Ambiente Ibleo – Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano


Il Rhynchophorus ferrugineus e la Chamaerops humilis

Posted in Articoli by admin on 7 Marzo 2020

Il punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus)
è un coleottero curculionide, originario dell’Asia, micidiale parassita di molte specie di palme.

Larva trattata con piretroidi

Gli adulti di Rhynchophorus ferrugineus sono attivi sia di giorno che di notte. Sono abili volatori, in grado di raggiungere nuovi ospiti nel raggio di 1 km.

La oviposizione avviene solitamente in corrispondenza delle porzioni più giovani e tenere della pianta o in ferite del tronco o del rachide fogliare. Una femmina può deporre sino a 200 uova per volta.

Dopo la schiusa, le larve si dirigono verso l’interno della pianta, scavando gallerie grazie al robusto apparato masticatorio e danneggiando soprattutto la zona del tronco immediatamente sottostante alla corona fogliare. Il periodo larvale dura in media 55 giorni.

Le larve si impupano in genere alla base della pianta, formando dei bozzoli ovali di fibre di palma all’esterno del tronco. Dopo l’emergenza dalla pupa gli adulti rimangono all’interno di tali bozzoli per 4-17 giorni (media 8 giorni), raggiungendo la maturità sessuale.

Il ciclo vitale completo, dall’uovo allo sfarfallamento, dura in media 82 giorni. Gli adulti hanno una durata di vita di circa 2-3 mesi.

È stato stimato che, in assenza di fattori limitanti, una singola coppia di Rhynchophorus ferrugineus possa dare vita, nell’arco di 4 generazioni, a circa 53 milioni di esemplari.

Il punteruolo colpisce parecchie specie di palme tra cui le più diffuse varietà ornamentali mediterranee, la palma delle Canarie e quella da dattero, ma anche specie di interesse economico quali la palma da cocco e quella da olio.
Alcune specie, quali la palma nana, erano ritenute immuni all’infestazione in quanto si pensava che la loro secrezione gommosa potesse costituire barriera contro l’attecchimento del parassita, laddove invece si è riscontrato che anch’esse sono vulnerabili al punteruolo.

Lotta

Il Punteruolo rosso è un organismo nocivo oggetto di misura di emergenza da parte della Comunità Europea (Decisione 2007/365/CE “Misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Rhynchophorus ferrugineus”) In Italia è in vigore il DM 07/02/2011 “Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il Punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus”.
Le più efficaci misure di controllo sono preventive: l’elevata aggressività di questo fitofago rende aleatorio l’intervento curativo su piante sintomatiche.

Classe: Insetti
Ordine: Coleotteri
Sottordine: Polifagi
Famiglia: Curculionidi
Genere: Rhynchophorus
Specie: R. ferrugineus (Olivier)

La palma nana (Chamaerops humilis L., 1753), comunemente nota anche come palma di San Pietro, è una pianta della famiglia delle Arecaceae, unica specie del genere Chamaerops]. È una specie tipica della macchia mediterranea.

Il nome del genere fa riferimento alla morfologia della pianta (dal greco ????? chamái, «a terra» e ??? rh?ps, «cespuglio»). I greci la chiamavano phoenix chamaeriphes, che significa letteralmente «palma gettata per terra».


Riferimento bibliografico:
Fitopatologia, entomologia agraria e biologia applicata” – M.Ferrari, E.Marcon, A.Menta; Edagricole scolastico – RCS Libri spa
Links
http://www.agraria.org/entomologia-agraria/punteruolo-rosso-palma.htm

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Il Palazzo Invisibile

Posted in Pubblica Evidenza,Video by admin on 28 Febbraio 2020

Docufilm sul Palazzo degli Studi di Modica (Ragusa). Campagna di sensibilizzazione a favore della ristrutturazione dell’edificio, realizzata in collaborazione con Red Motion, Carlo Cartier, il “Comitato per la salvaguardia del Palazzo degli Studi” e l’associazione culturale “Amici del Campailla“.
Quattrocento anni di storia riassunti in poco più di 25 minuti. Il Docufilm tenta di ricostruire la storia del Palazzo degli Studi di Modica dalla sua fondazione ad oggi, avvalendosi di documenti storici, foto, e interviste di studiosi quali Paolo Nifosì e Giorgio Colombo. L’attore Carlo Cartier ci mostra lo stato attuale dei locali del terzo piano, chiusi al pubblico da circa vent’anni.
L’edificio sorge nel centro storico di Modica, fungendo da punto di congiunzione tra la parte alta e la parte bassa della città. Collegio Gesuitico del 1630, il Palazzo degli Studi ha da sempre rappresentato il luogo di cultura e di istruzione per eccellenza.
Sviluppato su tre piani, continua a ricoprire il suo originario ruolo di luogo di formazione grazie al Liceo Classico Tommaso Campailla che qui vi risiede dal 1878.
Autore: Graziana Oddo Attore protagonista: Carlo Cartier Voce fuori campo: Giada Ruggeri – Carlo Cartier Interviste: Paolo Nifosì – Giorgio Colombo Riprese video: Emanuele Savarino – Graziana Oddo Riprese audio: Piero Zarbano Musiche: Vincent Migliorisi – Massimo Sammito – Piero Zarbano – Rètina Fonti: Archivio storico dell’Istituto Tecnico Archimede – Archivio Storico del Liceo Galilei Campailla – Archivio di Stato sez. Modica Bibliografia:”Istituto T. Archimede” di Maria Iemmolo – “Collegium Mothycense” di Giorgio Colombo – “Tra storia e microstoria” di Giovanni Rossino

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I misteri della Pandemia del Coronavirus

Posted in Pubblica Evidenza,Video by admin on 26 Febbraio 2020

#Covid-19 – I misteri della Pandemia del Coronavirus: – Arma biologica? Strumento di abolizione della democrazia? Reset finanziario planetario? di Roberto Quaglia

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Il Piano Provinciale Gestione dei Rifiuti

Posted in Biogas Zimmardo,Documenti by admin on 21 Febbraio 2020
Macroaree VII a nel Comune di Modica

Il Piano Provinciale Gestione dei Rifiuti così come da ultima delibera del
Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio – Aggiornamento del Piano Provinciale Gestione dei Rifiuti (P.P.G.R.) alla data di ottobre 2018, all’Allegato V:
La Nota del Libero Consorzio Comunale di Ragusa prot. 16140 del 11-05-2018, in adempimento a quanto stabilito nell’incontro con i Sindaci del Libero Consorzio Comunale avvenuto in data 12-04-2018, ha impartito lo stralcio ed esclusione della macroarea VI dai siti potenzialmente idonei ad ospitare una nuova discarica d’Ambito. Pertanto nelle Tavole Grafiche che seguono, la macroarea VI pur indicata e riportata, è da intendersi stralciata ed esclusa. La Nota del Libero Consorzio Comunale di Ragusa prot. 29400 del 19-09-2018, in adempimento a quanto stabilito nell’incontro con i Sindaci del Libero Consorzio Comunale avvenuto in data 14-09-2018, ha impartito la specificazione quali siti da destinare a discarica per lo smaltimento di R.U.R.:
1. c.da Cava dei Modicani in territorio di Ragusa;
2. macroarea I ricadente in territorio di Acate/Vittoria;
3. macroarea VII-a ricadente in territorio di Modica.
Pertanto nelle Tavole Grafiche che seguono, le macroareee I e VII-a, ed il sito di c.da Cava dei Modicani, sono da intendersi porzioni di territorio provinciale individuate quali macrozone per realizzare discariche atte allo smaltimento dei R.U.R. rispetto le restanti, su cui effettuare successiva attività di micro localizzazione.

pag.46 All.VIII
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Zimmardo-Bellamagna: biometano o discarica comprensoriale? Morsa degli interessi e lobbing inquietante

Posted in Articoli,Biogas Zimmardo by admin on 19 Febbraio 2020

Per una singolare casualità, l’ipotesi sulla realizzazione di una discarica emerge pochi giorni dopo la denuncia del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, alla Commissione Antimafia dell’Ars

Sulla sorte dell’area di contradaZimmardo-Bellamagna, in territorio di Modica ma a ridosso di Pozzallo, sulla quale il Comune di Modica ha autorizzato la realizzazione di un impianto di biometano ad alto impatto ambientale, si stagliano ombre inquietanti. Mentre il braccio di ferro tra la comunità pozzallese preoccupata per i rischi alla salute e all’ambiente da una parte e l’impresa ‘autorizzata’ dal Comune di Modica dall’altra vive una fase di tregua dopo il rinvio del Tar alla sentenza fissata per il 21 ottobre prossimo, all’improvviso la stessa area diventa il possibile sito della discarica comprensoriale. Pur essendo una zona incontaminata, di grande pregio naturalistico e a vocazione agricola e turistica. Ciò che rende assurda l’autorizzazione-lampo concessa dal Comune di Modica e, ora, questa possibile destinazione di cui s’è avuta notizia la scorsa settimana nel corso della riunione tra i rappresentanti dei vari comuni, preliminare alla delibera che sulla scelta dovrà assumere il commissario del Libero consorzio. …continua su Ialmo.it

I traffici di carburante illegale in Libia e le pressioni sull’impianto di biogas tra Modica e Pozzallo

Una delle persone arrestate due anni fa per associazione per delinquere internazionale dedita al riciclaggio di gasolio libico, adesso avrebbe tentato di ‘convincere’ il sindaco Ammatuna della bontà del progetto.
Perché una persona coinvolta in questi traffici è stata mandata da portatori di interessi cui sta a cuore l’impianto di biometano ad agganciare il sindaco di Pozzallo e poi a riferire su un’assemblea del comitato di cittadini preoccupati per i rischi alla salute e all’ambiente?
continua su Ialmo.it?

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La Regione annulla l’autorizzazione all’impianto ACIF di contrada Cuturi

Posted in Articoli by admin on 18 Febbraio 2020

La soddisfazione del Comune di Scicli, di Legambiente Kiafura e del “Comitato per la Tutela della Salute dell’Ambiente e del Territorio” Di Scicli Video Notizie

SCICLI – Procedimento di revoca in autotutela della Regione Sicilia dell’autorizzazione integrata ambientale alla ACIF servizi srl, relativa al progetto di ampliamento dell’attività della piattaforma di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non in contrada Cuturi a Scicli. Il decreto della Regione è il n. 110/S8 del 14 febbraio. La vicenda ACIF andava da quasi quattro anni e ha interessato in modo particolare la comunità locale. Nel tempo si sono registrati molti interventi con cui si chiedeva di annullare l’autorizzazione all’ACIF Servizi srl.

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Rifiuti, come si smaltiscono in Italia? Lo spiega la Dia nel suo report sui traffici illeciti

Posted in Articoli by admin on 17 Febbraio 2020

Nell’ultima relazione al Parlamento della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) vi è un interessante focus sui traffici illeciti di rifiuti che vale la pena di leggere, anche perché ridimensiona notevolmente le trionfalistiche affermazioni di chi, riempiendosi la bocca con l’economia circolare, vuole farci credere che l’Italia è, nell’Unione Europea, un paese modello dove i rifiuti sono quasi scomparsi perché vanno tutti a riciclo.

Ma solo sulla carta. Infatti, ci dice la Dia, nel tempo, le tecniche di smaltimento illecito si sono evolute, passando dallo sversamento in discariche a cielo aperto, tipiche del periodo compreso tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, a un’ampia gamma di metodologie pericolose per la salute pubblica, che ha riguardato tutte le fasi del ciclo. E ci spiega anche come: “a) l’invio di rifiuti pericolosi in discariche non idonee, sulla base di falsa documentazione che ne attesta, solo cartolarmente, il trattamento; b) l’immissione dei rifiuti in cicli produttivi, cementifici e fornaci per la produzione di laterizi, di fanghi industriali, polveri di abbattimento fumi, ceneri e scorie derivanti dalla lavorazione di metalli; c) lo spandimento sul terreno di pseudo-fertilizzanti provenienti da attività di compostaggio di fanghi non sottoposti ad alcun trattamento, pertanto non idonei all’impiego in agricoltura per le elevate concentrazioni di metalli pesanti (cadmio, cromo, mercurio, nichel, zinco) e la presenza di sostanze cancerogene; d) l’impiego di rifiuti pericolosi in ripristini ambientali”….Il Fatto Quotidiano

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Carta Regionale dei Luoghi dell’Identità e della Memoria

Posted in Documenti,Risorse by admin on 15 Febbraio 2020

I luoghi che segnano le tappe dell’identità e memoria culturale di un territorio costituiscono un patrimonio di enorme importanza e una opportunità fondamentale per definire le strategie di sviluppo della comunità che li accoglie. Intorno a questi è possibile ipotizzare un modello innovativo di gestione, che si basi su un progetto di conoscenza e valorizzazione abbinato ad una tutela attiva e pienamente condivisa.

Il progetto prevede il più diffuso coinvolgimento dell’intera comunità in tutte le principali fasi, a partire dalle proposte di iscrizione di spazi fisici in una o più delle sette categorie della Carta Regionale dei Luoghi dell’Identità e della Memoria. Questa condivisione dovrà avvalersi di un processo partecipativo diffuso, finalizzato al riconoscimento della valenza culturale e alla socializzazione di uno specifico luogo, mettendo in comune le reti di conoscenze per attivare buone pratiche di tutela e conservazione, in uno con la gestione e valorizzazione sostenibile.

Il progetto, che riparte dal Dicembre 2013, riprende gli elementi fondanti che s’intendono condividere con gli Istituti centrali e periferici dell’Amministrazione, con le Istituzioni culturali pubbliche e private e con la Collettività isolana tutta, per promuovere la costruzione di una rete di offerta culturale integrata al fine di proporre itinerari tematici sostenibili su scala locale e territoriale, avvalendosi delle più aggiornate tecnologie multimediali per la gestione e la comunicazione “…allo scopo di individuare, salvaguardare, conservare, fruire in modo sostenibile gli spazi fisici legati ai culti, riti, eventi e personalità che hanno determinato tappe significative nella storia, nella cultura e nella tradizione dell’Isola.In questi luoghi si riconoscono le radici di una identità e memoria collettiva, che deve considerarsi irrinunciabile perché fornisce un contributo insostituibile alla valorizzazione diffusa del territorio siciliano”. (art. 1 del D.A. 8410 del 3.12.2009).  
La Carta Regionale dei Luoghi potrà fornire nuove opportunità ad aree territoriali marginali rispetto ai principali flussi di visita, proponendo itinerari spesso inesplorati, attraverso luoghi e percorsi che caratterizzano la ricca complessità dei paesaggi culturali siciliani.   
L’ ARCHIVIO LIM (rinnovato) consente una consultazione sistematica per Comuni, Province, categorie e sottocategorie, anche per agevolare l’apporto della Collettività isolana all’implementazione dei luoghi dell’Identità e della Memoria. http://www.centrorestauro.sicilia.it/read.asp?Id=270

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“Cosa nostra S.p.A” del magistrato Sebastiano Ardita

Posted in Letture by admin on 15 Febbraio 2020

Si infiltra, striscia e si mimetizza. Come una spira famelica che cambia pelle, la mafia si è trasformata, sul modello catanese, in una grande impresa, potente ed organizzata, insinuandosi silenziosamente nel tessuto economico. Un’analisi profonda ed arguta, che racconta con coraggio la metamorfosi di un’organizzazione criminale, che “oggi si nutre di concorso esterno”.

Il magistrato Sebastiano Ardita, membro del Csm di Autonomia e Indipendenza, traccia l’evoluzione di un sistema che non si fonda più su omicidi, violenze ed intimidazioni, ma corruzione e collusione.

“Cosa nostra S.p.A.” edito da Paper First, è l’ultimo saggio del procuratore siciliano che prosegue dopo “Catania Bene”, nello svelare il governo mafioso pronto a dare l’assalto a finanza e politica. Dieci capitoli che ripercorrono le tappe di una storia criminale e violenta che ha marchiato a sangue la Sicilia caratterizzando uno dei periodi più bui della storia italiana.

Ricordi, aneddoti, racconti, riferimenti ad inchieste giudiziarie che hanno messo alla sbarra i potenti di “Cosa Nostra”, animano il libro che riesce a descrivere ciò “che non ha un corpo”, ma ha solo un “nome”: mafia.

continua..su BlogSicilia

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Biogas a Pozzallo, tutti dicono di aver vinto. Dicono

Posted in Biogas Zimmardo by admin on 13 Febbraio 2020
Zimmardo Bellamagna

Con riferimento alla vicenda biometano ed alle diverse interpretazioni date dai soggetti a vario titolo coinvolti, il Consorzio Stradale Zimmardo – Bellamagna, che insieme ad altri privati ha proposto ricorso al T.A.R. Catania per l’annullamento dell’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto di produzione di biometano rilasciata dal Comune di Modica alla Biometano Ibleo, per il tramite del suo presidente Dott. Corrado Rizzone Favacchio precisa quanto segue:

all’udienza di oggi avanti al T.A.R., fissata per l’esame della domanda di sospensione della autorizzazione, il Consorzio e gli altri ricorrenti, difesi dall’Avv. Francesco Stornello, anche alla luce degli impegni assunti dal Sindaco di Modica e dalla Ditta avanti al Soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa e d’altronde della complessità delle questioni oggetto del ricorso, hanno proposto alla Biometano Ibleo di soprassedere dall’iniziare i lavori fino alla decisione del ricorso nel merito, contestualmente chiedendo al T.A.R. di fissare sollecitamente la relativa udienza.

Sull’accordo delle parti, il T.A.R. ha accolto la richiesta dei ricorrenti e disposto che la causa venga discussa all’udienza del 21 ottobre prossimo, senza pronunciarsi sulla domanda di sospensiva: infatti, per effetto di quanto riferito, allo stato nessun interesse hanno più il Consorzio ed i privati alla decisione della relativa istanza.

Le altre parti intervenute nel giudizio (Comune di Modica, Comune di Pozzallo ed Associazione Rifiuti Zero) hanno preso atto di quanto deciso, che consente a tutti i soggetti interessati di avere in tempi brevi una decisione risolutiva sull’intera vicenda, senza che nelle more sia modificato e compromesso l’attuale stato dei luoghi e, quindi, l’assetto del territorio.

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Scempio al quartiere Sorda

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 4 Febbraio 2020

#MODICA
#CEMENTIFICAZIONE
#NOFUTURO
Qualche settimana fa, molti cittadini modicani si sono rammaricati nel vedere sparire la ricca vegetazione di una villetta di Via Sacro Cuore, dove verosimilmente sarà realizzato un edificio.
Oggi accade la stessa cosa, in un’altra zona della Sorda, all’inizio di Via Risorgimento, lì dove, quasi per ironia della sorte, a settembre scorso, un gruppo di cittadini, con i loro bambini, aveva piantato alcuni alberelli, nell’ambito di un progetto ecologista e di solidarietà sociale.
Gli ultimi spazi ancora verdi del quartiere, con le ultime testimonianze di quella che, una volta, era luogo di villeggiatura estiva per molte famiglie modicane, in questi giorni si estinguono definitivamente, per essere sostituiti dall’ennesima opera di cementificazione.
Date queste premesse, a noi sembra che la città di Modica sia rimasta incagliata ad un concetto di sviluppo tipicamente novecentesco, non solo a causa della mancanza di adeguati strumenti di pianificazione (PRG e piano del verde urbano in primo luogo), ma anche perché chi ha la responsabilità di governare e tutelare il territorio non ha fatto nulla per una conversione della città nuova in termini di ecosostenibilità e di miglioramento della qualità della vita.
Quanto sta accadendo oggi, a Modica, quindi, non è solo l’ennesimo esempio di speculazione edilizia, quanto piuttosto l’evidente prova che gli attuali amministratori non stanno lavorando per i nostri figli e per i nostri nipoti.
E d’altra parte, è altamente improbabile che, fra qualche decennio, questi ultimi potranno ancora votarli….
Cento Passi Modica

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Sicilia, da Est a Ovest comuni in fibrillazione per gli impianti di biogas. E a Pozzallo il circolo Legambiente si “autoscioglie”

Posted in Articoli,Biogas Zimmardo by admin on 30 Gennaio 2020
Progetto Biometano a Zimmardo Bellamagna

Un intero comune in fibrillazione, quello di Calatafimi, in provincia di Trapani. Mentre a Pozzallo, in provincia di Ragusa, il circolo di Legambiente ha deciso di autosciogliersi. Sono gli effetti di due progetti per la costruzione di impianti di biogas, attualmente in discussione ai due poli opposti della Sicilia. Tutto cio mentre i pm antimafia di Palermo indagano sul piano regionale per i rifiuti, da anni in calendario e ancora non approvato. E i due progetti privati stridono proprio con quel piano – che prevede una rete di strutture pubbliche – tuttora fermo. Il 28 gennaio i pm hanno ascoltato l’assessore all’energia, Alberto Pierobon. “Spero di avere definitivamente chiarito ogni aspetto che mi riguarda. Ho un progetto da portare avanti e farò di tutto per andare fino in fondo”, ha detto l’assessore ai giornalisti al termine dell’interrogatorio. L’inchiesta riguarda un affare di oltre 15 milioni con al centro l’imprenditore mafioso Vito Nicastri e il faccendiere Paolo Arata, arrestati insieme ai rispettivi figli e ai due funzionari della Regione che avrebbero preso le tangenti, e accusati, a vario titolo, di corruzione e intestazione fittizia di beni. Da questa inchiesta è nato il filone d’indagine, inviata a Roma per competenza territoriale, sulla presunta tangente pagata da Arata all’allora sottosegretario leghista Armando Siri. Per la procura di Palermo il professore genovese era socio occulto di Nicastri, a sua volta indicato come vicino al latitante Matteo Messina Denaro. Proprio Arata cercava di ottenere le autorizzazioni per due impianti di biogas. E uno doveva sorgere a Calatafimi, dove adesso si discute di un altro progetto, presentato da una società dopo che i piani di Nicastri e Arata si sono arenati….continua su Il Fatto Quotidiano

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