Ambiente Ibleo – Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano


Il Palazzo Invisibile

Posted in Pubblica Evidenza,Video by admin on 28 Febbraio 2020

Docufilm sul Palazzo degli Studi di Modica (Ragusa). Campagna di sensibilizzazione a favore della ristrutturazione dell’edificio, realizzata in collaborazione con Red Motion, Carlo Cartier, il “Comitato per la salvaguardia del Palazzo degli Studi” e l’associazione culturale “Amici del Campailla“.
Quattrocento anni di storia riassunti in poco più di 25 minuti. Il Docufilm tenta di ricostruire la storia del Palazzo degli Studi di Modica dalla sua fondazione ad oggi, avvalendosi di documenti storici, foto, e interviste di studiosi quali Paolo Nifosì e Giorgio Colombo. L’attore Carlo Cartier ci mostra lo stato attuale dei locali del terzo piano, chiusi al pubblico da circa vent’anni.
L’edificio sorge nel centro storico di Modica, fungendo da punto di congiunzione tra la parte alta e la parte bassa della città. Collegio Gesuitico del 1630, il Palazzo degli Studi ha da sempre rappresentato il luogo di cultura e di istruzione per eccellenza.
Sviluppato su tre piani, continua a ricoprire il suo originario ruolo di luogo di formazione grazie al Liceo Classico Tommaso Campailla che qui vi risiede dal 1878.
Autore: Graziana Oddo Attore protagonista: Carlo Cartier Voce fuori campo: Giada Ruggeri – Carlo Cartier Interviste: Paolo Nifosì – Giorgio Colombo Riprese video: Emanuele Savarino – Graziana Oddo Riprese audio: Piero Zarbano Musiche: Vincent Migliorisi – Massimo Sammito – Piero Zarbano – Rètina Fonti: Archivio storico dell’Istituto Tecnico Archimede – Archivio Storico del Liceo Galilei Campailla – Archivio di Stato sez. Modica Bibliografia:”Istituto T. Archimede” di Maria Iemmolo – “Collegium Mothycense” di Giorgio Colombo – “Tra storia e microstoria” di Giovanni Rossino

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I misteri della Pandemia del Coronavirus

Posted in Pubblica Evidenza,Video by admin on 26 Febbraio 2020

#Covid-19 – I misteri della Pandemia del Coronavirus: – Arma biologica? Strumento di abolizione della democrazia? Reset finanziario planetario? di Roberto Quaglia

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Trafficanti di apparenze. Il sistema Montante tra segreti e rifiuti

Posted in Articoli,Biogas Zimmardo,Video by admin on 29 Gennaio 2020

L’inchiesta sul sistema Montante a Caltanissetta svela interessi del leader di Confindustria Sicilia nella gestione del ciclo dei rifiuti. Conferma il ruolo del servizi. Diversi 007 italiani appaiono tra gli indagati. Vi mostriamo per la prima volta le immagini della discarica di Siculiana. Il reportage di Pino Finocchiaro –
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Biogas: quali rischi per la salute umana?

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 17 Gennaio 2020
Prof. MICHELE CORTI, docente di zootecnia montana all’università di Milano, presidente del coordinamento terre nostre dei comitati no biogas no biomasse e per la tutela della salute e dell’ambiente. Dott. VINCENZO CORDIANO, ematologo presso l’ospedale di Valdagno, presidente dell’associazione Medici per l’ambiente della provincia di Vicenza

Nel 2015 il Legislatore, con la Legge n. 68/2015, ha introdotto all’interno del codice penale il Titolo VI-bis, rubricato “Dei delitti contro l’ambiente” prevedendo diverse fattispecie di reato in materia ambientale da cui far discendere -anche- la responsabilità per gli enti ai sensi dell’art. 25-undecies del D.Lgs. n. 231/2001.

Di recente la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25049/2019 del 5 giugno scorso, è tornata ad analizzare il reato di inquinamento ambientale…..continua

Quanto ai concetti di compromissione e deterioramento, si legge invece nella pronuncia, essi “consistono in un’alterazione, significativa e misurabile, della originaria consistenza della matrice ambientale o dell’ecosistema, caratterizzata rispettivamente da una condizione di squilibrio funzionale, incidente sui processi naturali correlati alla specificità della matrice o dell’ecosistema medesimi o da una condizione di squilibrio “strutturale”, connesso al decadimento dello stato o della qualità degli stessi”.

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MODICA, IMPIANTO DI BIOGAS SI DECIDE DI NON DECIDERE

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 17 Gennaio 2020
Servizio di Canale 74

Rabbia dei pozzallesi al consiglio comunale sul biogas – Servizio di Video Regione
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IMPIANTO BIOGAS I CITTADINI TORNANO A RIUNIRSI

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 9 Gennaio 2020
Servizio TG24

Assemblea cittadina lo scorso 7 gennaio che non lascia spazio a dubbi e tentennamenti ma che piuttosto rilancia un assordante e cristallino “NO” all’impianto industriale di biogas alle porte di Pozzallo. La sala convegni dello Spazio Cultura “Meno Assenza” mai aveva visto un pubblico così numeroso, così tante le presenze su entrambi i livelli della struttura, da lasciare in piedi decine di cittadini attenti e “concentrati” che dal primo all’ultimo momento non si sono persi nemmeno una sillaba di ciascun intervento fatto….continua su RTM

Servizio di Video Mediterraneo
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Biometano Zimmardo Bellamagna: incontro in Sovraintendenza, si cercano siti alternativi

Posted in Biogas Zimmardo,Comunicazioni,Video by admin on 2 Dicembre 2019

RAI TG3 REGIONALE SU BIOMETANO DEL 3 12 2019 in C.da Zimmardo Bellamagna

Stamattina, nella sede della Soprintendenza di Ragusa, si è tenuto il previsto incontro per affrontare la problematica dell’impianto di biogas che dovrebbe sorgere in contrada Zimmardo-Bellamagna.

Il Sindaco Ammatuna ha evidenziato, a chiare lettere, l’inopportunità che l’impianto di biogas venga realizzato in prossimità della città di Pozzallo ed ha chiesto, sottolineando l’importanza del mandato popolare espresso con forza dai suoi concittadini, che venga delocalizzato ad una distanza di almeno 4/5 chilometri dal luogo attualmente previsto.

Inoltre, il primo cittadino di Pozzallo ha comunicato che chiederà un incontro in Prefettura sull’argomento, ribadendo ancora una volta che il suo mandato è quello di ottenere come soluzione finale lo spostamento del sito.

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ODORE DI SOPRUSO

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 30 Novembre 2019
A cura del Laboratorio 5 Stelle Modica

ODORE DI SOPRUSOTutto quello che c’è da sapere sull’impianto biogas di C.da Zimmardo Bellamagna

l’8 Agosto 2019 l’ufficio SUAP del Comune di Modica ha approvato il progetto di costruzione di un impianto per la produzione di biometano dichiarando la pubblica utilità, l’indifferibilità e l’urgenza dell’intervento. L’impianto si estenderà per una superficie di settantamila metri quadri e sarà composto da Sette vasche di digestione da 32 metri di diametro, 2 ciminiere da 14 metri e una di riserva di 10 con una produzione standard di 499 metri cubi per ogni ora. Un impianto all’avanguardia secondo il progetto, che verrà edificato nella splendida contrada Zimmardo Bellamagna, zona agricola di interesse archeologico e naturalistico, a poche centinaia di metri dalle aree abitate del Comune di Pozzallo. La contrada è nota alle cronache per altri progetti speculativi, come un impianto a biomassa e un kartodromo, anch’essi autorizzati ma mai costruiti, per ricorsi legati ai vincoli. La notizia ha generato una enorme protesta da parte dei cittadini di Pozzallo e dai residenti della zona. In questo reportage il parere di tecnici, amministratori e residenti che aiutano a fare chiarezza sui pericoli e sulle preoccupazioni legate e a questa opera.

°°°°

La massiccia partecipazione di cittadini e di consiglieri comunali di Pozzallo al Consiglio Comunale aperto di Modica sulla realizzazione dell’impianto di Biometano in Contrada Bellamagna – Zimmardo, evidenzia quanto tutela della salute e dell’ambiente e legalità siano sacrificate sull’altare della politica, spesso asservita ai potentati economici esterni alla città.
Ieri come oggi si abbatte sul nostro territorio una sorta di colonizzazione e di espropriazione economico/ambientale.
Nel 1981 alcuni operatori finanziari calabresi con un gruppo di avicoltori modicani volevano realizzare un grosso essiccatoio di concime pollino in C.da Ciacero-Cammaratini-Abremi. La violenta reazione popolare costrinse il comune di Modica a cassare l’autorizzazione già data ed oggi su quel sito
opera la più grande struttura orto-vivaistica della Sicilia, l’Ecofaber.

Adesso una cordata finanziaria di catanesi e messinesi assieme ad altri operatori avicoli locali è stata autorizzata a costruire un mega impianto di biometano in C.da Bellamagna, a 700 metri dalla periferia abitata di Pozzallo e a meno di 2 km dal centro. Di fatto sarà un impianto industriale (il più grosso della Sicilia viste le modeste dimensioni delle strutture di Biancavilla e Assaro) attrezzato per trasformare in biometano concimi e rifiuti vari provenienti dall’intera isola.
Per produrre 499 mc all’ora di biometano 15 tonnellate di reflui al giorno collasseranno la viabilità adiacente con un volume di traffico di 11324 viaggi annui, pari a 64 giornalieri, che intaseranno la stradina consortile Bellamagna – Zimmardo, cioè l’unico accesso.

I miasmi e gli insetti soffocheranno la città di Pozzallo; Santa Maria del Focallo, Maganuco, Marina di Modica e Sampieri saranno contaminati. Un durissimo colpo per il turismo: gli operatori del settore sono in allarme perché fioccano già le prime disdette sui pacchetti vacanze primavera-estate 2020, sebbene l’inizio dell’opera non sia ancora avvenuto. Il danno ambientale sarà incalcolabile: l’impianto sorgerà in un’area interclusa di 7 ettari, solcata da muri a secco, ricca di carrubi, olivastri, olivi, lentischi, fiancheggiata da terreni con vincoli paesaggistici e a ridosso della necropoli del 1300 a.c. di Bellamagna. L’inquinamento delle falde che alimentano i
pozzi artesiani a valle sarà inevitabile. Non si conosce la destinazione del digestato nè l’allocazione dei reflui prima del trattamento.

E’ possibile che un sito con queste peculiarità abbia potuto avere l’autorizzazione per allocarvi un impianto di biometano? Purtroppo è stato possibile perché l’Amministrazione Comunale di Modica:

? ha concesso con superficialità la procedura abilitativa semplificata per evitare il Via-Vas di competenza regionale
? ha giustificato la pubblica utilità pur in assenza dei supporti tecnici necessari per il conferimento del biometano nella rete Snam
? in violazione delle norme di attuazione del Piano Paesaggistico non ha richiesto i pareri della Sovrintendenza ai BB.AA.CC. di Ragusa ed ha persino ignorato la richiesta della stessa del 17/12/2018 per partecipare alle tre conferenze di servizio tra marzo e giugno 2019 e adesso si rifiuta la consegna degli elaborati tecnici al Sovrintendente.

Dunque un iter amministrativo con alcuni interrogativi, lacunoso ed omissivo, tanto che il 23 luglio scorso la prima autorizzazione del 15 luglio è stata revocata in autotutela, prima di arrivare a quella definitiva del 29 agosto.

La mobilitazione popolare straordinaria della città di Pozzallo e di gran parte di quella modicana degli ultimi giorni, pur valutando legittima la realizzazione di un impianto di biometano nel nostro territorio, ritiene inidoneo il sito di C.da Bellamagna perché nocivo per la salute e per la salubrità dell’aria di Pozzallo e della fascia costiera nel tratto Santa Maria del Focallo, Maganuco, Marina di Modica, Sampieri.


Il crescendo di sconcerto, rabbia, sfiducia, amarezza della nostra comunità va governato, merita rispetto ed esige risposte. Il Comune di Modica sospenda in autotutela il provvedimento autorizzativo del 29 agosto 2019 alla Biometano Ibleo, successivamente acquisisca il parere della Sovrintendenza di Ragusa e quindi riconvochi una conferenza di servizio con la Sovrintendenza allargata ai Comuni di Pozzallo, Ispica, Scicli e al Consorzio Stradale Bellamagna – Zimmardo Non saranno più tollerati omissioni, impuntature, decisionismi e sottovalutazioni. Potrebbero creare corto circuiti di cui questa comunità non ha bisogno.

Giovanni Avola
Ex Segretario Generale CGIL Ragusa

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Impianto Biogas, montano i dubbi e le proteste

Posted in Articoli,Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa,Video by admin on 26 Novembre 2019
Il Sindaco di Pozzallo Dr Roberto Ammatuna

Il Sindaco di Pozzallo Dr Roberto Ammatuna in contrada Zimmardo Bellamagna sui luoghi dove dovrebbe sorgere l’impianto di biogas, rappresenta tutto il suo disappunto per il grave sgarbo istituzionale ricevuto, con l’approvazione del progetto in totale silenzio, dal Sindaco di Modica e la sua Amministrazione. La città di Pozzallo si è mobilitata al suo fianco e promette che si opporrà in tutte le sedi ed i modi consentiti dalla legge a questo scellerato progetto. Il Sindaco inoltre si opporrà al Presidente della Regione ed affiancherà “ad adiuvandum” i ricorsi al TAR di Catania che sono già stati presentati.

“Ci sono parecchi interrogativi che dovranno essere chiariti in merito alla realizzazione dell’impianto di biometano di contrada Zimmardo Bellamagna, al confine fra il comune di Modica e quello di Pozzallo”: lo dichiara la deputata regionale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Stefania Campo, che si inserisce nel dibattito che mercoledì, alle ore 18, sarà affrontato in un’apposita ‘seduta aperta’ del Consiglio comunale, a palazzo San Domenico a Modica, che segue la prima seduta aperta del consiglio comunale di Pozzallo, piuttosto partecipata, e nel corso di cui il sindaco Roberto Ammatuna ha confermato le barricate contro l’impianto, che, pur ricadendo in territorio di Modica, è nei fatti a ridosso della cittadina marinara.

“Iniziamo col dire – evidenzia Stefania Campo – che non possiamo accettare che venga costruito un impianto con queste caratteristiche a soli 700 metri da un centro abitato, in questo caso si tratta del centro di Pozzallo. La legge regionale n. 9 del 2010 prevede, infatti, al comma 3 dell’articolo 17 che le opere per la realizzazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, possono essere ubicate anche in zone classificate agricole purché distino almeno tre chilometri dal perimetro del centro abitato. La norma non contiene però alcun riferimento agli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto quando questi, per dimensioni e capacità produttive, sono equiparabili a veri e propri impianti industriali. Una lacuna che stiamo cercando di colmare con un apposito emendamento alla nuova legge sui rifiuti, che aumenta altresì a 5 km la distanza di questi impianti dai centri abitati, dai parchi e dalle riserve nazionali e regionali, dalle aree archeologiche e paesaggistiche, dai Siti di Importanza Comunitaria (SIC), dalle aree designate quali Zone Speciali di Conservazione (Zsc) e dalle Zone di Protezione Speciale (Zps).

La localizzazione degli impianti dovrebbe infatti rispondere a criteri di distribuzione omogenea fra i territori comunali e presupporre una preventiva, reale, stima del carico ambientale tollerabile dal contesto territoriale in cui l’opera è localizzata, in modo da evitare, peraltro, la concentrazione di un numero eccessivo di impianti di smaltimento dei rifiuti in una medesima area. Ricordo che il progetto già approvato si sviluppa su di un’area di poco inferiore agli otto ettari e prevede, negli elementi più invasivi: la costruzione ex novo di un locale ufficio, e per civile abitazione, sviluppato su 2 piani di circa 500 mc, la realizzazione di 7 vasche di lavorazione con una larghezza di 26/32 metri e un’altezza di 8 metri, un distributore di gasolio, un sistema di desolforazione con 2 torri alte 13 metri, una torre di emergenza di 10 metri ed un sistema di espulsione dell’off – gas che sarà costituito da un camino alto circa 12,5 m per garantire la dispersione in atmosfera dei gas di scarico”.

“La norma che abbiamo pensato – aggiunge ancora la parlamentare – potrebbe di certo tutelare sia la zona archeologica dell’area agricola in questione, già sottoposta a due vincoli per la necropoli di Bellamagna e per gli insediamenti rupestri nella contigua contrada Cava Gisana, che il centro abitato del comune di Pozzallo che disterebbe, appunto, solo 700 metri da questo nuovo mega impianto. In ogni caso sussistono non pochi dubbi sulla procedura seguita per autorizzare l’impianto. A nostro avviso sarebbe stato più opportuno seguire quella ordinaria disciplinata dal d.lgs. 152/2006, e dunque il rilascio della Valutazione d’Impatto Ambientale da parte dell’ Assessorato regionale Territorio e Ambiente ed eventualmente dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte dell’Assessorato regionale Energia e Rifiuti. Invece, nel caso di Modica, si è ricorsi alla procedura abbreviata, che prevede l’Autorizzazione Unica Ambientale del Libero Consorzio Comunale e il Provvedimento Unico del Suap, basandosi esclusivamente sulla capacità produttiva media dell’impianto riportata nel progetto, e cioè 499 standard metri cubi/ora, non a caso il limite per richiedere la procedura semplificata ai sensi dell’art 6 d.lgs. 28/2011. Il dubbio è: ‘Chi controllerà che questo impianto produrrà, sempre, non più di 499 metri cubi/ora di metano? Possiamo dirci convinti che sia ragionevole dubitare di questo dato di produzione? Perché, altrimenti, non calibrare la produzione su numeri diversi? Si può ritenere una sorta di escamotage per intraprendere un iter autorizzativo più celere e snello? Ce lo domandano, in tanti, con insistenza”.

La deputata, continua, facendo emergere le possibili competenze regionali: “La Regione sicuramente utilizzando l’ordinaria procedura di Via, avrebbe preso in considerazione sia i vincoli archeologici che la pochissima distanza dal centro urbano del comune limitrofo dando un parere più congruo alle reali caratteristiche del territorio. Non vogliamo pensare che la procedura abbreviata sia stata volutamente intrapresa per evitare le valutazioni tecniche della Regione. Contrada Bellamagna, tra l’altro, è stata già oggetto, nel recente passato, di pesanti contenziosi per il progetto di un kartodromo e in tempi più recenti era rimbalzata nuovamente ai fatti di cronaca perché sono stati più volte denunciati degli stranissimi avvelenamenti di alberi; ‘strani’ un anno fa, sicuramente un po’ meno adesso”. Stefania Campo, infine, evidenzia che “Un atto con il quale la soprintendenza ai beni culturali di Ragusa, venuta a conoscenza del progetto dell’impianto, ha chiesto al Comune di Modica di venire convocata alla ‘conferenza di servizi’ organizzata per l’emissione dell’autorizzazione. Ma il Comune – conclude la Campo – non ha mai proceduto alla convocazione della stessa soprintendenza”.

Corriere di Ragusa

Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Modica

“Per una comunità, avere imprenditori facoltosi che vogliono investire, creare posti di lavoro e contribuire in maniera determinante allo sviluppo socio economico del territorio, in questi tempi è senza ombra di dubbio una fortuna, quasi una rarità. Tuttavia, quando entra in gioco la consapevolezza di quello che si rappresenta per il territorio, si tende, spesso, a ritenere che tutto sia dovuto e che il diritto legittimo di fare coincida sempre con i confini giuridici che ne disciplinano l’esercizio, senza mai porsi la domanda se questi confini intaccano il diritto di singoli o della comunità. Il tutto dovuto è ancora più incisivo quando dall’altra parte, nello specifico la politica, che dovrebbe essere più riflessiva e meno interessata ai profitti dei privati e più ai possibili disagi della collettività, asseconda questa tendenza fino a dare l’impressione o, comunque, creare il dubbio di un atteggiamento tipico di una reciproca connivenza più marcata rispetto a quella fisiologica e tollerata dal sistema. Ciò si manifesta, se si tiene conto delle dinamiche politiche generatesi a Modica negli ultimi tempi, in maniera inequivocabile, nella vicenda dell’impianto per la produzione di biometano che sorgerà a Modica in contrada Zimmardo Bellamagna, area di pregio paesaggistico e a ridosso della comunità Pozzallese, della ridente frazione di Marina di Modica e dove insistono diverse imprese agrituristiche.

Cosa può significare un impianto industriale, perché di questo si parla viste le dimensioni, che già di per sé è qualificato dalle normative quale attività insalubre, allocato in un’area come questa? Dall’atto autorizzatorio si comprende senza errate interpretazioni quanto complesso e delicato sia il processo di trasformazione in energia del materiale conferibile, quanta attenzione si debba prestare per preservare il paesaggio e la qualità delle falde acquifere. E quanta sull’impatto nel territorio ricadente nel sito in riferimento a tutte le strutture occorrenti al funzionamento, avendo riguardo alla viabilità, allo stoccaggio e alla costruzione della condotta per immettere il prodotto nella rete. Di particolare rilievo è la raccomandazione relativa all’emissione dei cattivi odori, che impone al titolare controlli affinché essi non superino i livelli stabiliti dalla legge. Questa raccomandazione rappresenta la certificazione che l’impianto comunque emetterà dei cattivi odori che si propagheranno nell’aria e che solo il vento ne determinerà la direzione.

Ci chiediamo come l’amministrazione non abbia tenuto conto, considerato che questa estate, a seguito di vibrate proteste dei villeggianti, sono state emanate ordinanze sindacali di divieto di spargimento di fertilizzanti nelle aree a ridosso di Marina di Modica. Che danno potrebbe arrecare l’impianto, che comunque immettera’ nell’area cattivi odori, al turismo balneare e ai residenti di Marina di Modica e di Pozzallo? Potenzialmente molto e sufficiente a mettere in ginocchio l’economia turistica e a creare disagi ai residenti.
Riteniamo che la classe imprenditoriale e la politica dovrebbero sempre coinvolgere la comunità in progetti di questa portata e decidere insieme l’allocazione di un impianto di questo tipo. Nessuno è contro l’impianto, nessuno potrebbe rinunciare ad un’opportunità per il futuro del proprio territorio. Una soluzione condivisa che avrebbe eliminato il potenziale rischio di compromettere un’area di pregio paesaggistico, la sicurezza ambientale, e soprattutto la serenità della comunità interessata, sarebbe venuta fuori.
Per Fratelli d’italia, che rimane favorevole alla produzione di energia green e alla costruzione dell’impianto, occorre una riflessione sulla ubicazione dell’insediamento produttivo non ritenendo idonea e potenzialmente pericolosa, per i motivi evidenziati, quella individuata dall’azienda titolare della concessione”.

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Mother Earth’s Plantasia

Posted in Video by admin on 22 Aprile 2019

(Mother Earth’s) Plantasia — Mort Garson (1976) è un album elettronico di Mort Garson pubblicato per la prima volta nel 1976 . La musica è stata composta appositamente per le piante da ascoltare. L’album ha avuto una distribuzione molto limitata al momento del rilascio, essendo disponibile solo per le persone che hanno acquistato una pianta d’ appartamento da un negozio chiamato Mother Earth a Los Angeles o coloro che hanno acquistato un materasso Simmons da un punto vendita Sears , entrambi forniti con il disco. Di conseguenza, l’album non è riuscito a raggiungere una popolarità diffusa nel periodo in cui è stato pubblicato. Tuttavia, da allora ha guadagnato un seguito cult come un primo lavoro di musica elettronica. Garson ha usato un sintetizzatore Moog per comporre l’album.

Di vite strambe e pazzesche la storia della musica ne ha raccontate parecchie. Convertiti e reietti, professionisti dell’eclettismo, sommersi e salvati, cavalieri oscuri, meteore accecanti, resuscitati e visionari. Ma di vite strambe e pazzesche come quella di Mort Garson (all’anagrafe Morton G. Garson), canadese di nascita, californiano per vocazione, pianista, compositore, autore di sigle televisive, colonne sonore, canzoni che altri hanno portato in vetta alle classifiche, pioniere della musica elettronica e tra i primissimi adepti di Robert Moog, non ce ne sono molte da raccontare….. Pensate che stia esagerando? Beh, vi sbagliate. E di molto.  …….continua

Andate a colpo sicuro: gerani, basilico e peonie ringrazieranno.


Mother Earth’s Plantasia – Mort Garson – 19’40” [19m40s_10] Acoustic Version by Enrico Gabrielli Esecutori di Metallo su Carta (2019)
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Assalto alla bellezza

Posted in Documenti,Video by admin on 2 Gennaio 2019

Crescono al ritmo di 50 al giorno gli edifici abusivi in Italia. Su dodici milioni di case, un milione e mezzo oggi è fuorilegge, più del 10 per cento del totale. Con tre condoni in trentanni (1985, 1994, 2003), abbiamo speso 60 miliardi di euro per portare strade, luce, acqua e fognature nelle aree sanate. Dai comuni ne sono stati incassati, invece, solo 15, un quarto. Comincia da questo quadro d’insieme il viaggio di “Speciale Tg1” nel Paese degli abusi, firmato da Igor Staglianò. Dalle coste siciliane alle falde del Vesuvio, dall’area archeologica di Capo Colonna all’Appia Antica, dall’Istmo di Lesina sul Gargano alle saline di Molentargius a Cagliari, parlano i protagonisti degli abusi e gli amministratori locali che dovrebbero contrastarli. Filmate, per la prima volte col drone, le ville abusive dei boss di Bagheria, le demolizioni di Licata, la lottizzazione fuorilegge del clan Grande Aracri a Capo Rizzuto. Con le telecamere puntate sulle bellezze paesaggistiche prese d’assalto dal cemento illegale. Parlano, tra gli altri, la soprintendente speciale ai beni archeologici di Roma Rita Paris, il procuratore capo di Crotone Giuseppe Capoccia, il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini e Paolo Berdini autore del libro “Breve storia dell’abusivismo in Italia”.


Speciale Tg1 St 2017/18 Assalto alla bellezza – 03/06/2018

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Buon Natale 2018

Posted in Varie,Video by admin on 25 Dicembre 2018

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