleo – Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano


La spiaggia di Randello (S.I.C.) libera da strutture. FIRMA

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 9 Giugno 2014

Da qualche giorno sulla spiaggia di Randello (Punta Braccetto RG), è in atto la costruzione relativa ad un progetto di stabilimento balneare presumibilmente della società Donnafugata Resort, così come reclamizzato con grande enfasi anche sul sito istituzionale della struttura alberghiera. L’area demaniale in cui i privati stanno realizzando strutture di servizio alla balneabilità, ( Bar, bagni, cabine ecc.) è inserita nel sito SIC ITA 080004 Punta Braccetto C.da Cammarana quindi dichiarata di grande interesse comunitario. Una porzione del nostro territorio di grande pregio e valenza ma anche di libera fruibilità, sta andando ad ingrassare l’esclusivo interesse di una multinazionale, con la conseguenza di impoverire ancora il nostro territorio ed i suoi cittadini. Tutto sta avvenendo in silenzio , senza esposizione di cartelli autorizzativi, furtivamente e con la massima celerità. L’intervento avviene certamente con il pieno assenso dell’Azienda Forestale di Ragusa gestore del Vivaio lì presente. La stessa Azienda che per anni ha tenuto sigillata l’area forestale, ora ha concesso alla multinazionale che gestisce il resort le chiavi di questo scrigno di Bio diversità, frutto anche di investimenti economici dei cittadini siciliani. Il Comitato Randello Libera ritiene che quanto stia avvenendo sia uno scippo per la nostra comunità, che si sta perpetrando in assenza dei dovuti controlli di legittimità con la logica di favorire interessi forti e penalizzare l’offerta turistica del nostro territorio. Sottoponiamo a Lei tutta la nostra contrarietà per quanto sta avvenendo in quell’area di grande pregio, ribadendo la nostra ferma volontà a portare avanti una decisa azione in difesa del nostro territorio del nostro diritto di cittadini e del futuro della nostra comunità che deve riuscire a trovare la forza, grazie alle sue splendide risorse naturali e culturali, per il suo rilancio economico e sociale.

Il Comitato “Randello Libera”, senza se e senza ma, e senza tante perifrasi, chiede e si attende tempestive iniziative da parte della Amministrazione e di tutto il Consiglio Comunale del Comune di Ragusa. Ci si attende una presa di posizione e decisioni in merito al tentativo di costruzione relativa al progetto di stabilimento balneare, presumibilmente della società Donnafugata Resort.

I cittadini si aspettano una immediata ordinanza di sgombero e disinstallazione delle strutture sino ad oggi installate.

I cittadini si aspettano che questa Amministrazione denunci alla Autorità Giudiziaria i fautori di questo prepotente atto e, congiuntamente, elevi, applicando sanzioni, le relative contravvenzioni.

I cittadini si aspettano dalla attuale Amministrazione un diniego su tutti i fronti.

Firma la petizione su change.org

Lanciata da Comitato Randello Libera Ragusa, Italy

I cittadini vogliono che Randello, sito di interesse comunitario (S.I.C.), sia libera, incontaminata e tutelata.

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Fukushima sta trasformando il Pacifico in un Cimitero,ma nessuno ve lo dice

Posted in Articoli by admin on 6 Giugno 2014

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Il 98% dei fondali della California è cosparso di creature marine morte.
I media non lo hanno ancora diffuso, ma quanto sta accadendo nell’oceano californiano è sconvolgente.

La notizia è stata lanciata da National Geographic: fino a Marzo 2012 solo l’1% dei fondali del suddetto oceano era composto da creature defunte. Da Luglio di quest’anno si parla invece del 98%. E’ come se l’intera area si fosse trasformata in una sorta di cimitero marino, brulicante di cadaveri in decomposizione.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences, non ha ancora dimostrato alcuna correlazione con Fukushima , ma non è difficile immaginare uno stretto legame tra i due avvenimenti, anche perchè negli ultimi 24anni non si era mai verificato nulla del genere.
La zona analizzata è la stazione M, che si trova a 145 miglia al largo tra le città californiane di Santa Barbara e Monterey.

Sembra che i governi e i media vogliano che noi tutti dimentichiamo Fukushima ed il catastrofico danno ambientale che ha procurato al nostro pianeta. Ma non potranno coprire la verità per sempre: la vita umana è strettamente legata alla salute degli oceanied in particolar modo all’ossigeno che la vita marina crea e rilascia nella nostra atmosfera.

Fonte: http://informare.over-blog.it/article-national-geographic-fukushima-sta-trasformando-il-pacifico-in-un-immenso-cimitero-122041640.html?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews

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Collina Monserrato: il parco della vergogna!

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 30 Maggio 2014

UN ECLATANTE CASO DI SPERPERO DI FONDI EUROPEI!

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MODICA – Un caso concreto di come vengono sperperati dai politici i pochissimi fondi europei che vengono intercettati. Si sta parlando del costruendo e mai finito parco ‘Collina Monserrato’. Un’opera progettata e iniziata durante l’amministrazione Torchi, per poi proseguire con l’amministrazione Buscema e, adesso, dopo quasi un anno di amministrazione Abbate, quello che doveva diventare un parco, versa ancora in uno stato di profondo degrado e abbandono tra erbacce e sterpaglie che superano l’altezza d’uomo. E ciò nonostante, parecchi mesi or sono, l’attuale primo cittadino abbia affidato la scerbatura dell’estesa area alla Forestale, annunciando anche il suo completamento e la messa a disposizione della cittadinanza. E invece l’unica cosa che ha saputo fare è stata quella di fare scomparire l’esplicito cartello dei lavori con l’indicazione, fra l’altro, dell’ingente somma di € 932.154,75, praticamente, buttata al vento. Ad oggi, infatti, il cartello non c’è più, ma noi l’abbiamo voluto fare risorgere per mostrare ai cittadini la grossa cifra di soldi pubblici europei vergognosamente sperperati in tale becero modo. In tal senso, cogliamo l’occasione per invitare l’attuale amministrazione comunale a portare avanti progetti non solo sulla carta, come quello, sottoscritto nei mesi scorsi, riguardante l’iniziativa ‘Un bosco in città’, ma progetti reali atti a valorizzare i numerosi parchi e spazi pubblici presenti in città, quasi tutti in pessime condizioni, come nel caso di Villa Cascino, al quartiere Dente, del parco S. Giuseppe ‘U Timpuni a Modica Bassa, dell’area sul Dirupo Rosso, a Modica Alta, della villetta di via Silla a Modica Sorda, per non parlare del parco archeologico di S. Lucia, nel cuore del centro storico e di tante altre piccole aree, tutte quante abbandonate al loro triste destino. Crediamo che sia giunto il momento di dire basta a questo modo ‘vergognoso’ di gestire gli spazi pubblici in città e di restituirli alla piena disponibilità dei cittadini.
Comitato per i Diritti del Cittadino
Marcello Medica

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Cannonate dell’Esercito a pochi chilometri dalla Valle dei Templi

Posted in Articoli by admin on 19 Maggio 2014

Carri armati ripresi mentre bombardano le acque antistanti il poligono di Drasy, nella riserva di Punta Bianca, ad Agrigento. Gli ambientalisti insorgono

di FABIO RUSSELLO
AGRIGENTO – Si sparano cannonate a una decina di chilometri dalla Valle dei Templi di Agrigento e in una zona che la Regione Siciliana ha individuato come riserva naturale. E che invece l’Esercito italiano e la Nato utilizzano da decenni come poligono di tiro. E’ la servitù militare di Drasy, dove blindati e carri armati svolgono regolarmente esercitazioni militari nonostante i vincoli ambientali. Il video che riprende le cannonate, diffuso dall’associazione ambientalista Mare Amico, che da mesi si sta battendo affinché l’Esercito trovi un altro luogo per le sue esercitazioni, mostra i tiri dei carri armati e i proiettili che finiscono nel mare che la Regione vuole mettere sotto vincolo naturalistico.


Sull’acqua si notano chiaramente gli spruzzi dei proiettili, mentre qualche colpo sparato da due carri armati finisce anche sul terreno. Le ogive rimaste sul terreno, riprese in un secondo video, sono proiettili di metallo lunghi almeno venti centimetri. Le altre sono nel fondo del mare di Punta Bianca e Scoglio Patella, un luogo incantevole che si trova lungo la costa tra Agrigento e Palma di Montechiaro.
“Il nostro obiettivo – dice il responsabile provinciale di Mare Amico Claudio Lombardo – è quello di dire basta con le cannonate e accelerare l’iter per istituire velocemente la riserva naturale di Punta Bianca e Scoglio Patella”.

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Fracking e terremoti: riconosciuto collegamento da geologi di stato Usa

Posted in Articoli by admin on 26 Aprile 2014
Arriva un’altra conferma ufficiale tra alcuni eventi sismici e l’attività di estrazione di gas e petrolio attraverso la fratturazione idraulica indotta.

Non è la prima volta che il fracking viene indicato come possibile causa di terremoti. L’ipotesi ha superato da tempo i confini di una nicchia ristretta a cui si riconosceva malvolentieri credibilità scientifica. Circa un anno fa gli studiosi di Geology ventilarono la possibilità che i forti terremoti in Okahoma fossero stati causati dall’estrazione di gas naturale realizzata attraverso fratturazione idraulica. Qualche mese dopo seguì l’allarme di Science. Dell’ 11 aprile la notizia del primo collegamento diretto “probabile” tra il fracking e i terremoti, ammesso dai geologi di stato dell’Ohio.
A Youngtown, ai piedi della catena degli Appalachi, si registrarono nel 2012 cinque eventi sismici appena avvertiti dalla popolazione in una regione ritenuta geologicamente stabile. Glenda Besana-Ostman, sismologa dell’ufficio bonifica del Dipartimento degli Interni americano, ha riconosciuto il collegamento, che sarebbe il primo a ricondurre gli eventi sismici dell’Ohio alla fase di estrazione di gas e petrolio e non allo smaltimento delle acque reflue necessarie alla fase di fratturazione.
Lo stato americano ha adottato una regolamentazione particolarmente restrittiva – stando alla media degli altri confederati – circa le concessioni di attività di perforazione. Secondo le nuove condizioni, bisogna installare apparecchiature di controllo sismico presso tutti i siti di perforazione collocati in un raggio di 3 miglia (4,8 km) da un luogo interessato da attività sismica di magnitudo pari ad almeno 2.0. Nel caso in cui tali apparecchiature dovessero registrare un movimento tellurico di magnitudo 1.0 o superiore, le attività vengono interrotte affinché si possa valutare un’eventuale connessione tra l’attività estrattifera e il sisma. Nel caso in cui tale collegamento dovesse essere confermato, l’operazione viene immediatamente interrotta. James Zehringer, Direttore del Dipartimento Risorse naturali dell’Ohio ha spiegato che “se è vero che non possiamo mai essere sicuri al 100% che le attività di perforazione causi un evento sismico, altrettanto vero è che la cautela impone di prendere nuove misure per tutelare l’uomo, la sicurezza e l’ambiente”.
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Earth day 2014 Italia: il 22 Aprile tanti eventi per festeggiare la terra

Posted in Articoli by admin on 22 Aprile 2014

Nata il 22 aprile del 1970, la Giornata della Terra vuole sottolineare la necessità e l’esigenza di conservare le risorse che la terra offre e coinvolge ben 192 Paesi. Vediamo quali sono i programmi di questa edizione.

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EARTH DAY 2014 ITALIA – La giornata mondiale della terra si tiene ogni anno il 22 Aprile, un mese e un giorno dopo l’equinozio di Primavera. Tantissimi eventi vengono organizzati  per festeggiare questo giorno importante, per sensibilizzare le persone circa uno stile di vita più consapevole e sostenibile nel rispetto dell’ambiente. Nata il 22 aprile del 1970, la Giornata della Terra vuole sottolineare la necessità e l’esigenza di conservare le risorse che la terra offre e coinvolge ben 192 Paesi. Vediamo quali sono i programmi di questa edizione.

LEGGI ANCHE: Per i bambini essere un pò selvatici è necessario

CONCERTO EARTH DAY ITALIA – Earth day 2014 italia I concerti musicali sono gli strumenti privilegiati da Earth Day Italia, lo scorso anno i protagonisti sono stati Fiorella Mannoia e Khaled al teatro della Luna di Milano, quest’anno per la 44ma edizione della Giornata della Terra, la testimonial d’eccezione è Arisa che aprirà il concerto al teatro Arcimboldi di Milano al grido di “Cambiamo clima“. Uno speciale dedicato all’Earth Day Italia con alcuni brani del Concerto per la Terra di Arisa sarà trasmesso su LA7 il 22 aprile intorno alle 12.30.

MOSTRA FOTOGRAFICA EARTH DAY ITALIA – Dal 22 aprile 2014 presso il Maxxi di Roma – Museo per le arti contemporanee del XXI secolo – avrà inizio una mostra fotografica che ospiterà gli scatti di grandi fotografi italiani di fama internazionale e fotografi della rete di Shoot4Change, un progetto fotografico che ogni anno si rinnova, in occasione della Giornata Mondiale della Terra. Un momento in cui la gente si incontrano per mobilitarsi, persone semplici, imprenditori, cittadini, pionieri del cambiamento in armonia con l’ambiente, modelli di ispirazione creativa e poeti dell’innovazione sociale e ambientale.

La mostra sarà inaugurata il 22 aprile alle ore 11 in occasione dell’Earth Day al Maxxidove resterà per l’interna settimana fino al 29 aprile. Dal primo all’11 maggio una selezione della mostra farà tappa sul Gianicolo, a Piazza Garibaldi. Dal 5 giugno la mostra diventerà permanente presso il Centro Elsa Morante, centro culturale della Periferia Romana.

Per sapere se nella vostra città sono state organizzate iniziative per festeggiare la terra, potete leggere tutti gli eventi in questo articolo.

Fonte:http://www.nonsprecare.it/earth-day-2014-italia-22-aprile-eventi

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L’incubo del teologo

Posted in Letture by admin on 11 Aprile 2014
bertrand“L’eminente teologo dr. Taddeus sognò di morire e andare in paradiso. I suoi
studi lo avevano preparato, e non ebbe alcuna difficoltà a trovare la strada.
Bussò alla porta del paradiso e s’imbatté in uno scrutinio più attento di quanto si
fosse aspettato. “Chiedo il permesso di entrare,” disse, “perché sono stato un
uomo giusto e ho dedicato la mia vita alla gloria di Dio.” “Un uomo?” rispose il
custode, “che cos’è? E come potrebbe una creatura buffa come te promuovere
la gloria di Dio?” Il dr. Taddeus rimase sbalordito. “Non è possibile che non
conosciate l’uomo. Dovete per forza sapere che l’uomo è l’opera più sublime
del Creatore.” “Quanto a ciò,” disse il custode, “mi spiace ferire i vostri
sentimenti, ma quello che voi dite mi giunge del tutto nuovo. Dubito che
chiunque quassù abbia mai sentito parlare di questa cosa che voi chiamate
“uomo”. Comunque, dato che mi sembrate tanto sbalordito, vi concedo la
possibilità di consultare il nostro bibliotecario.” Il bibliotecario, un essere
globulare con mille occhi e una bocca, rivolse alcuni dei suoi sguardi verso il dr.
Taddeus. “Che cos’è questo?” chiese al custode. “Questo,” rispose il custode,
“dice di essere un membro di una specie chiamata “uomo”, che vive in un posto
chiamato “Terra”. Ha questa strana teoria secondo la quale il Creatore nutre
un particolare interesse per questo posto e per questa specie. Ho pensato che
forse ci avresti potuto aiutare a chiarire la faccenda.” “Dunque,” disse
gentilmente il bibliotecario al teologo, “forse mi potrete dire dove si trova
questo posto che chiamate Terra.” “Oh sì,” disse il teologo, “fa parte del Sistema
Solare.” “E che cos’è il Sistema solare?” chiese il bibliotecario. “Oh,” disse il
teologo piuttosto sconcertato, “io mi occupavo del Sapere Sacro, e la
domanda che mi avete fatto appartiene al sapere profano. Comunque, ne ho
imparato abbastanza dai miei amici astronomi per sapere che il Sistema
Solare fa parte della Via Lattea.”
“E che cos’è la Via Lattea?” chiese il bibliotecario. “Oh, la Via Lattea è una
delle Galassie, le quali, mi hanno detto, sono qualche centinaia di milioni.”
“Appunto, appunto,” disse il bibliotecario, “non potete certo aspettarvi che me ne
ricordi una fra tante. Ma mi ricordo di aver udito la parola “galassia” prima.
Infatti, penso che ci sia uno dei nostri sotto-bibliotecari che sia specializzato in
galassie. Andiamo a cercarlo per vedere se ci può aiutare.” Dopo non molto
tempo, il sotto-bibliotecario galattico fece la sua comparsa. Aveva la forma di
dodecaedro. Era evidente che la sua superficie un tempo era stata luminosa,
ma la polvere degli scaffali l’aveva resa fine e opaca. Il bibliotecario gli spiegò
che il dr. Taddeus, nel tentativo di illustrare le sue origini, aveva
menzionato le galassie, e si sperava che si potesse ricavare qualche informazione
dalla sua specifica sezione della biblioteca. “Bene,” disse il
sotto-bibliotecario, “suppongo che avendo del tempo sarebbe possibile
avere qualche informazione, ma dato che ci sono cento milioni di galassie, e
ognuna di esse ha un suo volume, ce ne vuole parecchio per trovarne una
precisa. Qual è quella che questa strana molecola desidera che io trovi?” “È
quella della galassia denominata Via Lattea”, rispose esitante il dr. Taddeus.
“Va bene,” disse il sotto-bibliotecario, “se posso la troverò.”
Bertrand Russel
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Salviamo la Fornace Penna

Posted in Comunicati Stampa by admin on 28 Gennaio 2014

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Sabato 1 Febbraio il M5S invita tutta la società iblea ad un presidio di difesa del nostro territorio insieme ai parlamentari a 5Stelle Nicola Morra, Marialucia Lorefice, Maria Marzana. non permetteremo che le trivellazioni violentino la nostra terra, non una goccia di “sangue nero” distruggerà il nostro ambiente. Non permetteremo che ciò accada. La Fornace Penna di contrada Pisciotto a Sampieri va recuperata e destinata ad un utilizzo pubblico, come una scuola, un museo o quello che i cittadini e le amministrazioni locali riterranno più opportuno.

La Società Irminio Srl torna alla carica e chiede di poter esplorare alcuni pozzi tra la foce dell’Irminio e l’ex stabilimento Fornace Penna di Sampieri. La riduzione delle royalties del governo Crocetta – dal 20% al 13% – è lo specchietto per le allodole: ed ecco nuove richieste da parte di una Società che ha già uno stabilimento estrattivo in un’area naturalistica che è stata messa a dura prova. Pensate all’estate, al mare, al Pisciotto, allo stanco ma indomito Stabilimento bruciato che si erge di fronte al mare, simbolo della cultura iblea. Quanti sorrisi, quanti amori, quante giornate indimenticabili abbiamo vissuto su quella spiaggia, su quegli scogli; quanti pensieri volti a quella struttura, a cosa potesse ospitare se restaurata.

Domani tutto ciò potrebbe essere solo un bel ricordo, perchè investitori americani vogliono trovare il petrolio sotto il Pisciotto. Cosa diremo ai nostri figli, ai turisti in visita al Pisciotto, agli agricoltori e a chi vive luoghi naturalistici meravigliosi dinnanzi a recinzioni, camion in continuo transito, perdite di sostanze chimiche o petrolifere, esplosioni necessarie alla ricerca e mille altri disagi che l’attività esplorativa ed estrattiva porta in dote? Il silenzio delle amministrazioni locali rischia di essere l’ennesima prova di quanto la classe politica iblea sia totalmente avulsa dalla realtà, senza alcun progetto serio di sviluppo turistico, supina agli interessi di investitori stranieri che hanno a cuore solo il profitto. Non abbiamo alcun bisogno di sciacalli a “stelle e strisce”, gli stessi che vorrebbero imporci il Muos oltre alla devastazione petrolifera. Noi viviamo di turismo, di commercio, di agricoltura, viviamo di ambiente e cultura. La ex Provincia di Ragusa è tra le più dinamiche in tema di fonti rinnovabili, con migliaia di impianti fotovoltaici installati negli ultimi anni. L’energia rinnovabile è l’unica compatibile al nostro territorio, perchè rispetta l’ambiente ed è distribuita tra cittadini ed aziende. Il nostro “oro nero” è il cioccolato, non il petrolio.

Permettere un ulteriore sviluppo di attività esplorative ed estrattive pone un’ipoteca enorme, non solo sull’ambiente con un altissimo rischio di incidenti e un’evidente incompatibilità con le attività turistiche, ma alla stessa vita democratica di questo territorio che gli enormi fondi esteri potrebbero “alterare” a proprio favore, nel presente e nel futuro. Il Pisciotto e la Fornace Penna sono patrimonio di questa terra e simbolo unico degli iblei. L’indegno stato di abbandono in cui si trovano questi luoghi, l’immobilismo che per anni ha pregiudicato la stabilità della struttura, sono il migliore invito per certa gente a perseguire obiettivi estranei all’economia siciliana e al bene dei cittadini. Il M5S chiede a tutti i sindaci della Provincia di mobilitarsi in difesa del territorio e dei beni culturali, facendo sentire la propria voce sia dal punto di vista amministrativo che della scelta politica verso un’economia della sostenibilità. Il M5S chiede a tutti i cittadini iblei, alle associazioni, ai gruppi di cittadini, ai residenti delle aree interessate dalle esplorazioni, di mobilitarsi immediatamentedando un segnale forte a chi vorrebbe sciacallare la nostra terra e il nostro futuro.

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Mous, chi fermerà tutto questo?

Posted in Articoli by admin on 18 Ottobre 2013

Chi può fermare tutto questo?

Chi è in grado di mettersi seriamente in gioco con coraggio per contrapporsi alla realizzazione di un’opera ritenuta socialmente pericolosa e a quanto pare inarrestabile? La politica nostrana? No di certo. I nostri politicanti, hanno già ammainato la bandiera della “finta resistenza” da un bel pò. Ignavia e mancanza di credibilità, li stanno relegando ai margini della discussione e della trattativa, proni alle decisioni già prese,ab illo tempore,nei palazzi romani.

“E tanto tuonò che non cadde nemmeno una goccia” Presidente Crocetta, che sia stata in grado di spegnere il “fuoco” elettromagnetico che sta invadendo il niscemese. Lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco in diretta Tv l’ha definita“il peggior Presidente che la Sicilia abbia mai avuto”. Mentre i sindaci locali fanno quello che possono. Limitati a lanciare slogan o firmare protocolli d’intesa anti adesione all’installazione e uso di tecnologia militare sofisticata nel loro territorio. Ma si sa, le decisioni le prendono le diplomazie, a testimonianza che la battaglia è impari e il risultato scontato.

Le mostruose imponenti parabole (due sono attive, e una è di riserva) e le altrettanto portentose antenne (una attiva e una di riserva) che nella Sughereta puntano dritte verso il cielo,pongono due inquietanti interrogativi.
Il primo, il confermato inquinamento elettromagnetico oltre la soglia della tollerabilità vigente, il secondo, le ricadute che tutto ciò produrrà nel tempo nelle generazioni presenti e future e sull’ambiente nel raggio di alcuni chilometri di distanza dalla stazione.

Compound tecnologici creati dall’’ingegneria umana di difficile comprensione, correlati da politiche poco trasparenti e rassicuranti come quelle fornite dall’Istituto Superiore della Sanità che omette di redigere un rapporto completo e dettagliato rispondente alle richieste di trasparenza e completezza dei dati,avanzate dal mondo scientifico e accademico.

Il Mobile User Objective System (MUOS) allocato presso l’esistente Naval Radio TransmitterFacility (NRTF) di Niscemi, quest’ultima stazione già in funzione dal 1991 con ben 41 antenne ad alta frequenza (di attive, sarebbero, solo poco più della metà), entrerà a pieno regime entro il 2015. Servirà a pilotare i droni (aerei senza pilota) a monitorare e indirizzare le attività dei sottomarini,addirittura, ad individuare un soldato americano ferito in mezzo alla giungla, rintanato in una grotta. Tecnologia sofisticatissima in grado di garantire alla marina militare statunitense un coordinamento geostazionario estremamente analitico di tutti i sistemi militari avanzati statunitensi sparpagliati nel Pianeta: dalle Hawaii, all’Australia.

Da qui nasce spontanea l’angoscia della popolazione residente, a ragion veduta,fortemente preoccupata delle conseguenze nocive che questi potenti marchingegni tecnologici,sono in grado di sprigionare nel comprensorio. Dal canto loro gli americani da tempo confermano con fermezza la volontà di non spostarsi dalla Sughereta. Potremmo dire, scomodando le “Metamorfosi” di Ovidio: “Ho, or ora, posto termine ad un’opera, che né l’ira di Giove, né il fuoco, né il ferro, né il tempo che divora, potranno annientare”. Della serie: sono cavoli vostri, qui sono, qui resto.

Chi invece si sta concretamente battendo per contrapporsi alla realizzazione dell’opera sono gli indomiti attivisti del Movimenti No Muos Sicilia e No Muos Mamme di Niscemi e Giuseppe Maida che si sono battuti e ottenuto “l’istituzione di una commissione d’inchiesta” volta a chiarire con quale criterio si sia arrivati all’approvazione e autorizzazione del progetto Muos, e le eventuali responsabilità politiche. Commissione, che proprio sulla scorta delle pressioni esercitate dai NoMuos,è stata istituita di recente, ma che invece di affrontare la delicata questione  nel dibattito del Consiglio Comunale, sede deputata e idonea per affrontare un tema così rilevante, ha preferito una riunione“inter nos”, della quale hanno fatto parte, si legge in un recente documento pubblico del Movimento, “un gruppo di consiglieri che fanno capo, in grande maggioranza, proprio ai partiti che hanno voluto o tollerato l’approvazione del progetto MUOS“.

Sorpresa nella sorpresa, dalla Commissione sarebbero stati esclusi “gli unici consiglieri –si legge- che già in tempi non sospetti e lontani dalle telecamere, si sono battuti da cittadini in mezzo a cittadini”. Scorgendo, invece, il documento ufficiale “Analisi dei Rischi” redatto nel 2011 dal prof. dottor Massimo Zucchetti, Professore Ordinario di Impianti Nucleari, cattedra di “Protezione dalle Radiazioni” al Politecnico di Torino, si nota come l’illustre docente avverta dei potenziali pericoli della stazione di telecomunicazioni Muos, soprattutto alla luce dei dati tecnici richiesti, a suo avviso “ incompleti” forniti dall’ Istituto Superiore della Sanità.

I rischi sono inquietanti: irraggiamento diretto, pericolo di incidenti dovuti a interferenze elettromagnetiche, danni ambientali che le emissioni possono provocare nell’area circostante la Sughereta. Le conclusioni –si legge- evidenziano gravi rischi per la popolazione residente, tanto da impedirne la realizzazione per tutte le problematiche sociali e ambientali che, a lungo termine, la realizzazione del stazione MUOS comporta. “Dategli tempo” ha asserito il professor Zucchetti, commentando certe imprecisioni giornalistiche, riportate in un quotidiano nazionale, in cui sottolineava come le leggi americane in fatto di emissioni siano molto più tolleranti rispetto all’Italia.

di Giannino Ruzza

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Fukushima, rischio nucleare mondiale. “Emisfero Nord da evacuare”

Posted in Articoli by admin on 22 Settembre 2013

Era tutto vero: il pericolo Fukushima comincia solo adesso e il Giappone non sa come affrontarlo. Le autorità hanno finora mentito, ai giapponesi e al mondo intero: Fukushima era una struttura a rischio, degradata dall’incuria. Un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011. Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto. Ma il peggio è che nessuno sa esattamente in che stato siano i reattori collassati: si teme addirittura una imminente “liquefazione” del suolo. L’operazione più pericolosa comincerà a novembre, quando sarà avviata la rimozione di 400 tonnellate di combustibile nucleare. Operazione mai tentata prima su questa scala, avverte la “Reuters”: si tratta di contenere radiazioni equivalenti a 14.000 volte la bomba atomica di Hiroshima. Enormità: bonificare Fukushima – ammesso che ci si riesca – richiederà 11 miliardi di dollari. Se tutto va bene, ci vorranno 40 anni.

Gli scienziati non hanno idea del vero stato dei nuclei dei reattori, riassume il “Washington’s Blog” in un lungo reportage tradotto da “Megachip”: le radiazioni potrebbero investire la Corea, la Cina e la costa occidentale del Nord America. Perché il peggio deve ancora arrivare: gli stessi tecnici incapaci, che hanno prima nascosto l’allarme e poi sbagliato tutte le procedure di emergenza, ora «stanno probabilmente per causare un problema molto più grande». Letteralmente: «La più grande minaccia a breve termine per l’umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima: se uno dei bacini crollasse o si incendiasse, questo potrebbe avere gravi effetti negativi non solo sul Giappone, ma sul resto del mondo». Se anche solo una delle piscine di stoccaggio dovesse crollare, avvertono l’esperto nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott, non resterebbe che «evacuare l’emisfero nord della Terra e spostarsi tutti a sud dell’equatore». Un allarme di così vasta portata, che disorienta anche gli esperti più prudenti. Come Akio Matsumura, già consulente Onu, secondo cui la rimozione dei materiali radioattivi dai bacini del combustibile di Fukushima è «una questione di sopravvivenza umana».

Migliaia di lavoratori e una piccola flotta di gru, riferisce il “New York Times”, si preparano a «evitare un disastro ambientale ancora più profondo, che ha già reso la Cina e gli altri paesi vicini sempre più preoccupati». Obiettivo, neutralizzare le oltre 1.300 barre di combustibile esaurito dall’edificio del reattore 4. E’ come sfilare sigarette da un pacchetto accartocciato, avverte Gundersen: basta che due barre si urtino, e c’è il rischio che rilascino cesio radioattivo, xenon e kripton. «Ho il sospetto che nei prossimi mesi di novembre, dicembre e gennaio, sentiremo che l’edificio è stato evacuato, che hanno rotto una barra di combustibile, e che la barra di combustibile sta emettendo dei gas. Ritengo che le griglie si siano contorte, il combustibile si sia surriscaldato e il bacino sia giunto a ebollizione: la conseguenza naturale è che sia probabile che una parte del combustibile rimarrà incastrata lì per un lungo, lungo periodo». Le griglie sono contorte per effetto del terremoto, che ha fatto collassare il tetto proprio sopra il deposito nucleare.

«Le conseguenze – conferma il “Japan Times” – potrebbero essere di gran lunga più gravi di qualsiasi incidente nucleare che il mondo abbia mai visto: se una barra di combustibile cadesse, si rompesse o si impigliasse mentre viene rimossa, i possibili peggiori scenari includono una grande esplosione, una fusione nel bacino o un grande incendio. Ognuna di queste situazioni potrebbe portare a massicci rilasci di radionuclidi mortali nell’atmosfera, mettendo in grave rischio gran parte del Giappone – compresi Tokyo e Yokohama – e anche i paesi vicini». Secondo la “Cnbc”, il pericolo maggiore riguarda il possibile sversamento di acqua in uno dei bacini, che potrebbe incendiare il combustibile. «Un enorme incendio del combustibile esaurito – dichiara alla “Cnn” il consulente nucleare Mycle Schneider – probabilmente farebbe apparire poca cosa le attuali dimensioni della catastrofe, e potrebbe superare le emissioni di radioattività di Chernobyl di decine di volte». Una sorta di apocalisse: «Le pareti della piscina potrebbero avere perdite al di là della capacità di fornire acqua di raffreddamento, o un edificio del reattore potrebbe crollare in seguito una delle centinaia di scosse di assestamento. Poi, il rivestimento del combustibile potrebbe incendiarsi spontaneamente emettendo il suo intero accumulo radioattivo».

Sarebbe il più grave disastro radiologico mai visto fino ad oggi, conferma Antony Froggatt nel suo “World Nuclear Industry Status Report 2013”, redatto con Schneider. E per Gundersen, direttore di “Fairewinds Energy Education”, l’operazione si prospetta «piena di pericoli», e la verità è che «nessuno sa quanto male potrebbero andare le cose». Ciascun assemblaggio di barre combustibili pesa 300 chili e misura 4 metri e mezzo. Gli assemblaggi da rimuovere sono 1.331, informa Yoshikazu Nagai della Tepco, più altri 202 stoccati nel bacino: le barre di combustibile esaurito inoltre contengono plutonio, una delle sostanze più tossiche dell’universo, che si forma durante le ultime fasi del funzionamento di un reattore. «Il problema di una criticità che colpisca il bacino del combustibile è che non la si può fermare, non ci sono barre di controllo per gestirla», sostiene Gundersen. «Il sistema di raffreddamento del bacino del combustibile esaurito è stato progettato solo per rimuovere il calore di decadimento, non il calore derivante da una reazione nucleare in corso».

Le barre sono rese ancora più vulnerabili agli incendi nel caso debbano essere esposte all’aria. Il quadro è estremamente precario: l’operazione si svolgerà sott’acqua, in un bacino all’interno di un edificio lesionato, che la Tepco ha già puntellato. «La rimozione delle barre dal bacino è un compito delicato», testimonia Toshio Kimura, ex tecnico della Tepco, al lavoro a Fukushima per 11 anni. «In precedenza era un processo controllato dal computer che memorizzava al millimetro le posizioni esatte delle barre, ma ora non se ne può più disporre: il processo deve essere fatto manualmente, quindi c’è un alto rischio che si possa far cadere e rompere qualcuna delle barre di combustibile». In più, la situazione è assolutamente instabile. Secondo Richard Tanter, esperto nucleare dell’università di Melbourne, il reattore 4 di Fukushima «sta affondando». Lo conferma l’ex premier giapponese Naoto Kan: sotto il grande deposito di combustibile atomico, il terreno è già spofondato di circa 31 centimetri.

Per tentare di stabilizzarlo e isolarlo dall’acqua, la Tepco sta considerando la possibilità di congelare il suolo attorno all’impianto. Essenzialmente, riferisce “Nbc News”, si tratta di costruire un muro sotterraneo di ghiaccio lungo un miglio, cosa che non è mai stata tentata prima: in pratica, stanno cercando di arrampicarsi sugli specchi perché non sanno come risolvere il problema. «Un altro errore che venisse fatto dalla Tepco potrebbe avere conseguenze perfino esiziali, per il Giappone», sottolinea “Japan Focus” puntando il dito contro l’azienda elettrica responsabile del disastro. La Tepco ha infatti taciuto la verità sul degrado dell’impianto prima ancora del sisma, poi ha sbagliato tutto il possibile. Il governo di Tokyo ha concluso che il disastro ha avuto “cause umane”, ed è stato provocato da una “collusione” tra il governo stesso e la Tepco, oltre che da una cattiva progettazione del reattore. Già all’indomani della tragedia, «la Tepco sapeva che 3 reattori nucleari avevano perso capacità contenitiva, che ilcombustibile nucleare era “scomparso”, e che non vi era di fatto alcun vero contenimento».

L’azienda, ricorda il “Washington’s Blog” ha cercato disperatamente di coprire la verità per due anni e mezzo, «fingendo che i reattori fossero in fase di “spegnimento a freddo”», e solo ora ha ammesso che da due anni sta rilasciando enormi quantità di acqua radioattiva che, attraverso le falde sotterranee, si riversano nell’Oceano Pacifico. La dimensione del pericolo lascia sgomenti: nessuno, al mondo, è preparato a fronteggiare una catastrofe come quella evocata dai tecnici più pessimisti. Ma l’aspetto più sinistro, forse, è proprio quello che riguarda l’informazione e l’assoluta mancanza di trasparenza: la verità è stata negata dai tecnici, minimizzata dai politici, oscurata dai media. Molti blogger hanno incessantemente rilanciato l’allarme, fino alla notizia – qualche mese fa – degli sversamenti radioattivi in mare. Solo ora – di fronte all’impossibilità di continuare a negare, alla vigilia della pericolosissima operazione di bonifica – si giunge ad ammettere tutto. Colpisce l’appello di Mitsuhei Murata, ex ambasciatore giapponese in Svizzera, che chiede che il Giappone rinunci ad ospitare a Tokyo le Olimpiadi 2020, perché non potrebbe garantire la sicurezza degli atleti. Così, il Sol Levante tramonta nella vergogna.

[Fonte Articolo, http://www.libreidee.org]

Frutta e verdura mutante dopo il disastro di Fukushima: le foto

Un sito web sudcoreano ha rivelato le foto di verdura mutanti dal Giappone. Dicono che è accaduto a causa del disastro nucleare di Fukushima.
Anguria

anguria fukushima_01

Melanzane
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un fiore
fiore di fukushima_03

Patate
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Pomodoro
pomodoro di fukushima

Giglio
un giglio di fukushima

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Girasoli
Girasoli fukushima

Patate
patate fukushima

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Fragola
fragole fukushima

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Patata dolce
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Arance
arance fukushima

Fragole
fragole di fukushima_15

Melanzane e pomodori
Melanzane e pomodori di fukushima

Girasoli
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Fungo
Fungo fukushima

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Cavolo
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Cavolo
cavolo fukushima

Fonte: http://simplepimple.com/2013/07/the-fukushima-nuclear-disaster-has-resulted-in-some-pretty-weird-plant-hybrids-35-pictures/

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I Sopravvissuti

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 22 Settembre 2013
I Sopravvisuti

I Sopravvisuti

Lunedì 8 Luglio Codigoro (FE), se non ricordo male la data, è stata una giornata particolarmente pesante (zona agricola ci hanno sempre dato forte fin dagli inizi), cominciano i passaggi di aerei (a occhio e croce 3-4 che battono i comuni del ferrarese) fin dalle solite 6 del mattino, ma stavolta hanno proseguito fino a sera, quando tra le 18 e le 19 erano visibili contemporaneamente 30-40 scie e gli aerei ancora giravano

Presa la bici e direttomi in piazza non ce l’ho fatta a resistere di fronte allo scempio così ho iniziato a gridare ai passanti di guardare in alto e dirmi di cosa si trattava!

Le reazioni:

-un mio coetaneo che portava il bimbo piccolo sulla bici “a me non me ne frega niente”

-una donna è fuggita in bicicletta “non mi interessa non lo voglio sapere”

-un uomo sui 35-40 seduto al bar davanti al comune “bhè è la ‘meteorologia’” (ovvio no?)

-un mio conoscente al bar “sono gli aerei, fanno così non lo sapevi che c’è di strano?” mentre alcuni ragazzi mi deridevano stupiti

-un ragazzo sceso dall’auto “sono le scie chimiche”

-un anziano “a volte le fanno anche rosse e verdi”

solo 2 ragazzi si sono fermati a riflettere alcuni secondi guardando perplessi e uno ha detto “hai ragione, bravo! non è normale!”

Bhè ho fatto la figura dello scemo sfigato paranoico allucinato di fronte a mezzo paese, ma ho potuto vedere che almeno un essere umano su 20.000 non è uno zombi lobotomizzato, così sono tornato a casa soddisfatto.

Da allora non hanno più volato di giorno, ma vedo che di notte girano continuamente parecchi aerei a quota piuttosto bassa… impossibile vedere se lasciano la scia…..

Alza gli occhi al cielo e dimmi cosa vedi

mappa

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Giappone: da oggi senza energia nucleare

Posted in Articoli by admin on 16 Settembre 2013

TOKYO – Oggi il Giappone è investito da un tifone ma per gli oppositori dell’energia nucleare è una bella giornata: il Sol levante non ha più reattori atomici in attività. L’ultimo impianto funzionante _ il reattore numero 4 della centrale di Oi gestita dalla Kansai Electric Power _ è stato fermato per attività di manutenzione ordinaria.

Quasi tutti i 50 reattori del Paese _ che fornivano circa il 30% delle necessità energetiche _erano stati bloccati dopo l’incidente ….

Dal nostro corrispondente Stefano Carrer – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/Zgqj4

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