Ambiente Ibleo – Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano


Legambiente si spacca sull’ impianto di biogas a Bellamagna

Posted in Articoli,Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa by admin on 19 Gennaio 2020

Il progetto di un impianto di biogas nel Ragusano ha aperto una frattura in Legambiente. Così grande da portare il circolo “a valata” di Pozzallo allo scioglimento, per dissensi sulla linea regionale dell’associazione ambientalista. L’impianto che dovrebbe sorgere in contrada Zimmardo-Bellamagna, a pochi chilometri dal centro di Pozzallo, ma in territorio di Modica, ha messo uno contro l’altro i due comuni. E non solo.
“Pur comprendendo e ribadendo l’importanza dell’utilizzo di fonti energetiche alternative, il loro sviluppo e la loro incentivazione – si legge in una nota del circolo pozzallese – siamo tuttavia convinti che l’installazione di un impianto di tal genere non possa ignorare l’eventuale impatto, e non solo visivo, che esso provocherebbe laddove ubicato. Per questo riteniamo quantomeno inopportuna la realizzazione di un impianto di biogas, come quello in questione, in prossimità di un nucleo abitativo di 20mila abitanti”. Una posizione che cozza con quella di Legambiente regionale che si era espressa positivamente per l’apertura dell’impianto, definendo strategico il ricorso al biogas come fonte rinnovabile….. continua su Repubblica

Legambiente Pozzallo

Pozzallo: il Circolo “a valata” molla gli ormeggi per incompatibilità di vedute con Legambiente nazionale.

Il Circolo Legambiente “a valata” di Pozzallo, nelle scorse settimane, ha avuto occasione di esprimere ripetutamente, nelle sedi appropriate, il proprio disaccordo nei confronti della posizione di Legambiente relativa all’impianto di biogas da realizzarsi a Zimmardo-Bellamagna, a ridosso dell’abitato di Pozzallo.

La scelta del sito, a 800 metri dal confine con il nostro Comune e a 19 chilometri da Modica (non “tra Modica e Pozzallo” come da più parti scritto quasi a far intendere una rassicurante ed indolore equidistanza tra i due Comuni), rappresenta il punto sul quale si addensano le maggiori perplessità.

Pur comprendendo e ribadendo l’importanza dell’utilizzo di fonti energetiche alternative, il loro sviluppo e la loro incentivazione, siamo tuttavia convinti che l’installazione di un impianto di tal genere non possa ignorare l’eventuale impatto, e non solo visivo, che esso provocherebbe laddove ubicato. Per questo riteniamo quantomeno inopportuna la realizzazione di un impianto di biogas, come quello in questione, in prossimità di un nucleo abitativo di 20mila abitanti, peraltro in una zona residenziale e turistica che potrebbe essere fortemente penalizzata da eventuali problemi di malfunzionamento e/o cattiva manutenzione. Quel complesso, nella migliore delle ipotesi lascerebbe una vistosa ed indelebile cicatrice nel paesaggio circostante.

La nostra città, ancora una volta, è vittima di scelte proditorie e scellerate, operate da amministratori del comune di Modica, da politici e da imprenditori per nulla sensibili alle esigenze e alle problematiche di una intera popolazione. L’“accerchiamento” subito dal nostro territorio, con gli effetti negativi causati dalle pluriennali emissioni tossiche del cementificio, dai fumi della ferriera e dal forte impatto ambientale della zona industriale, sembra non aver mai fine.

Siamo altresì convinti che tra i compiti e le missioni di una associazione ambientalista vi sia anche quello di tener conto delle giuste e motivate istanze che provengono dai cittadini che essa stessa intende tutelare e rappresentare, senza per questo lasciarsi suggestionare o influenzare dal clima dominante o da comode ed opportunistiche prese di posizione. Tra i componenti del Circolo c’è chi, da sempre, è abituato a combattere e lottare controcorrente, incurante del fatto di essere in netta minoranza e per questo pronto anche a pagare di persona e subire boicottaggio ed isolamento, a livello umano e professionale.

La DELOCALIZZAZIONE dell’impianto rimane, dunque, PRIORITARIA e FONDAMENTALE per i soci e per il direttivo del Circolo “a valata”.

Tale posizione è stata però valutata come incompatibile con quella ufficiale di Legambiente.

Essendo comunque determinati a difendere e portare avanti la nostra linea, ma, nello stesso tempo, non intendendo infrangere le regole dell’Associazione, così come ci è stato restituito dai vertici di Legambiente, riteniamo più opportuno liberarci dal vincolo associativo. Questa decisione, presa all’unanimità, è frutto di una ponderata e serena discussione all’interno del gruppo, scevra da qualsiasi motivazione polemica ed esclusivamente mirata al raggiungimento di un preciso obiettivo: NO BIOGAS A BELLAMAGNA.

Per i motivi sopraesposti il circolo Legambiente “a valata” Pozzallo, riunito in assemblea, in data 11 gennaio 2020 comunica lo scioglimento dello stesso. Fonte Official page Facebook

Legambiente? “Una lobby economico-politica”. L’accusa degli altri ambientalisti

Posted in Articoli by admin on 19 Gennaio 2020

Scontri con gli altri ambientalisti. E liti in casa propria 
Nel 2010 Exalto è stata tra i promotori insieme ad Azzero CO2 di un progetto per installare un mega impianto fotovoltaico su 26 ettari di terreno a Cutrofiano, in provincia di Lecce. L’iniziativa aveva avuto l’appoggio di Legambiente, ma alla fine non se ne è fatto più nulla per l’opposizione di alcuni comitati ambientalisti locali e di Italia Nostra. Quello di Cutrofiano non è il solo scontro tra Legambiente e altre organizzazioni ambientaliste. Dissidi che a volte si sono consumati all’interno della stessa onlus. Come nel 2008, quando tutti i soci del circolo di Legambiente di Carovigno (Brindisi) si sono dimessi, dopo aver denunciato la trasformazione dell’associazione in “una multiservizi buona per ogni attività” e la mancanza di democrazia interna. Un destino seguito due anni più tardi dal circolo di Milano Ovest, che tra l’altro ha accusato i vertici di non consentire un dibattito interno adeguato su una tematica complessa come quella del fotovoltaico su terreni agricoli. Peggio è andata al circolo di Manciano (Grosseto), che per le sue battaglie contro gli impianti di fotovoltaico industriale in Maremma nel 2011 è stato addirittura espulso dall’associazione verde.

Le fonti rinnovabili, appunto. Legambiente le appoggia senza se e senza ma, anche a danno del paesaggio sostengono altre associazioni e comitati ambientalisti, come la già citata Italia Nostra e la Rete della Resistenza sui Crinali, attiva soprattutto in Toscana ed Emilia Romagna per contrastare lo sviluppo indiscriminato dell’eolico, che si sono battute contro progetti in cui Legambiente ha giocato un doppio ruolo. Come nel caso del consigliere nazionale dell’associazione ambientalista Lorenzo Partesotti, che con la sua Solaris negli anni scorsi si è speso invano per la costruzione di un impianto su monte dei Cucchi, sull’Appennino Bolognese, contando su uno studio di impatto ambientale realizzato niente meno che da Ambiente Italia, società partecipata da alcuni dirigenti di Legambiente. Dinamica analoga in Toscana, dove Cecilia Armellini da un lato era tra i vertici della onlus verde, dall’altro si muoveva a favore della Carpinaccio srl per ottenere l’approvazione di progetti eolici.

“La dirigenza nazionale di Legambiente ha dimostrato uno zelo eccessivo nella condiscendenza verso impianti industriali di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili fino a teorizzare il teorema dell’eolico senza se e senza ma – accusa il coordinatore della Rete della Resistenza sui Crinali Alberto Cuppini -. Tale zelo rischia di portare a potenziali conflitti di interesse”. Signorini di Italia Nostra difende molte sezioni locali dell’associazione ambientalista, che “svolgono azioni positive contro il consumo del territorio. Ma – aggiunge – i vertici fanno parte di una vera e propria lobby legata ai poteri economici e al mondo politico, con potenziali e gravi conflitti di interesse. Per noi invece il paesaggio va tutelato, è la nostra ricchezza. Non può pertanto essere straziato in nome delle energie rinnovabili improduttive”……continua su il Fatto Quotidiano

IL DOPPIO GIOCO FA MALE ALLA CITTÀ

Posted in Biogas Zimmardo,Pubblica Evidenza by admin on 17 Gennaio 2020
Necropoli di Bellamagna

IL DOPPIO GIOCO FA MALE ALLA CITTÀ
Nel febbraio del 2019 il Comune di Modica (vedi La Sicilia del 2 gennaio di quest’anno) partecipa alla Borsa Mondiale del Turismo Archeologico (TourisMa) prospettando, implicitamente con questa scelta un indirizzo condivisibile di crescita sostenibile della nostra Città.
Ma lo stesso Comune sei mesi dopo, nell’agosto del 2019, autorizza un mega impianto industriale di produzione di Biometano nel cuore della Necropoli di Zimmardo-Bellamagna, compiendo in tale modo una scelta gravissima di aggressione violenta nei confronti di un’area di rilevante interesse archeologico e di straordinario pregio naturalistico e paesaggistico.
Evidentemente, rispetto alle teorie generali e alle esperienze concrete indicate dalla Borsa Mondiale del Turismo Archeologico, le pressanti richieste dei potentati economici locali, che peraltro hanno dimostrato di avere una certa influenza elettorale, hanno avuto almeno sinora il sopravvento.
Non intendo in questa sede approfondire i limiti profondi e i danni enormi che questo modo di amministrare ha arrecato e arreca alla nostra Città; ne’ intendo riproporre i motivi – già pubblicamente espressi- per i quali considero profondamente sbagliata non certamente la produzione di Biometano ma la localizzazione inaccettabile dell’impianto.
Mi interessa porre una sola domanda a tutti coloro che hanno a cuore veramente il bene comune e il futuro della nostra Città: voi siete davvero convinti che la scelta di realizzare l’impianto di Biometano in contrada Bellamagna, in dispregio dei valori della cultura, dell’archeologia, della natura, del paesaggio rurale e mediterraneo, non comprometterà, in modo definitivo, la candidatura di Modica a Capitale della Cultura italiana 2021 ?

Concetto Scivoletto

Relazione semestrale della Dia: preoccupante aumento dei crimini ambientali

Posted in Articoli by admin on 17 Gennaio 2020

Crimini ambientali in “preoccupante estensione” – I crimini ambientali sono “in preoccupante estensione” poiché coinvolgono “trasversalmente, interessi diversificati” e va ad “interferire sull’ambiente e sull’integrità fisica e psichica delle persone, ledendone la qualità della vita”. La gestione illegale dei rifiuti, dicono gli analisti della Direzione investigativa antimafia, “è purtroppo in costante espansione ed oggi appare ancor più superfluo affermare quanto essa rappresenti uno dei settori di maggiore interessi per le organizzazioni criminali, attratte da profitti esponenziali e di difficile misurazioni”. Ma se questo è possibile non è solo colpa dei mafiosi: “Nei reati connessi al traffico illecito dei rifiuti si intrecciano condotte illecite di tutti i soggetti che intervengono nel ciclo, dalla raccolta allo smaltimento: non solo elementi criminali, ma anche imprenditori ed amministratori pubblici privi di scrupoli“…….continua su Il Fatto Quotidiano

Biogas: quali rischi per la salute umana?

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 17 Gennaio 2020
Prof. MICHELE CORTI, docente di zootecnia montana all’università di Milano, presidente del coordinamento terre nostre dei comitati no biogas no biomasse e per la tutela della salute e dell’ambiente. Dott. VINCENZO CORDIANO, ematologo presso l’ospedale di Valdagno, presidente dell’associazione Medici per l’ambiente della provincia di Vicenza

Nel 2015 il Legislatore, con la Legge n. 68/2015, ha introdotto all’interno del codice penale il Titolo VI-bis, rubricato “Dei delitti contro l’ambiente” prevedendo diverse fattispecie di reato in materia ambientale da cui far discendere -anche- la responsabilità per gli enti ai sensi dell’art. 25-undecies del D.Lgs. n. 231/2001.

Di recente la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25049/2019 del 5 giugno scorso, è tornata ad analizzare il reato di inquinamento ambientale…..continua

Quanto ai concetti di compromissione e deterioramento, si legge invece nella pronuncia, essi “consistono in un’alterazione, significativa e misurabile, della originaria consistenza della matrice ambientale o dell’ecosistema, caratterizzata rispettivamente da una condizione di squilibrio funzionale, incidente sui processi naturali correlati alla specificità della matrice o dell’ecosistema medesimi o da una condizione di squilibrio “strutturale”, connesso al decadimento dello stato o della qualità degli stessi”.

MODICA, IMPIANTO DI BIOGAS SI DECIDE DI NON DECIDERE

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 17 Gennaio 2020
Servizio di Canale 74

Rabbia dei pozzallesi al consiglio comunale sul biogas – Servizio di Video Regione

IMPIANTO BIOGAS I CITTADINI TORNANO A RIUNIRSI

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 9 Gennaio 2020
Servizio TG24

Assemblea cittadina lo scorso 7 gennaio che non lascia spazio a dubbi e tentennamenti ma che piuttosto rilancia un assordante e cristallino “NO” all’impianto industriale di biogas alle porte di Pozzallo. La sala convegni dello Spazio Cultura “Meno Assenza” mai aveva visto un pubblico così numeroso, così tante le presenze su entrambi i livelli della struttura, da lasciare in piedi decine di cittadini attenti e “concentrati” che dal primo all’ultimo momento non si sono persi nemmeno una sillaba di ciascun intervento fatto….continua su RTM

Servizio di Video Mediterraneo
Commenti disabilitati su IMPIANTO BIOGAS I CITTADINI TORNANO A RIUNIRSI

La procura di Palermo indaga sul piano regionale dei rifiuti mai approvato

Posted in Articoli by admin on 9 Gennaio 2020

L’indagine che ha portato all’arresto del “re” dell’eolico e del faccendiere vicino alla Lega nata da un giro di mazzette per facilitare gli iter che dovevano portare all’approvazione di progetti in materia di biometano, ha portato all’apertura di un nuova costola. “Restiamo a completa disposizione dei pm per chiarire eventuali dubbi su questo fondamentale strumento per la Sicilia”, dice l’assessore regionale all’Energia….continua su Il Fatto Quotidiano

Commenti disabilitati su La procura di Palermo indaga sul piano regionale dei rifiuti mai approvato

..e le stelle girano

Posted in Biogas Zimmardo,Varie by admin on 8 Gennaio 2020
Necropoli di Zimmardo Bellamagna, photo by Alessia Scarso

Necropoli di Zimmardo Bellamagna

Un Paese che distrugge il suo suolo distrugge se stesso. | A Nation that destroys its soils destroys itself.
(Franklin Roosevelt)

Necropoli di Zimmardo Bellamagna, photo by Alessia Scarso
Commenti disabilitati su ..e le stelle girano

Tempo, sei Maestro. Il nuovo libro di Salvatore Poidomani

Posted in Letture by admin on 6 Gennaio 2020
TEMPO,SEI MAESTRO Ed. Prova d’Autore
LA NARRAZIONE CORALE DI SALVATORE POIDOMANI E LE RIFLESSIONI ESISTENZIALI DEL SUO “TEMPO, SEI MAESTRO”.

di Alessandro Centonze | Dic 31, 2019 |

Salvatore Poidomani è – come si diceva una volta – un gentiluomo modicano ed è uno dei più noti avvocati penalisti iblei; ha anche avuto importanti incarichi rappresentativi nel mondo dell’avvocatura associata, che lo hanno fatto conoscere e apprezzare dal grande pubblico forense.

A questo impegno professionale, negli ultimi anni, Salvatore Poidomani ha affiancato il suo cimento nel mondo della narrativa, iniziato nel 2016 con il bel libro di racconti intitolato Il venditore di mandarini, nel quale descriveva con sapienza e ironia una variegata umanità, che incontrando il mondo della giustizia, trovava nel disincanto e nel buon senso lo strumento per evitare di essere sopraffatta dalla burocrazia giudiziaria.

Dopo questa prima, già riuscita prova letteraria, Salvatore Poidomani torna a cimentarsi con la scrittura narrativa, pubblicando per la Casa editrice Prova d’Autore il romanzo Tempo, sei maestro, che conferma la voce forte della sua ispirazione letteraria e ce lo fa collocare tra le voci più belle della narrativa isolana.

Occorre dirlo subito: Tempo, sei maestro è uno splendido romanzo sulle stagioni della vita e sulle passioni, diverse e altalenanti, che governano l’incedere dell’età; non è, per fortuna dei lettori, un romanzo giallo o di matrice noir; non è, per fortuna del suo autore, un romanzo di ispirazione camilleriana.

Questa riuscita fatica letteraria di Salvatore Poidomani è essenzialmente un racconto sulle stagioni della vita e sulle passioni che governano l’esistenza umana, valutate con un racconto corale e delicato, inserito in un mondo, quello ibleo mediterraneo, che non è mai dominante – come in tante opere di emuli camilleriani –, costituendo lo sfondo potente ma discreto di questa riflessione esistenziale.

Il racconto è incentrato su tre figure principali, ciascuna delle quali costituisce un segmento della riflessione sull’esistenza umana, condotta da Salvatore Poidomani attraverso la ricerca della propria identità sviluppata dai protagonisti del racconto: quella del giovane migrante, Majdi, che insegue la verità su se stesso e sulle sue origini, cercando di scoprire la sua identità, individuale ed etnica; quella di un insegnante, il professor Carmelo Fisino, ormai vicino alla pensione, che insegue la chiusura del suo cerchio interiore, tra dilemmi ideologici e stanchezze esistenziali, che cerca un’identità culturale, che dia un senso al suo quarantennale lavoro; quella di un pittore solitario, il Maestro, che cerca all’inizio del libro una tela della sua gioventù, ma che il fondo cerca o, per meglio dire, insegue, il colore indefinito del mare, che è lo stesso mare dei migranti di Majdi, splendidamente descritto da Fuocoammare di Gianfranco Rosi.

Il bellissimo romanzo di Salvatore Poidomani, dunque, è un racconto sulla ricerca della propria identità condotta dai tre protagonisti, che è anzitutto una riflessione sulle stagioni della vita, che seguono l’incedere dell’esistenza umana: quella della gioventù, rappresentata da Majdi; quella della maturità, rappresentata dal professor Fisino; quella della vecchiaia, rappresentata dal Maestro…...continua 

TEMPO,SEI MAESTRO Ed. Prova d’Autore (retocopertina)

Il percorso narrativo di Salvatore Poidomani sulla pittura, infine, viene suggellato dalla bellissima copertina, che riproduce il dipinto “Finestra sul mare” di Giuseppe Colombo, eccelso esponente della Scuola di Scicli.

 Consiglio a tutti i lettori di immergersi nella lettura di questo bellissimo racconto della Sicilia mediterranea, iconografica ma non oleografica, dal quale rimarranno affascinati, guidati dalla sapiente mano narrativa di Salvatore Poidomani.

Servizio VMG


Il venditore di mandarini –
Edizioni Anordest
Commenti disabilitati su Tempo, sei Maestro. Il nuovo libro di Salvatore Poidomani

Impianto di Biogas, interviene il Vescovo

Posted in Biogas Zimmardo by admin on 28 Dicembre 2019

Nei giorni scorsi il Sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha inviato una nota al Vescovo di Noto per chiedere il suo autorevole intervento sulla problematica dell’impianto di biometano che si vorrebbe realizzare in contrada Zimmardo-Bellamagna.
Nello scritto il primo cittadino di Pozzallo afferma che lo scorso 18 febbraio, in concomitanza con la visita del Cardinale Gualtiero Bassetti, è stato sottoscritto tra la Diocesi di Noto e le Amministrazioni Comunali di Avola, Ispica, Modica, Noto, Pachino, Portopalo, Pozzallo, Rosolini e Scicli un “Impegno per il bene comune nel solco di Giorgio La Pira e del suo sogno di costruire città vive”.
Al primo punto dell’Impegno sottoscritto, prosegue la nota, è indicata la necessità di “consultarsi in maniera permanente sui temi di interesse comune per lo sviluppo del territorio, incontrandosi tutte le volte che si rende necessario” ed a seguire è stato concordato di “costruire un rapporto di reciproca solidarietà per essere ciascuno al fianco dell’altro su temi di interesse prioritari delle singole città” ed inoltre di “ verificare e trovare una mediazione e una sintesi laddove alcuni interessi tra le città dovessero configgere”.
In particolare proprio su questo punto previsto nell’Impegno, conoscendo la sua particolare attenzione e sensibilità alla problematica – aggiunge il Sindaco Ammatuna – desidero esternarle le mie preoccupazioni per quanto sta succedendo nella mia città a proposito dell’ipotesi di realizzare un impianto di biometano, ubicato in territorio di Modica ma a poche centinaia di metri dal confine con il comune di Pozzallo e vicino ad insediamenti abitativi.
I cittadini di Pozzallo si sono ribellati in massa contro quello che ritengono un sopruso, in questa azione supportati da tantissimi abitanti di Modica che ritengono l’insediamento dell’impianto nella zona di Zimmardo-Bellamagna una profonda ferita inferta ad un territorio di notevole pregio paesaggistico.
Le confesso la mia preoccupazione per eventuali degenerazioni della situazione e chiedo un suo autorevole intervento, nel caso lo ritenga opportuno nel rispetto della sua missione, per convocare un’assise degli enti sottoscrittori dell’ Impegno per il bene comune avente come ordine del giorno la problematica suindicata.
Alla richiesta del primo cittadino di Pozzallo il Vescovo di Noto ha celermente risposto, con una nota con la quale lo ringrazia vivamente “per l’attenzione da Lei rivolta all’ “Impegno per Bene Comune” sottoscritto dai nove Comuni ricadenti nel territorio della Diocesi di Noto, che vuol essere uno strumento di orientamento per la risoluzione di particolari problematiche sociali che richiedono un maggior apporto collettivo delle istituzioni e della società civile.
“In merito alla Sua richiesta – prosegue Mons. Staglianò – e alla problematica da Lei esposta con Lettera del 20 Dicembre 2019, riguardante il vasto tema dell’ambiente che è sempre più oggetto di interesse non solo della comunità politica e del campo della scienza ma di tutta l’opinione pubblica, desidero richiamare quanto insegnato da Papa Francesco nella Enciclica Laudato si: “Ci sono discussioni, su questioni relative all’ambiente, nelle quali è difficile raggiungere un consenso. Ancora una volta ribadisco che la Chiesa non pretende di definire le questioni scientifiche, né di sostituirsi alla politica, ma invito ad un dibattito onesto e trasparente, perché le necessità particolari o le ideologie non ledano il bene comune” (LS 188).
A partire da quanto affermato dal Papa – continua la risposta del Vescovo di Noto – sento quindi anch’io il dovere di invitare ad affrontare insieme un “dibattito onesto e trasparente”, affinché la problematica in oggetto riguardante come Lei scrive la realizzazione di un “impianto di biometano” possa trovare presto una soluzione all’insegna del bene comune. Nel dibattito auspicato è imprescindibile un attento riferimento al diritto ma il coinvolgimento attivo e spontaneo di numerosi cittadini di Pozzallo e Modica nella problematica, come Lei testimonia, è un buon segno che indica già un inizio positivo per la ricerca del bene comune, ed è ancora Papa Francesco ad illuminarci in tal senso: “Poiché il diritto, a volte, si dimostra insufficiente a causa della corruzione, si richiede una decisione politica sotto la pressione della popolazione. La società, attraverso organismi non governativi e associazioni intermedie, deve obbligare i governi a sviluppare normative, procedure e controlli più rigorosi. Se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e municipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali. D’altra parte, le legislazioni municipali possono essere più efficaci se ci sono accordi tra popolazioni vicine per sostenere le medesime politiche ambientali” (LS 179).
“Alla luce di quanto fin qui considerato – conclude il Vescovo Staglianò – per rendere operativo l’Impegno per il Bene Comune a suo tempo sottoscritto, incarico il mio vicario episcopale per la pastorale sociale don Salvatore Cerruto di convocare un incontro tra le varie parti interessate al fine di poter affrontare costruttivamente il dibattito sopra indicato”.
“Ringrazio Mons. Staglianò – afferma il Sindaco di Pozzallo – per la disponibilità e la celerità con la quale ha dato risposta al mio invito e credo che il suo autorevole intervento possa facilitare la risoluzione di una problematica che sta tenendo in allarme l’intera città”.

Commenti disabilitati su Impianto di Biogas, interviene il Vescovo

Senza la legge sulla canapa, a perdere è la Sicilia

Posted in Varie by admin on 20 Dicembre 2019

La politica non riesce a regolamentare un settore che nel resto del mondo è in forte crescita. A Ragusa la multinazionale Canapar ha investito 16 milioni per la trasformazione a fini industriali. Qui conferiscono tanti piccoli produttori. Che però adesso hanno paura

Foto di: Canapar

Neanche stavolta ce l’hanno fatta. Il settore della produzione e della lavorazione della canapa in Italia resta nel limbo. E a perderci è soprattutto il Sud Italia. Perché è in Sicilia, in Puglia, in Campania che si concentra la gran parte delle coltivazioni di un settore che nel resto del mondo cresce a tassi impressionanti (+40 per cento in Nord America) e che invece nel Belpaese resta al palo, imbrigliato da una confusione creata ad arte e che mischia volutamente business molto diversi tra loro.

I due subemendamenti alla manovra economica – presentati dal Movimento 5 stelle e che sono stati a un passo dall’approvazione in Senato – prevedevano di fissare finalmente regole certe per il settore: l’aumento del tetto di Thc (il contenuto di tetraidrocannabinolo, cioè il principale principio attivo della cannabis) da 0.2 a 0.5, percentuale indicata da moltissimi studi accreditati come quella più corretta. Sotto quella soglia cioè la cannabis non si può considerare stupefacente. Al momento le soglie consentite sono 0.2 per cento di Thc in negozio, 0.6 nel campo. In più la proposta legislativa prevedeva un’imposta a partire dal 2020: 12 euro a tonnellata per la biomassa di canapa (quella a fini industriali) e 0,40 euro per grammo per infiorescenze e derivati.

Per alcuni giorni – quelli che hanno separato l’approvazione in commissione Bilancio all’approdo a Palazzo Madama – i tanti addetti ai lavori del settore hanno gioito. Perché il traguardo atteso, una regolamentazione non opprimente che desse certezza a chi ha investito, sembrava a un passo. E invece tutto è sfumato di fronte a una parola: «Inammissibile». Pronunciata dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Regolamentare la produzione e la lavorazione della canapa non può essere oggetto di voto insieme alla manovra finanziaria. E così anche stavolta si perde l’occasione di fare ordine in Italia in un settore che conta tremila aziende e diecimila dipendenti. 

In Sicilia sono circa duecento le partite Iva nate fra produzione, trasformazione, commercializzazione e servizi legati al mondo della canapa. E circa cinquecento ettari coltivati, di cui la gran parte nelle province orientali dell’isola. A farla da padrona è soprattutto Canapar, multinazionale canadese che ha deciso di investire nel Sud Europa. A Ragusa, con un investimento di 16 milioni di euro, è stato realizzato il più grande impianto di lavorazione e trasformazione del continente e tra i più grandi del mondo, con una capacità di produrre seicento tonnellate all’anno di biomassa e in cantiere una seconda linea che raddoppierà la produzione. L’impianto si estende su 14mila metri quadrati nella zona industriale di Ragusa, con due capannoni e diversi centri di estrazione. Si producono materie prime per la farmaceutica, la cosmetica, oli per alimenti e prodotti per la bioedilizia con i materiali di scarto. Dà lavoro a una ventina di impiegati, ma nei prossimi quattro mesi sono previste altre 50 assunzioni. Qui conferiscono 54 produttori siciliani.

Sebastiano Conti – azienda nella piana di Catania, a Lentini – è uno di loro. «L’anno scorso abbiamo prodotto 700 quintali su 40 ettari. Tutta venduta. E poi la canapa è un prodotto che serve a migliorare e rinvigorire il terreno. Noi coltiviamo anche grano, riso, cereali, foraggere, tutti biologici, e la canapa è ideale per completare una rotazione triennale nei terreni». Ora però i dubbi rischiano di fermare tutto. «C’è una confusione enorme, coltivare ti espone a rischi perché si lavora con tanti punti interrogativi. Da noi è venuta anche la polizia a fare controlli nei campi, ed è risultato tutto a posto. Per il prossimo anno avevo in programma di estendere la coltivazione a cento ettari, perché c’è molto interesse. Oltre a Canapar, infatti, anche altre aziende non siciliane sono venute a vedere il nostro prodotto. Ma continuerò solo se si farà chiarezza». ……Continua su https://meridionews.it/articolo/83765/bilancio-della-regione-lallarme-della-corte-dei-conti-parecchio-disavanzo-e-fondi-vincolati-per-3-miliardi/

Commenti disabilitati su Senza la legge sulla canapa, a perdere è la Sicilia
Next Page »