Ambiente Ibleo – Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano


Pozzallo potrebbe perdere la bandiera blu

Posted in Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa by admin on 30 Gennaio 2020

Secondo fonti ben informate provenienti dalla FEE ( Foundation for Environmental Education ), cioè il soggetto che conferisce la Bandiera Blu alle località costiere europee e che attraverso organi locali nei singoli Stati ( i comitati nazionali di giuria ) effettua le visite per le città candidate e il monitoraggio di quelle già beneficiarie, sussistono seri rischi di perdita della Bandiera Blu per Pozzallo ed Ispica, stante l’allarme anche mediatico che sta suscitando la imminente costruzione del mega impianto industriale di biometano nell’area tra Pozzallo e Ispica, a ridosso dei rispettivi litorali dove gli ecosistemi costieri e le aree naturali verrebbero contaminati in barba alla legislazione ambientale. Del resto: che fine farebbero i litorali di S. Maria del Focallo, Pietre Nere, Raganzino, Maganuco e Marina di Modica quando il maestrale che soffia da Nord- Ovest porterebbe con sè i miasmi delle concimaie a cielo aperto e della desolforazione? La perdita del prestigioso riconoscimento arrecherebbe danni incalcolabili al turismo.
Ecco perché nel triangolo Modica – Ispica – Pozzallo c’è di più e del nuovo. In risposta alle intimidazioni al Sindaco di Pozzallo, purtroppo, si registrano inedite e pericolose forme di campanilismo assieme alla cocente sfiducia nelle istituzioni. I pozzallesi ancora una volta si sentono espropriati, umiliati e offesi, mentre si moltiplicano i dubbi e le perplessità dei modicani per la decisione del Sindaco Abbate, ormai al servizio del trio La Via – Leocata – Legambiente Regionale e per le contestuali scelte amministrative palesamente contraddittorie. Qual è infatti il senso della partecipazione alla Borsa Mondiale del Turismo Archeologico del 2019 visto che la Necropoli di Bellamagna, a ridosso del costruendo impianto di biometano, sarà appestata dai miasmi e dagli insetti? Siamo in presenza a forme di manicheismo amministrativo che oscillano tra il populismo mediatico ( Modica è stata candidata a Capitale italiana della cultura per il 2021 ) e la sottomissione ai potentati economici esterni ed interni alla città.
Come si fa ad ignorare il volere della comunità scientifica, dei pozzallesi, dei modicani, degli ispicesi, della Chiesa che considera sbagliata non la produzione del biometano ma la localizzazione a Bellamagna?
Si può ammorbare la città di Pozzallo e sacrificare il patrimonio ambientale e naturale, fonte di ricchezza per il turismo ed il suo indotto, sull’altare degli interessi di pochi?
Saranno ancora una volta i cittadini assieme alle forze politiche e sociali responsabili a mobilitarsi nella città di Pozzallo. Nelle prossime settimane ci saranno una serie di iniziative anche eclatanti: la nostra salute, il nostro tessuto socio produttivo, il nostro ambiente e il nostro mare non saranno svenduti alla cordata finanziaria di turno.
Modica 24/01/2020
Giovanni Avola

Commenti disabilitati su Pozzallo potrebbe perdere la bandiera blu

Legambiente si spacca sull’ impianto di biogas a Bellamagna

Posted in Articoli,Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa by admin on 19 Gennaio 2020

Il progetto di un impianto di biogas nel Ragusano ha aperto una frattura in Legambiente. Così grande da portare il circolo “a valata” di Pozzallo allo scioglimento, per dissensi sulla linea regionale dell’associazione ambientalista. L’impianto che dovrebbe sorgere in contrada Zimmardo-Bellamagna, a pochi chilometri dal centro di Pozzallo, ma in territorio di Modica, ha messo uno contro l’altro i due comuni. E non solo.
“Pur comprendendo e ribadendo l’importanza dell’utilizzo di fonti energetiche alternative, il loro sviluppo e la loro incentivazione – si legge in una nota del circolo pozzallese – siamo tuttavia convinti che l’installazione di un impianto di tal genere non possa ignorare l’eventuale impatto, e non solo visivo, che esso provocherebbe laddove ubicato. Per questo riteniamo quantomeno inopportuna la realizzazione di un impianto di biogas, come quello in questione, in prossimità di un nucleo abitativo di 20mila abitanti”. Una posizione che cozza con quella di Legambiente regionale che si era espressa positivamente per l’apertura dell’impianto, definendo strategico il ricorso al biogas come fonte rinnovabile….. continua su Repubblica

Legambiente Pozzallo

Pozzallo: il Circolo “a valata” molla gli ormeggi per incompatibilità di vedute con Legambiente nazionale.

Il Circolo Legambiente “a valata” di Pozzallo, nelle scorse settimane, ha avuto occasione di esprimere ripetutamente, nelle sedi appropriate, il proprio disaccordo nei confronti della posizione di Legambiente relativa all’impianto di biogas da realizzarsi a Zimmardo-Bellamagna, a ridosso dell’abitato di Pozzallo.

La scelta del sito, a 800 metri dal confine con il nostro Comune e a 19 chilometri da Modica (non “tra Modica e Pozzallo” come da più parti scritto quasi a far intendere una rassicurante ed indolore equidistanza tra i due Comuni), rappresenta il punto sul quale si addensano le maggiori perplessità.

Pur comprendendo e ribadendo l’importanza dell’utilizzo di fonti energetiche alternative, il loro sviluppo e la loro incentivazione, siamo tuttavia convinti che l’installazione di un impianto di tal genere non possa ignorare l’eventuale impatto, e non solo visivo, che esso provocherebbe laddove ubicato. Per questo riteniamo quantomeno inopportuna la realizzazione di un impianto di biogas, come quello in questione, in prossimità di un nucleo abitativo di 20mila abitanti, peraltro in una zona residenziale e turistica che potrebbe essere fortemente penalizzata da eventuali problemi di malfunzionamento e/o cattiva manutenzione. Quel complesso, nella migliore delle ipotesi lascerebbe una vistosa ed indelebile cicatrice nel paesaggio circostante.

La nostra città, ancora una volta, è vittima di scelte proditorie e scellerate, operate da amministratori del comune di Modica, da politici e da imprenditori per nulla sensibili alle esigenze e alle problematiche di una intera popolazione. L’“accerchiamento” subito dal nostro territorio, con gli effetti negativi causati dalle pluriennali emissioni tossiche del cementificio, dai fumi della ferriera e dal forte impatto ambientale della zona industriale, sembra non aver mai fine.

Siamo altresì convinti che tra i compiti e le missioni di una associazione ambientalista vi sia anche quello di tener conto delle giuste e motivate istanze che provengono dai cittadini che essa stessa intende tutelare e rappresentare, senza per questo lasciarsi suggestionare o influenzare dal clima dominante o da comode ed opportunistiche prese di posizione. Tra i componenti del Circolo c’è chi, da sempre, è abituato a combattere e lottare controcorrente, incurante del fatto di essere in netta minoranza e per questo pronto anche a pagare di persona e subire boicottaggio ed isolamento, a livello umano e professionale.

La DELOCALIZZAZIONE dell’impianto rimane, dunque, PRIORITARIA e FONDAMENTALE per i soci e per il direttivo del Circolo “a valata”.

Tale posizione è stata però valutata come incompatibile con quella ufficiale di Legambiente.

Essendo comunque determinati a difendere e portare avanti la nostra linea, ma, nello stesso tempo, non intendendo infrangere le regole dell’Associazione, così come ci è stato restituito dai vertici di Legambiente, riteniamo più opportuno liberarci dal vincolo associativo. Questa decisione, presa all’unanimità, è frutto di una ponderata e serena discussione all’interno del gruppo, scevra da qualsiasi motivazione polemica ed esclusivamente mirata al raggiungimento di un preciso obiettivo: NO BIOGAS A BELLAMAGNA.

Per i motivi sopraesposti il circolo Legambiente “a valata” Pozzallo, riunito in assemblea, in data 11 gennaio 2020 comunica lo scioglimento dello stesso. Fonte Official page Facebook

Commenti disabilitati su Legambiente si spacca sull’ impianto di biogas a Bellamagna

Impianto Biogas, montano i dubbi e le proteste

Posted in Articoli,Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa,Video by admin on 26 Novembre 2019
Il Sindaco di Pozzallo Dr Roberto Ammatuna

Il Sindaco di Pozzallo Dr Roberto Ammatuna in contrada Zimmardo Bellamagna sui luoghi dove dovrebbe sorgere l’impianto di biogas, rappresenta tutto il suo disappunto per il grave sgarbo istituzionale ricevuto, con l’approvazione del progetto in totale silenzio, dal Sindaco di Modica e la sua Amministrazione. La città di Pozzallo si è mobilitata al suo fianco e promette che si opporrà in tutte le sedi ed i modi consentiti dalla legge a questo scellerato progetto. Il Sindaco inoltre si opporrà al Presidente della Regione ed affiancherà “ad adiuvandum” i ricorsi al TAR di Catania che sono già stati presentati.

“Ci sono parecchi interrogativi che dovranno essere chiariti in merito alla realizzazione dell’impianto di biometano di contrada Zimmardo Bellamagna, al confine fra il comune di Modica e quello di Pozzallo”: lo dichiara la deputata regionale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Stefania Campo, che si inserisce nel dibattito che mercoledì, alle ore 18, sarà affrontato in un’apposita ‘seduta aperta’ del Consiglio comunale, a palazzo San Domenico a Modica, che segue la prima seduta aperta del consiglio comunale di Pozzallo, piuttosto partecipata, e nel corso di cui il sindaco Roberto Ammatuna ha confermato le barricate contro l’impianto, che, pur ricadendo in territorio di Modica, è nei fatti a ridosso della cittadina marinara.

“Iniziamo col dire – evidenzia Stefania Campo – che non possiamo accettare che venga costruito un impianto con queste caratteristiche a soli 700 metri da un centro abitato, in questo caso si tratta del centro di Pozzallo. La legge regionale n. 9 del 2010 prevede, infatti, al comma 3 dell’articolo 17 che le opere per la realizzazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, possono essere ubicate anche in zone classificate agricole purché distino almeno tre chilometri dal perimetro del centro abitato. La norma non contiene però alcun riferimento agli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto quando questi, per dimensioni e capacità produttive, sono equiparabili a veri e propri impianti industriali. Una lacuna che stiamo cercando di colmare con un apposito emendamento alla nuova legge sui rifiuti, che aumenta altresì a 5 km la distanza di questi impianti dai centri abitati, dai parchi e dalle riserve nazionali e regionali, dalle aree archeologiche e paesaggistiche, dai Siti di Importanza Comunitaria (SIC), dalle aree designate quali Zone Speciali di Conservazione (Zsc) e dalle Zone di Protezione Speciale (Zps).

La localizzazione degli impianti dovrebbe infatti rispondere a criteri di distribuzione omogenea fra i territori comunali e presupporre una preventiva, reale, stima del carico ambientale tollerabile dal contesto territoriale in cui l’opera è localizzata, in modo da evitare, peraltro, la concentrazione di un numero eccessivo di impianti di smaltimento dei rifiuti in una medesima area. Ricordo che il progetto già approvato si sviluppa su di un’area di poco inferiore agli otto ettari e prevede, negli elementi più invasivi: la costruzione ex novo di un locale ufficio, e per civile abitazione, sviluppato su 2 piani di circa 500 mc, la realizzazione di 7 vasche di lavorazione con una larghezza di 26/32 metri e un’altezza di 8 metri, un distributore di gasolio, un sistema di desolforazione con 2 torri alte 13 metri, una torre di emergenza di 10 metri ed un sistema di espulsione dell’off – gas che sarà costituito da un camino alto circa 12,5 m per garantire la dispersione in atmosfera dei gas di scarico”.

“La norma che abbiamo pensato – aggiunge ancora la parlamentare – potrebbe di certo tutelare sia la zona archeologica dell’area agricola in questione, già sottoposta a due vincoli per la necropoli di Bellamagna e per gli insediamenti rupestri nella contigua contrada Cava Gisana, che il centro abitato del comune di Pozzallo che disterebbe, appunto, solo 700 metri da questo nuovo mega impianto. In ogni caso sussistono non pochi dubbi sulla procedura seguita per autorizzare l’impianto. A nostro avviso sarebbe stato più opportuno seguire quella ordinaria disciplinata dal d.lgs. 152/2006, e dunque il rilascio della Valutazione d’Impatto Ambientale da parte dell’ Assessorato regionale Territorio e Ambiente ed eventualmente dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte dell’Assessorato regionale Energia e Rifiuti. Invece, nel caso di Modica, si è ricorsi alla procedura abbreviata, che prevede l’Autorizzazione Unica Ambientale del Libero Consorzio Comunale e il Provvedimento Unico del Suap, basandosi esclusivamente sulla capacità produttiva media dell’impianto riportata nel progetto, e cioè 499 standard metri cubi/ora, non a caso il limite per richiedere la procedura semplificata ai sensi dell’art 6 d.lgs. 28/2011. Il dubbio è: ‘Chi controllerà che questo impianto produrrà, sempre, non più di 499 metri cubi/ora di metano? Possiamo dirci convinti che sia ragionevole dubitare di questo dato di produzione? Perché, altrimenti, non calibrare la produzione su numeri diversi? Si può ritenere una sorta di escamotage per intraprendere un iter autorizzativo più celere e snello? Ce lo domandano, in tanti, con insistenza”.

La deputata, continua, facendo emergere le possibili competenze regionali: “La Regione sicuramente utilizzando l’ordinaria procedura di Via, avrebbe preso in considerazione sia i vincoli archeologici che la pochissima distanza dal centro urbano del comune limitrofo dando un parere più congruo alle reali caratteristiche del territorio. Non vogliamo pensare che la procedura abbreviata sia stata volutamente intrapresa per evitare le valutazioni tecniche della Regione. Contrada Bellamagna, tra l’altro, è stata già oggetto, nel recente passato, di pesanti contenziosi per il progetto di un kartodromo e in tempi più recenti era rimbalzata nuovamente ai fatti di cronaca perché sono stati più volte denunciati degli stranissimi avvelenamenti di alberi; ‘strani’ un anno fa, sicuramente un po’ meno adesso”. Stefania Campo, infine, evidenzia che “Un atto con il quale la soprintendenza ai beni culturali di Ragusa, venuta a conoscenza del progetto dell’impianto, ha chiesto al Comune di Modica di venire convocata alla ‘conferenza di servizi’ organizzata per l’emissione dell’autorizzazione. Ma il Comune – conclude la Campo – non ha mai proceduto alla convocazione della stessa soprintendenza”.

Corriere di Ragusa

Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Modica

“Per una comunità, avere imprenditori facoltosi che vogliono investire, creare posti di lavoro e contribuire in maniera determinante allo sviluppo socio economico del territorio, in questi tempi è senza ombra di dubbio una fortuna, quasi una rarità. Tuttavia, quando entra in gioco la consapevolezza di quello che si rappresenta per il territorio, si tende, spesso, a ritenere che tutto sia dovuto e che il diritto legittimo di fare coincida sempre con i confini giuridici che ne disciplinano l’esercizio, senza mai porsi la domanda se questi confini intaccano il diritto di singoli o della comunità. Il tutto dovuto è ancora più incisivo quando dall’altra parte, nello specifico la politica, che dovrebbe essere più riflessiva e meno interessata ai profitti dei privati e più ai possibili disagi della collettività, asseconda questa tendenza fino a dare l’impressione o, comunque, creare il dubbio di un atteggiamento tipico di una reciproca connivenza più marcata rispetto a quella fisiologica e tollerata dal sistema. Ciò si manifesta, se si tiene conto delle dinamiche politiche generatesi a Modica negli ultimi tempi, in maniera inequivocabile, nella vicenda dell’impianto per la produzione di biometano che sorgerà a Modica in contrada Zimmardo Bellamagna, area di pregio paesaggistico e a ridosso della comunità Pozzallese, della ridente frazione di Marina di Modica e dove insistono diverse imprese agrituristiche.

Cosa può significare un impianto industriale, perché di questo si parla viste le dimensioni, che già di per sé è qualificato dalle normative quale attività insalubre, allocato in un’area come questa? Dall’atto autorizzatorio si comprende senza errate interpretazioni quanto complesso e delicato sia il processo di trasformazione in energia del materiale conferibile, quanta attenzione si debba prestare per preservare il paesaggio e la qualità delle falde acquifere. E quanta sull’impatto nel territorio ricadente nel sito in riferimento a tutte le strutture occorrenti al funzionamento, avendo riguardo alla viabilità, allo stoccaggio e alla costruzione della condotta per immettere il prodotto nella rete. Di particolare rilievo è la raccomandazione relativa all’emissione dei cattivi odori, che impone al titolare controlli affinché essi non superino i livelli stabiliti dalla legge. Questa raccomandazione rappresenta la certificazione che l’impianto comunque emetterà dei cattivi odori che si propagheranno nell’aria e che solo il vento ne determinerà la direzione.

Ci chiediamo come l’amministrazione non abbia tenuto conto, considerato che questa estate, a seguito di vibrate proteste dei villeggianti, sono state emanate ordinanze sindacali di divieto di spargimento di fertilizzanti nelle aree a ridosso di Marina di Modica. Che danno potrebbe arrecare l’impianto, che comunque immettera’ nell’area cattivi odori, al turismo balneare e ai residenti di Marina di Modica e di Pozzallo? Potenzialmente molto e sufficiente a mettere in ginocchio l’economia turistica e a creare disagi ai residenti.
Riteniamo che la classe imprenditoriale e la politica dovrebbero sempre coinvolgere la comunità in progetti di questa portata e decidere insieme l’allocazione di un impianto di questo tipo. Nessuno è contro l’impianto, nessuno potrebbe rinunciare ad un’opportunità per il futuro del proprio territorio. Una soluzione condivisa che avrebbe eliminato il potenziale rischio di compromettere un’area di pregio paesaggistico, la sicurezza ambientale, e soprattutto la serenità della comunità interessata, sarebbe venuta fuori.
Per Fratelli d’italia, che rimane favorevole alla produzione di energia green e alla costruzione dell’impianto, occorre una riflessione sulla ubicazione dell’insediamento produttivo non ritenendo idonea e potenzialmente pericolosa, per i motivi evidenziati, quella individuata dall’azienda titolare della concessione”.

Commenti disabilitati su Impianto Biogas, montano i dubbi e le proteste

NO AL BIOMETANO ALLE PORTE DI POZZALLO

Posted in Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa by admin on 26 Novembre 2019
CSPA

CSPA Comitato Cittadino Spontaneo per la Salvaguardia della Salute Pubblica e la Tutela dell’Ambiente ha lanciato questa petizione e l’ha diretta a Sindaco di Modica e a 8 altri/altre

Petizione promossa dal CSPA – Comitato cittadino Spontaneo per la Salvaguardia e Tutela della Salute Pubblica e dell’Ambiente, da Helios Med Onlus e dai cittadini residenti nella zona Nord di Pozzallo, per la REVOCA del PROVVEDIMENTO UNICO del RESPONSABILE del VII SETTORE – SUAP del COMUNE di MODICA del 29.8.2019 N. 32/2019, con cui si autorizza la costruzione e l’esercizio di un IMPIANTO di PRODUZIONE di BIOMETANO in C.da Zimmardo – Bellamagna.

I sottoscritti , firmatari della presente petizione,
Premesso che
– con Provvedimento Unico del Responsabile del VII Settore – SUAP del Comune di Modica del 29.8.2019, n. 32/2019, è stata autorizzata la costruzione e l’esercizio di un impianto di Biometano in un’area sita a Modica in C.da Zimmardo Bellamagna ;
– il sito indicato dall’impresa richiedente l’autorizzazione, oltre ad essere ubicato a 650-700 metri dalle aree abitate della città di Pozzallo, ricade in una zona disciplinata dal Piano Paesaggistico ed è immediatamente limitrofo ad aree di interesse Archeologico soggette ai livelli di tutela 1 e 3;
nelle immediate vicinanze della futura collocazione dell’impianto di Biometano sono presenti diverse strutture turistiche ricettive e abitazioni civili , esposti a gravi rischi sanitari ;

Considerato che
– I rischi ambientali per questo tipo di impianti sono legati all’inquinamento di suoli e sottosuoli e di conseguenza anche delle falde idriche per sversamenti di materiali organici contenenti microrganismi nocivi alla salute dell’uomo;
– L’inquinamento delle falde idriche ha come conseguenza anche l’inquinamento del mare con coinvolgimento delle vicine aree costiere più prossime: Pozzallo, Santa Maria del Focallo ,Marina Marza, Maganuco, Marina di Modica, Sampieri ;
– Le emissioni di Metano, Anidride Carbonica, Composti dello Zolfo (Idrogeno Solforato), Ammoniaca, Polveri, Siloxani, hanno come conseguenza l’inquinamento atmosferico con immediate conseguenze per le popolazioni residenti nelle immediate vicinanze limitrofe dell’impianto (abitanti delle contrade prossime all’impianto, abitato di Pozzallo, aree abitate prossime Maganuco, Marina di Modica, Ispica, Zappulla);
– Il Trattato di Amsterdam dispone che “la politica della Comunità in materia ambientale mira ad un elevato livello di tutela ed è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva” ;
– In particolare, la Corte di Giustizia Europea ha affermato che il principio di precauzione è ammesso quando sussistono incertezze riguardo all’esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone e che le istituzioni possono adottare misure protettive senza dover attendere che siano esaurientemente dimostrate la realtà e la gravità di tali rischi;
– nella seduta aperta del 22 novembre u.s. , il consiglio Comunale di Pozzallo ha votato un documento con il quale si invita il Consiglio e l’Amministrazione Comunale di Modica a revocare senza ritardo l’autorizzazione di cui all’oggetto,

Tutto ciò premesso e considerato

Chiedono
– al Sindaco di Modica e ai dirigenti degli uffici preposti la REVOCA dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di un impianto di produzione di Biometano nell’area sita a Modica in C.da Zimmardo Bellamagna, quale precauzione ad ipotesi di danni gravi e irreversibili per l’ambiente e la salute dei cittadini ;
– al Prefetto della Provincia di Ragusa, alla Procura della Repubblica , alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. , all’A.R.P.A. , al Libero Consorzio Comunale di Ragusa, di adoperarsi, attraverso l’adozione di atti di loro competenza, al fine di tutelare l’incolumità e la salute dei cittadini e impedire il depauperamento del patrimonio naturale del territorio e della costa iblei ;

Invitano
– I Sindaci e i Consigli Comunali delle città di Modica , Ispica, Scicli e Ragusa ad attivarsi con ogni mezzo per arrestare l’insediamento dell’impianto di Biometano in C.da Zimmardo Bellamagna, che potrebbe avere pesanti ricadute sulla salute dei cittadini, sull’Ambiente, sul Patrimonio culturale , archeologico e paesaggistico e sull’economia dell’intero territorio ibleo, nonché , unitamente al Sindaco e al Consiglio Comunale di Pozzallo , ad attivarsi fin d’ora per inserire il sito archeologico di C.da Zimmardo Bellamagna tra i beni dell’UNESCO.

Invitano
– I Sindaci e i Consigli Comunali delle città di Modica , Ispica, Scicli e Ragusa ad attivarsi con ogni mezzo per arrestare l’insediamento dell’impianto di Biometano in C.da Zimmardo Bellamagna, che potrebbe avere pesanti ricadute sulla salute dei cittadini, sull’Ambiente, sul Patrimonio culturale , archeologico e paesaggistico e sull’economia dell’intero territorio ibleo, nonché , unitamente al Sindaco e al Consiglio Comunale di Pozzallo , ad attivarsi fin d’ora per inserire il sito archeologico di C.da Zimmardo Bellamagna tra i beni dell’UNESCO.

FIRMA LA PETIZIONE

Commenti disabilitati su NO AL BIOMETANO ALLE PORTE DI POZZALLO

A tutto biogas

Posted in Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa by admin on 24 Novembre 2019

I danni alla salute provocati dagli impianti a biogas e biomassa

Un digestore anaerobico è un impianto industriale, che tratta sostanze organiche che possono essere di tipo diverso ad esempio organico, sfalci, in assenza di ossigeno, trasformandole in gas che può diventare combustibile per la produzione di energia elettrica.

L’impianto è sicuro e gli abitanti del quartiere non devono temere? FALSO, Gli incidenti in questi tipi di impianti, come in tutti quelli a biomasse/biogas, sono frequenti. Fughe di gas, scoppio di una membrana gasometrica, integrità delle vasche di stoccaggio, ecc., sono all’origine di incendi ed esplosioni, di sversamenti di digestato o di acque contaminate. Ci sono innumerevoli casi in Italia tutti documentabili, di inquinamento delle falde acquifere che hanno portato al divieto di utilizzo dell’acqua anche a distanza di chilometri dall’impianto, alla moria di pesci, a sversamenti di liquami e ad altre problematiche ambientali.

L’impianto non avrà alcun impatto odorifero né inquinamento da rumore?FALSO, I digestori anaerobici rilasciano frequentemente emissioni atmosferiche maleodoranti di tipo diffuso, tra cui le più rilevanti (ammoniaca e gas serra)provengono dagli stoccaggi dei digestati e delle loro frazioni solide e liquide separate, ma che sostanzialmente possono essere prodotte in tutti i reparti degli impianti di digestione anaerobica. Inoltre circoleranno centinaia di camion per il trasporto e non 8 al giorno come sostenuto visto che l’impianto è da 60.000 / 80.000 ton.

Non ci sono emissioni inquinanti perché il gas non viene bruciato in loco?
FALSO, Fare biometano non significa non bruciare gas nel sito. La digestione anaerobica ed il processo di conversione in biometano che abbiamo descritto richiedono energia. Il 40-50% del biogas prodotto, quindi, non diventa biometano ma viene bruciato e convertito in energia termica o elettrica per il fabbisogno dell’impianto.

Questo digestore anaerobico è un impianto di compostaggio che produce compost di ottima qualità? FALSO, Il prodotto del processo di fermentazionedella frazione organica non è compost ma un digestato che è a tutti gli effetti un RIFIUTO. La stessa Comunità Europea vede lo scarto di risulta da impianti di produzione di biogas come un rifiuto, quindi il digestato dovrebbe rientrare nell’ambito di applicazione della normativa sui rifiuti. In Italia è sopravvenuta una nuova disciplina in vigore dal 18 aprile 2016, D.M. 25 febbraio 2016 che qualifica giuridicamente il digestato disciplinando le condizioni al ricorrere delle quali il digestato è equiparabile ai concimi chimici.Lo spandimento sui terreni del digestato/compostato provoca, con la pioggia o il semplice innaffiamento, il dilavamento delle sostanze inquinanti. La temperatura necessaria per produrre il gas favorisce i batteri resistenti alle alte temperature come i Clostridium, le cui spore producono tossine come il botulino, o come la salmonella.

L’impianto è a zero impatto ambientale perché il biogas prodotto viene trasformato in biometano da immettere in rete?FALSO, La trasformazione di biogas in biometano è un processo altamente inquinante. Il biogas prodotto dal processo di digestione è una miscela gassosa che oltre al metano (da 55 fino al 70% in caso di umido di buona qualità) contiene anidride carbonica (30/45%), vapore acqueo, acido solfidrico, idrogeno, ossigeno, azoto, ammoniaca, silossani, VOCS (composti organici volatili) e particolato. Per essere messo in rete e, soprattutto, se lo si vuole utilizzare come combustibile per i veicoli, deve essere sottoposto ad un processo di purificazione e di arricchimento: desolforazione (che avviene in parte già in fase di digestione peggiorando ancora di più il digestato), deumidificazione, eliminazione dei composti organici volatili e delle polveri, rimozione dell’anidride carbonica (upgrading) per aumentarne il potere calorico, odorizzazione.

L’impianto è vantaggioso perché i cittadini pagheranno meno tasse sui Rifiuti? FALSO Un risparmio fittizio, il risparmio non viene né quantificato né assicurato, per un investimento di almeno 30 milioni di euro. La verità è che non si parla di risparmi, ma solo d’incassare gli incentivi, perché gli impianti Digestori Anaerobici sono ANTIECONOMICI, sono un vero fallimento senza gli incentivi ovvero i soldi dei contribuenti.

Comitato referendario: “Perché no al digestore anaerobico”


A TUTTO BIOGAS – Report 10/04/2011
Commenti disabilitati su A tutto biogas

Impianto di biogas, Pisani-Lorefice M5S: “Preservare c.da Zimmardo Bellamagna”

Posted in Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa by admin on 21 Novembre 2019

“L’impianto per la produzione di biometano da realizzare in contrada Zimmardo Bellamagna rischia di compromettere l’equilibrio naturale della zona, della qualità delle acque e della vocazione turistica dell’area”, così il Segretario d’Aula del Senato Pino Pisani e la Presidente della Commissione Affari Sociali Marialucia Lorefice.        

“Si tratta –sottolineano Pisani e Lorefice – di un’area di particolare interesse naturalistico, una delle poche risparmiate dalla cementificazione selvaggia degli ultimi 40 anni. Preservarla è un obbligo morale, prima ancora che di legge. Tra l’altro essendo presenti aree industriali sul territorio modicano semivuote, che potrebbero ospitare l’impianto in questione, con infrastrutture funzionanti capaci di limitare l’impatto ambientale, non è comprensibile la scelta di compromettere l’area di c.da Zimmardo Bellamagna dove insistono, tra l’altro, 87 tombe risalenti al 1300 a.C., con un valore unico per la collettività, anche in considerazione delle peculiarità costruttive di tali opere e del loro valore archeologico. La scelta di ubicare l’impianto nella zona, al confine tra il comune di Modica e di Pozzallo, ha poi destato particolare preoccupazione tra gli abitanti dell’area e le molte attività alberghiere, nonché nell’amministrazione comunale pozzallese.         
Seppur i bio digestori siano da considerarsi impianti green hanno, comunque, un impatto importante in relazione alle dimensioni e al ciclo di trattamento delle acque impiegate nei processi di produzione di bio gas. Questo provoca, inevitabilmente, cattivi odori e aumenta il rischio di inquinamento delle falde acquifere. Spetta dunque alle amministrazioni locali agire con particolare cautela attuando una preliminare concertazione con il territorio.         

Importanti le iniziative dei Comuni di Pozzallo e Modica di indire il Consiglio Comunale aperto sul tema.  Ci auguriamo –concludono i parlamentari del M5S- che si intraprenda la strada del dialogo e della concertazione salvaguardando i legittimi interessi delle aziende coinvolte, i cittadini e le strutture alberghiero-ricettive che sussistono nella zona al momento identificata”.

https://marialucialorefice.com/2019/11/21/impianto-di-biogas-pisani-lorefice-m5s-preservare-c-da-zimmardo-bellamagna/

Commenti disabilitati su Impianto di biogas, Pisani-Lorefice M5S: “Preservare c.da Zimmardo Bellamagna”

“Si faccia chiarezza su impianto di biometano a Modica”

Posted in Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa by admin on 25 Ottobre 2019

“Il Comune di Modica rilascia una autorizzazione per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano in contrada Zimmardo Bellamagna, ma sulla vicenda lo stesso ente ha detto poco o nulla e questo punto ritengo che debba essere il consiglio comunale a fare luce su quanto sta accadendo e trovi tutte le risposte necessarie”: lo dichiara Vito D’Antona di Sinistra Italiana. Manifestiamo le nostre perplessità in merito alla scelta di ubicare la realizzazione di un impianto di tali dimensioni al centro di un’area ritenuta tra le più suggestive e rappresentative del nostro territorio…… continua a leggere su Corriere di Ragusa.

Commenti disabilitati su “Si faccia chiarezza su impianto di biometano a Modica”

Salviamo la Fornace Penna

Posted in Comunicati Stampa by admin on 28 Gennaio 2014

1390748504

Sabato 1 Febbraio il M5S invita tutta la società iblea ad un presidio di difesa del nostro territorio insieme ai parlamentari a 5Stelle Nicola Morra, Marialucia Lorefice, Maria Marzana. non permetteremo che le trivellazioni violentino la nostra terra, non una goccia di “sangue nero” distruggerà il nostro ambiente. Non permetteremo che ciò accada. La Fornace Penna di contrada Pisciotto a Sampieri va recuperata e destinata ad un utilizzo pubblico, come una scuola, un museo o quello che i cittadini e le amministrazioni locali riterranno più opportuno.

La Società Irminio Srl torna alla carica e chiede di poter esplorare alcuni pozzi tra la foce dell’Irminio e l’ex stabilimento Fornace Penna di Sampieri. La riduzione delle royalties del governo Crocetta – dal 20% al 13% – è lo specchietto per le allodole: ed ecco nuove richieste da parte di una Società che ha già uno stabilimento estrattivo in un’area naturalistica che è stata messa a dura prova. Pensate all’estate, al mare, al Pisciotto, allo stanco ma indomito Stabilimento bruciato che si erge di fronte al mare, simbolo della cultura iblea. Quanti sorrisi, quanti amori, quante giornate indimenticabili abbiamo vissuto su quella spiaggia, su quegli scogli; quanti pensieri volti a quella struttura, a cosa potesse ospitare se restaurata.

Domani tutto ciò potrebbe essere solo un bel ricordo, perchè investitori americani vogliono trovare il petrolio sotto il Pisciotto. Cosa diremo ai nostri figli, ai turisti in visita al Pisciotto, agli agricoltori e a chi vive luoghi naturalistici meravigliosi dinnanzi a recinzioni, camion in continuo transito, perdite di sostanze chimiche o petrolifere, esplosioni necessarie alla ricerca e mille altri disagi che l’attività esplorativa ed estrattiva porta in dote? Il silenzio delle amministrazioni locali rischia di essere l’ennesima prova di quanto la classe politica iblea sia totalmente avulsa dalla realtà, senza alcun progetto serio di sviluppo turistico, supina agli interessi di investitori stranieri che hanno a cuore solo il profitto. Non abbiamo alcun bisogno di sciacalli a “stelle e strisce”, gli stessi che vorrebbero imporci il Muos oltre alla devastazione petrolifera. Noi viviamo di turismo, di commercio, di agricoltura, viviamo di ambiente e cultura. La ex Provincia di Ragusa è tra le più dinamiche in tema di fonti rinnovabili, con migliaia di impianti fotovoltaici installati negli ultimi anni. L’energia rinnovabile è l’unica compatibile al nostro territorio, perchè rispetta l’ambiente ed è distribuita tra cittadini ed aziende. Il nostro “oro nero” è il cioccolato, non il petrolio.

Permettere un ulteriore sviluppo di attività esplorative ed estrattive pone un’ipoteca enorme, non solo sull’ambiente con un altissimo rischio di incidenti e un’evidente incompatibilità con le attività turistiche, ma alla stessa vita democratica di questo territorio che gli enormi fondi esteri potrebbero “alterare” a proprio favore, nel presente e nel futuro. Il Pisciotto e la Fornace Penna sono patrimonio di questa terra e simbolo unico degli iblei. L’indegno stato di abbandono in cui si trovano questi luoghi, l’immobilismo che per anni ha pregiudicato la stabilità della struttura, sono il migliore invito per certa gente a perseguire obiettivi estranei all’economia siciliana e al bene dei cittadini. Il M5S chiede a tutti i sindaci della Provincia di mobilitarsi in difesa del territorio e dei beni culturali, facendo sentire la propria voce sia dal punto di vista amministrativo che della scelta politica verso un’economia della sostenibilità. Il M5S chiede a tutti i cittadini iblei, alle associazioni, ai gruppi di cittadini, ai residenti delle aree interessate dalle esplorazioni, di mobilitarsi immediatamentedando un segnale forte a chi vorrebbe sciacallare la nostra terra e il nostro futuro.

Commenti disabilitati su Salviamo la Fornace Penna

Per fermare la costruzione del Muos a Niscemi i blocchi continuano

Posted in Comunicati Stampa by admin on 13 Aprile 2013

Stamattina si è tenuta una conferenza stampa indetta dal comitato di base NoMuos/NoSigonella di Catania, alla quale sono intervenuti Alfonso Di Stefano, Domenico Stimolo, Luca Cangemi , avvocato Sebastiano Papandrea (nostro consulente legale) e Matteo Di Gregorio del comitato NoMuos OndEvitare di Caltagirone.

Nel corso degli interventi si sono evidenziati i seguenti aspetti:

— Il successo della grande manifestazione nazionale del 30 Marzo a Niscemi ed il provvedimento di revoca delle autorizzazioni da parte della Regione Sicilia e del Presidente Crocetta non hanno fermato, ma anzi ringalluzzito l’arroganza della marina militare statunitense nella prosecuzione dei lavori di costruzione del Muos, umiliando ancora una volta la sovranità popolare e l’ARS.

— La vigilanza e la prosecuzione dei blocchi, con la presenza compatta delle mamme NO MOUS di Niscemi, hanno impedito in questi giorni il transito dei mezzi, praticando così dal basso la revoca dei lavori, vista l’inefficacia pratica dei provvedimenti istituzionali e giuridici; inoltre sono stati presentati alcuni esposti per denunciare le gravi violazioni di legge da parte della marina militare Usa, pratica purtroppo consolidata nei decenni da parte degli Usa, che considerano la nostra isola una loro colonia da riempire di basi di guerra

— La costruzione del Muos a Niscemi è parte integrante di un crescente processo di militarizzazione della Sicilia, nella quale la base di Sigonella, a partire dal ’57, ha un ruolo centrale, visto che è diventata la capitale mondiale dei droni, i micidiali aerei senza pilota, che minacciano quotidianamente la sicurezza dei voli civili del vicino aeroporto di Fontanarossa e delle popolazioni circostanti e che seminano morte per le criminali missioni di guerra Usa/Nato

— la centralità della prosecuzione dei blocchi e del presidio permanente in contrada Ulmo è l’unica garanzia per vigilare sulle violazioni dei nostri diritti costituzionali (art.11 ed art.32) sempre più negati dagli Usa e calpestati soprattutto da chi ci ha governato in questi anni a livello nazionale ,regionale e locale. Chiamiamo chi finora solo a parole si è schierato al nostro fianco a sostenere nei fatti le future mobilitazioni di lotta per fermare la costruzione del Muos e per smantellare le 46 antenne Usa NRTF, in difesa della salute, dell’ambiente e per una pacifica cooperazione dei popoli, fino alla completa smilitarizzazione della riserva SIC (Sito d’Interesse Comunitario) della Sughereta.

– Invitiamo il Presidente Rosario Crocetta ad intervenire energicamente e fattivamente per fare rispettare nell’immediato la revoca delle autorizzazioni, palesamene infranta.

Catania 12/4/2013

 Comitato di base NoMuos/NoSigonella

Commenti disabilitati su Per fermare la costruzione del Muos a Niscemi i blocchi continuano

DUE SI PER L’ACQUA BENE COMUNE

Posted in Comunicati Stampa by admin on 11 Aprile 2011

COMUNICATO STAMPA


IL Comitato promotore referendario dei Movimenti siciliani “DUE SI PER L’ACQUA BENE COMUNE” 

PIANIFICA LE TAPPE DELLA SUA PROSSIMA CAMPAGNA REFERENDARIA REGIONALE

 

Ieri, Domenica 10 Aprile 2011, si è svolta a Palermo la terza Assemblea ordinaria del Forum Siciliano dei Movimenti per l’acqua ACQUAINSICILIA.ORG.

Durante la riunione operativa, alla presenza degli aderenti al Comitato promotore referendario dei Movimenti siciliani “DUE SI PER L’ACQUA BENE COMUNE”, sono state tracciate le linee guida per la conduzione dell’imminente campagna elettorale che vedrà il Comitato regionale impegnarsi in prima persona nell’organizzazione di giornate di sensibilizzazione ed informazione sull’importanza dell’esercizio del diritto di voto durante la consultazione referendaria del prossimo 12 e 13 Giugno per l’affermazione dei due SI per l’acqua bene comune e del terzo SI per fermare il nucleare.

E’ stata dunque presentata un’agenda di iniziative, banchetti e manifestazioni che si svolgeranno in tutta la Regione, visibili sul sito ufficiale:  www.acquainsicilia.org, dove le date, i luoghi di svolgimento e le tipologie saranno aggiornate quotidianamente.

Il Forum Siciliano dei Movimenti per l’acqua ACQUAINSICILIA.ORG ha infine deliberato la sua partecipazione attiva ai lavori della 10.ma edizione del Forum Sociale AntiMafia “Felicia e Peppino Impastato” in programma a Cinisi dal 6 al 9 del  prossimo mese di Maggio.

Palermo, 11-4-2011                                     

                                                                     Acquainsicilia.org – Forum siciliano dei Movimenti per l’acqua

Commenti disabilitati su DUE SI PER L’ACQUA BENE COMUNE

Comunicato Verdi Modica

Posted in Comunicati Stampa by admin on 14 Maggio 2008

Il movimento dei Verdi, tiene a precisare, riguardo la prossima competizione elettorale a Modica, che non ha ancora aderito ad alcuna lista.

Se invitati parteciperemo al tavolo del centrosinistra, non escludendo la partecipazione a liste civiche di sostegno al candidato a Sindaco o un eventuale appoggio esterno.

Il tutto senza preclusione alcuna per destra o sinistra, ma in base a programmi e uomini.

Il coordinatore cittadino Verdi Modica
Corrado Rizzone

Commenti disabilitati su Comunicato Verdi Modica

Il Movimento Studentesco sulla crisi finanziaria del comune di Modica

Posted in Comunicati Stampa by admin on 27 Aprile 2008

Il Movimento Studentesco Modicano preso atto della situazione economica finanziaria in cui versa il Comune di Modica, tiene ad invitare tutta la cittadinanza, alla riflessione sulle responsabilità della penosa situazione finanziaria in cui versa la città.

Secondo il Movimento appare palese ed incontrovertibile che le cause di tale crisi siano da addebitarsi all’inefficiente e poco trasparente amministrazione Torchi, sostenuta dalla coalizione di centro destra, dall’MpA di Riccardo Minardo, dall’UDC di Peppe Drago e dal PdL di Nino Minardo. Coerentemente con quanto detto, le conseguenze di tale gestione amministrativa sono: l’aumento dell’addizionale IRPEF, l’aumento della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, i mancati pagamenti ai fornitori, ai dipendenti comunali e alle cooperative sociali. Appare dunque, alquanto evidente che gli effetti di tutto ciò sono verificabili nelle tasche dei cittadini modicani. Il Movimento prende atto, inoltre degli avvisi di garanzia destinati ad esponenti politici dell’amministrazione Torchi e non solo: Piero Torchi, Carmelo Drago, Vincenzo Pitino e ………… Floriddia. Su questa incresciosa vicenda, gli studenti sperano che venga fatta chiarezza per il bene della città e per il rispetto di alcuni valori come la trasparenza, l’onestà e i
Il rigore morale nella politica. Il Movimento non si “spiega” come sia possibile che gli elettori modicani, al di là dei colori politici, nell’ultima tornata elettorale abbiamo scelto come propri rappresentanti, figure che non sono affatto distanti dalle responsabilità politiche di una disastrosa amministrazione della città.

Forse il successo di tali persone deriva da un modo di intendere la politica in maniera affaristica e non al servizio della collettività, basti pensare che nell’ultima campagna elettorale la presenza dei giovani nei comizi di alcuni candidati (oramai eletti), veniva retribuita in denaro. Da questo modo di esercitare la politica, facilmente i giovani sono attratti, spostando i propri voti verso figure poco autorevoli e trasparenti. Questo clientelismo non è diretto solamente alla fascia giovanile, ma anche alle famiglie più bisognose. Di conseguenza il Movimento Studentesco Modicano invita alla riflessione sul valore del voto libero, al di là di ogni schieramento politico. Un voto vale 50 euro o un buono benzina?

IL MOVIMENTO STUDENTESCO MODICANO

Commenti disabilitati su Il Movimento Studentesco sulla crisi finanziaria del comune di Modica
Next Page »