Ambiente Ibleo – Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano


MODICA, IMPIANTO DI BIOGAS SI DECIDE DI NON DECIDERE

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 17 Gennaio 2020
Servizio di Canale 74

Rabbia dei pozzallesi al consiglio comunale sul biogas – Servizio di Video Regione
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IMPIANTO BIOGAS I CITTADINI TORNANO A RIUNIRSI

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 9 Gennaio 2020
Servizio TG24

Assemblea cittadina lo scorso 7 gennaio che non lascia spazio a dubbi e tentennamenti ma che piuttosto rilancia un assordante e cristallino “NO” all’impianto industriale di biogas alle porte di Pozzallo. La sala convegni dello Spazio Cultura “Meno Assenza” mai aveva visto un pubblico così numeroso, così tante le presenze su entrambi i livelli della struttura, da lasciare in piedi decine di cittadini attenti e “concentrati” che dal primo all’ultimo momento non si sono persi nemmeno una sillaba di ciascun intervento fatto….continua su RTM

Servizio di Video Mediterraneo
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Biometano Zimmardo Bellamagna: incontro in Sovraintendenza, si cercano siti alternativi

Posted in Biogas Zimmardo,Comunicazioni,Video by admin on 2 Dicembre 2019

RAI TG3 REGIONALE SU BIOMETANO DEL 3 12 2019 in C.da Zimmardo Bellamagna

Stamattina, nella sede della Soprintendenza di Ragusa, si è tenuto il previsto incontro per affrontare la problematica dell’impianto di biogas che dovrebbe sorgere in contrada Zimmardo-Bellamagna.

Il Sindaco Ammatuna ha evidenziato, a chiare lettere, l’inopportunità che l’impianto di biogas venga realizzato in prossimità della città di Pozzallo ed ha chiesto, sottolineando l’importanza del mandato popolare espresso con forza dai suoi concittadini, che venga delocalizzato ad una distanza di almeno 4/5 chilometri dal luogo attualmente previsto.

Inoltre, il primo cittadino di Pozzallo ha comunicato che chiederà un incontro in Prefettura sull’argomento, ribadendo ancora una volta che il suo mandato è quello di ottenere come soluzione finale lo spostamento del sito.

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ODORE DI SOPRUSO

Posted in Biogas Zimmardo,Video by admin on 30 Novembre 2019
A cura del Laboratorio 5 Stelle Modica

ODORE DI SOPRUSOTutto quello che c’è da sapere sull’impianto biogas di C.da Zimmardo Bellamagna

l’8 Agosto 2019 l’ufficio SUAP del Comune di Modica ha approvato il progetto di costruzione di un impianto per la produzione di biometano dichiarando la pubblica utilità, l’indifferibilità e l’urgenza dell’intervento. L’impianto si estenderà per una superficie di settantamila metri quadri e sarà composto da Sette vasche di digestione da 32 metri di diametro, 2 ciminiere da 14 metri e una di riserva di 10 con una produzione standard di 499 metri cubi per ogni ora. Un impianto all’avanguardia secondo il progetto, che verrà edificato nella splendida contrada Zimmardo Bellamagna, zona agricola di interesse archeologico e naturalistico, a poche centinaia di metri dalle aree abitate del Comune di Pozzallo. La contrada è nota alle cronache per altri progetti speculativi, come un impianto a biomassa e un kartodromo, anch’essi autorizzati ma mai costruiti, per ricorsi legati ai vincoli. La notizia ha generato una enorme protesta da parte dei cittadini di Pozzallo e dai residenti della zona. In questo reportage il parere di tecnici, amministratori e residenti che aiutano a fare chiarezza sui pericoli e sulle preoccupazioni legate e a questa opera.

°°°°

La massiccia partecipazione di cittadini e di consiglieri comunali di Pozzallo al Consiglio Comunale aperto di Modica sulla realizzazione dell’impianto di Biometano in Contrada Bellamagna – Zimmardo, evidenzia quanto tutela della salute e dell’ambiente e legalità siano sacrificate sull’altare della politica, spesso asservita ai potentati economici esterni alla città.
Ieri come oggi si abbatte sul nostro territorio una sorta di colonizzazione e di espropriazione economico/ambientale.
Nel 1981 alcuni operatori finanziari calabresi con un gruppo di avicoltori modicani volevano realizzare un grosso essiccatoio di concime pollino in C.da Ciacero-Cammaratini-Abremi. La violenta reazione popolare costrinse il comune di Modica a cassare l’autorizzazione già data ed oggi su quel sito
opera la più grande struttura orto-vivaistica della Sicilia, l’Ecofaber.

Adesso una cordata finanziaria di catanesi e messinesi assieme ad altri operatori avicoli locali è stata autorizzata a costruire un mega impianto di biometano in C.da Bellamagna, a 700 metri dalla periferia abitata di Pozzallo e a meno di 2 km dal centro. Di fatto sarà un impianto industriale (il più grosso della Sicilia viste le modeste dimensioni delle strutture di Biancavilla e Assaro) attrezzato per trasformare in biometano concimi e rifiuti vari provenienti dall’intera isola.
Per produrre 499 mc all’ora di biometano 15 tonnellate di reflui al giorno collasseranno la viabilità adiacente con un volume di traffico di 11324 viaggi annui, pari a 64 giornalieri, che intaseranno la stradina consortile Bellamagna – Zimmardo, cioè l’unico accesso.

I miasmi e gli insetti soffocheranno la città di Pozzallo; Santa Maria del Focallo, Maganuco, Marina di Modica e Sampieri saranno contaminati. Un durissimo colpo per il turismo: gli operatori del settore sono in allarme perché fioccano già le prime disdette sui pacchetti vacanze primavera-estate 2020, sebbene l’inizio dell’opera non sia ancora avvenuto. Il danno ambientale sarà incalcolabile: l’impianto sorgerà in un’area interclusa di 7 ettari, solcata da muri a secco, ricca di carrubi, olivastri, olivi, lentischi, fiancheggiata da terreni con vincoli paesaggistici e a ridosso della necropoli del 1300 a.c. di Bellamagna. L’inquinamento delle falde che alimentano i
pozzi artesiani a valle sarà inevitabile. Non si conosce la destinazione del digestato nè l’allocazione dei reflui prima del trattamento.

E’ possibile che un sito con queste peculiarità abbia potuto avere l’autorizzazione per allocarvi un impianto di biometano? Purtroppo è stato possibile perché l’Amministrazione Comunale di Modica:

? ha concesso con superficialità la procedura abilitativa semplificata per evitare il Via-Vas di competenza regionale
? ha giustificato la pubblica utilità pur in assenza dei supporti tecnici necessari per il conferimento del biometano nella rete Snam
? in violazione delle norme di attuazione del Piano Paesaggistico non ha richiesto i pareri della Sovrintendenza ai BB.AA.CC. di Ragusa ed ha persino ignorato la richiesta della stessa del 17/12/2018 per partecipare alle tre conferenze di servizio tra marzo e giugno 2019 e adesso si rifiuta la consegna degli elaborati tecnici al Sovrintendente.

Dunque un iter amministrativo con alcuni interrogativi, lacunoso ed omissivo, tanto che il 23 luglio scorso la prima autorizzazione del 15 luglio è stata revocata in autotutela, prima di arrivare a quella definitiva del 29 agosto.

La mobilitazione popolare straordinaria della città di Pozzallo e di gran parte di quella modicana degli ultimi giorni, pur valutando legittima la realizzazione di un impianto di biometano nel nostro territorio, ritiene inidoneo il sito di C.da Bellamagna perché nocivo per la salute e per la salubrità dell’aria di Pozzallo e della fascia costiera nel tratto Santa Maria del Focallo, Maganuco, Marina di Modica, Sampieri.


Il crescendo di sconcerto, rabbia, sfiducia, amarezza della nostra comunità va governato, merita rispetto ed esige risposte. Il Comune di Modica sospenda in autotutela il provvedimento autorizzativo del 29 agosto 2019 alla Biometano Ibleo, successivamente acquisisca il parere della Sovrintendenza di Ragusa e quindi riconvochi una conferenza di servizio con la Sovrintendenza allargata ai Comuni di Pozzallo, Ispica, Scicli e al Consorzio Stradale Bellamagna – Zimmardo Non saranno più tollerati omissioni, impuntature, decisionismi e sottovalutazioni. Potrebbero creare corto circuiti di cui questa comunità non ha bisogno.

Giovanni Avola
Ex Segretario Generale CGIL Ragusa

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Impianto Biogas, montano i dubbi e le proteste

Posted in Articoli,Biogas Zimmardo,Comunicati Stampa,Video by admin on 26 Novembre 2019
Il Sindaco di Pozzallo Dr Roberto Ammatuna

Il Sindaco di Pozzallo Dr Roberto Ammatuna in contrada Zimmardo Bellamagna sui luoghi dove dovrebbe sorgere l’impianto di biogas, rappresenta tutto il suo disappunto per il grave sgarbo istituzionale ricevuto, con l’approvazione del progetto in totale silenzio, dal Sindaco di Modica e la sua Amministrazione. La città di Pozzallo si è mobilitata al suo fianco e promette che si opporrà in tutte le sedi ed i modi consentiti dalla legge a questo scellerato progetto. Il Sindaco inoltre si opporrà al Presidente della Regione ed affiancherà “ad adiuvandum” i ricorsi al TAR di Catania che sono già stati presentati.

“Ci sono parecchi interrogativi che dovranno essere chiariti in merito alla realizzazione dell’impianto di biometano di contrada Zimmardo Bellamagna, al confine fra il comune di Modica e quello di Pozzallo”: lo dichiara la deputata regionale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Stefania Campo, che si inserisce nel dibattito che mercoledì, alle ore 18, sarà affrontato in un’apposita ‘seduta aperta’ del Consiglio comunale, a palazzo San Domenico a Modica, che segue la prima seduta aperta del consiglio comunale di Pozzallo, piuttosto partecipata, e nel corso di cui il sindaco Roberto Ammatuna ha confermato le barricate contro l’impianto, che, pur ricadendo in territorio di Modica, è nei fatti a ridosso della cittadina marinara.

“Iniziamo col dire – evidenzia Stefania Campo – che non possiamo accettare che venga costruito un impianto con queste caratteristiche a soli 700 metri da un centro abitato, in questo caso si tratta del centro di Pozzallo. La legge regionale n. 9 del 2010 prevede, infatti, al comma 3 dell’articolo 17 che le opere per la realizzazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, possono essere ubicate anche in zone classificate agricole purché distino almeno tre chilometri dal perimetro del centro abitato. La norma non contiene però alcun riferimento agli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto quando questi, per dimensioni e capacità produttive, sono equiparabili a veri e propri impianti industriali. Una lacuna che stiamo cercando di colmare con un apposito emendamento alla nuova legge sui rifiuti, che aumenta altresì a 5 km la distanza di questi impianti dai centri abitati, dai parchi e dalle riserve nazionali e regionali, dalle aree archeologiche e paesaggistiche, dai Siti di Importanza Comunitaria (SIC), dalle aree designate quali Zone Speciali di Conservazione (Zsc) e dalle Zone di Protezione Speciale (Zps).

La localizzazione degli impianti dovrebbe infatti rispondere a criteri di distribuzione omogenea fra i territori comunali e presupporre una preventiva, reale, stima del carico ambientale tollerabile dal contesto territoriale in cui l’opera è localizzata, in modo da evitare, peraltro, la concentrazione di un numero eccessivo di impianti di smaltimento dei rifiuti in una medesima area. Ricordo che il progetto già approvato si sviluppa su di un’area di poco inferiore agli otto ettari e prevede, negli elementi più invasivi: la costruzione ex novo di un locale ufficio, e per civile abitazione, sviluppato su 2 piani di circa 500 mc, la realizzazione di 7 vasche di lavorazione con una larghezza di 26/32 metri e un’altezza di 8 metri, un distributore di gasolio, un sistema di desolforazione con 2 torri alte 13 metri, una torre di emergenza di 10 metri ed un sistema di espulsione dell’off – gas che sarà costituito da un camino alto circa 12,5 m per garantire la dispersione in atmosfera dei gas di scarico”.

“La norma che abbiamo pensato – aggiunge ancora la parlamentare – potrebbe di certo tutelare sia la zona archeologica dell’area agricola in questione, già sottoposta a due vincoli per la necropoli di Bellamagna e per gli insediamenti rupestri nella contigua contrada Cava Gisana, che il centro abitato del comune di Pozzallo che disterebbe, appunto, solo 700 metri da questo nuovo mega impianto. In ogni caso sussistono non pochi dubbi sulla procedura seguita per autorizzare l’impianto. A nostro avviso sarebbe stato più opportuno seguire quella ordinaria disciplinata dal d.lgs. 152/2006, e dunque il rilascio della Valutazione d’Impatto Ambientale da parte dell’ Assessorato regionale Territorio e Ambiente ed eventualmente dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte dell’Assessorato regionale Energia e Rifiuti. Invece, nel caso di Modica, si è ricorsi alla procedura abbreviata, che prevede l’Autorizzazione Unica Ambientale del Libero Consorzio Comunale e il Provvedimento Unico del Suap, basandosi esclusivamente sulla capacità produttiva media dell’impianto riportata nel progetto, e cioè 499 standard metri cubi/ora, non a caso il limite per richiedere la procedura semplificata ai sensi dell’art 6 d.lgs. 28/2011. Il dubbio è: ‘Chi controllerà che questo impianto produrrà, sempre, non più di 499 metri cubi/ora di metano? Possiamo dirci convinti che sia ragionevole dubitare di questo dato di produzione? Perché, altrimenti, non calibrare la produzione su numeri diversi? Si può ritenere una sorta di escamotage per intraprendere un iter autorizzativo più celere e snello? Ce lo domandano, in tanti, con insistenza”.

La deputata, continua, facendo emergere le possibili competenze regionali: “La Regione sicuramente utilizzando l’ordinaria procedura di Via, avrebbe preso in considerazione sia i vincoli archeologici che la pochissima distanza dal centro urbano del comune limitrofo dando un parere più congruo alle reali caratteristiche del territorio. Non vogliamo pensare che la procedura abbreviata sia stata volutamente intrapresa per evitare le valutazioni tecniche della Regione. Contrada Bellamagna, tra l’altro, è stata già oggetto, nel recente passato, di pesanti contenziosi per il progetto di un kartodromo e in tempi più recenti era rimbalzata nuovamente ai fatti di cronaca perché sono stati più volte denunciati degli stranissimi avvelenamenti di alberi; ‘strani’ un anno fa, sicuramente un po’ meno adesso”. Stefania Campo, infine, evidenzia che “Un atto con il quale la soprintendenza ai beni culturali di Ragusa, venuta a conoscenza del progetto dell’impianto, ha chiesto al Comune di Modica di venire convocata alla ‘conferenza di servizi’ organizzata per l’emissione dell’autorizzazione. Ma il Comune – conclude la Campo – non ha mai proceduto alla convocazione della stessa soprintendenza”.

Corriere di Ragusa

Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Modica

“Per una comunità, avere imprenditori facoltosi che vogliono investire, creare posti di lavoro e contribuire in maniera determinante allo sviluppo socio economico del territorio, in questi tempi è senza ombra di dubbio una fortuna, quasi una rarità. Tuttavia, quando entra in gioco la consapevolezza di quello che si rappresenta per il territorio, si tende, spesso, a ritenere che tutto sia dovuto e che il diritto legittimo di fare coincida sempre con i confini giuridici che ne disciplinano l’esercizio, senza mai porsi la domanda se questi confini intaccano il diritto di singoli o della comunità. Il tutto dovuto è ancora più incisivo quando dall’altra parte, nello specifico la politica, che dovrebbe essere più riflessiva e meno interessata ai profitti dei privati e più ai possibili disagi della collettività, asseconda questa tendenza fino a dare l’impressione o, comunque, creare il dubbio di un atteggiamento tipico di una reciproca connivenza più marcata rispetto a quella fisiologica e tollerata dal sistema. Ciò si manifesta, se si tiene conto delle dinamiche politiche generatesi a Modica negli ultimi tempi, in maniera inequivocabile, nella vicenda dell’impianto per la produzione di biometano che sorgerà a Modica in contrada Zimmardo Bellamagna, area di pregio paesaggistico e a ridosso della comunità Pozzallese, della ridente frazione di Marina di Modica e dove insistono diverse imprese agrituristiche.

Cosa può significare un impianto industriale, perché di questo si parla viste le dimensioni, che già di per sé è qualificato dalle normative quale attività insalubre, allocato in un’area come questa? Dall’atto autorizzatorio si comprende senza errate interpretazioni quanto complesso e delicato sia il processo di trasformazione in energia del materiale conferibile, quanta attenzione si debba prestare per preservare il paesaggio e la qualità delle falde acquifere. E quanta sull’impatto nel territorio ricadente nel sito in riferimento a tutte le strutture occorrenti al funzionamento, avendo riguardo alla viabilità, allo stoccaggio e alla costruzione della condotta per immettere il prodotto nella rete. Di particolare rilievo è la raccomandazione relativa all’emissione dei cattivi odori, che impone al titolare controlli affinché essi non superino i livelli stabiliti dalla legge. Questa raccomandazione rappresenta la certificazione che l’impianto comunque emetterà dei cattivi odori che si propagheranno nell’aria e che solo il vento ne determinerà la direzione.

Ci chiediamo come l’amministrazione non abbia tenuto conto, considerato che questa estate, a seguito di vibrate proteste dei villeggianti, sono state emanate ordinanze sindacali di divieto di spargimento di fertilizzanti nelle aree a ridosso di Marina di Modica. Che danno potrebbe arrecare l’impianto, che comunque immettera’ nell’area cattivi odori, al turismo balneare e ai residenti di Marina di Modica e di Pozzallo? Potenzialmente molto e sufficiente a mettere in ginocchio l’economia turistica e a creare disagi ai residenti.
Riteniamo che la classe imprenditoriale e la politica dovrebbero sempre coinvolgere la comunità in progetti di questa portata e decidere insieme l’allocazione di un impianto di questo tipo. Nessuno è contro l’impianto, nessuno potrebbe rinunciare ad un’opportunità per il futuro del proprio territorio. Una soluzione condivisa che avrebbe eliminato il potenziale rischio di compromettere un’area di pregio paesaggistico, la sicurezza ambientale, e soprattutto la serenità della comunità interessata, sarebbe venuta fuori.
Per Fratelli d’italia, che rimane favorevole alla produzione di energia green e alla costruzione dell’impianto, occorre una riflessione sulla ubicazione dell’insediamento produttivo non ritenendo idonea e potenzialmente pericolosa, per i motivi evidenziati, quella individuata dall’azienda titolare della concessione”.

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Mother Earth’s Plantasia

Posted in Video by admin on 22 Aprile 2019

(Mother Earth’s) Plantasia — Mort Garson (1976) è un album elettronico di Mort Garson pubblicato per la prima volta nel 1976 . La musica è stata composta appositamente per le piante da ascoltare. L’album ha avuto una distribuzione molto limitata al momento del rilascio, essendo disponibile solo per le persone che hanno acquistato una pianta d’ appartamento da un negozio chiamato Mother Earth a Los Angeles o coloro che hanno acquistato un materasso Simmons da un punto vendita Sears , entrambi forniti con il disco. Di conseguenza, l’album non è riuscito a raggiungere una popolarità diffusa nel periodo in cui è stato pubblicato. Tuttavia, da allora ha guadagnato un seguito cult come un primo lavoro di musica elettronica. Garson ha usato un sintetizzatore Moog per comporre l’album.

Di vite strambe e pazzesche la storia della musica ne ha raccontate parecchie. Convertiti e reietti, professionisti dell’eclettismo, sommersi e salvati, cavalieri oscuri, meteore accecanti, resuscitati e visionari. Ma di vite strambe e pazzesche come quella di Mort Garson (all’anagrafe Morton G. Garson), canadese di nascita, californiano per vocazione, pianista, compositore, autore di sigle televisive, colonne sonore, canzoni che altri hanno portato in vetta alle classifiche, pioniere della musica elettronica e tra i primissimi adepti di Robert Moog, non ce ne sono molte da raccontare….. Pensate che stia esagerando? Beh, vi sbagliate. E di molto.  …….continua

Andate a colpo sicuro: gerani, basilico e peonie ringrazieranno.


Mother Earth’s Plantasia – Mort Garson – 19’40” [19m40s_10] Acoustic Version by Enrico Gabrielli Esecutori di Metallo su Carta (2019)
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Assalto alla bellezza

Posted in Documenti,Video by admin on 2 Gennaio 2019

Crescono al ritmo di 50 al giorno gli edifici abusivi in Italia. Su dodici milioni di case, un milione e mezzo oggi è fuorilegge, più del 10 per cento del totale. Con tre condoni in trentanni (1985, 1994, 2003), abbiamo speso 60 miliardi di euro per portare strade, luce, acqua e fognature nelle aree sanate. Dai comuni ne sono stati incassati, invece, solo 15, un quarto. Comincia da questo quadro d’insieme il viaggio di “Speciale Tg1” nel Paese degli abusi, firmato da Igor Staglianò. Dalle coste siciliane alle falde del Vesuvio, dall’area archeologica di Capo Colonna all’Appia Antica, dall’Istmo di Lesina sul Gargano alle saline di Molentargius a Cagliari, parlano i protagonisti degli abusi e gli amministratori locali che dovrebbero contrastarli. Filmate, per la prima volte col drone, le ville abusive dei boss di Bagheria, le demolizioni di Licata, la lottizzazione fuorilegge del clan Grande Aracri a Capo Rizzuto. Con le telecamere puntate sulle bellezze paesaggistiche prese d’assalto dal cemento illegale. Parlano, tra gli altri, la soprintendente speciale ai beni archeologici di Roma Rita Paris, il procuratore capo di Crotone Giuseppe Capoccia, il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini e Paolo Berdini autore del libro “Breve storia dell’abusivismo in Italia”.


Speciale Tg1 St 2017/18 Assalto alla bellezza – 03/06/2018

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Buon Natale 2018

Posted in Varie,Video by admin on 25 Dicembre 2018

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La Sicilia vista dal Cielo. 1970 F.Quilici e L.Sciascia

Posted in Pubblica Evidenza,Video by admin on 28 Febbraio 2013

Un susseguirsi di ambienti naturali e geografici diversi, raccontati dalle riprese di Folco Quilici e descritti dal grande autore siciliano Leonardo Sciascia. Nel lungometraggio, dedicato alla Sicilia vista dal cielo, si rivela subito la complessa identità di questa regione; una terra che ha visto la presenza di numerosi popoli, di lingue e civiltà che qui si sono riversate ed incrociate. Sicani, siculi, greci, romani, cartaginesi, bizantini, arabi, normanni, francesi e spagnoli, la cui presenza è ampiamente documentata da templi e monumenti, proprio a testimoniare la loro sovrapposizione al centro del Mediterraneo in oltre quattromila anni di storia.

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PARCO DEGLI IBLEI: presentato il Trailer

Posted in Pubblica Evidenza,Video by admin on 26 Gennaio 2010

PRESENTATO STAMANI IL TRAILER DEL DOCUMENTARIO IBLEI. STORIE E LUOGHI DI UN PARCO.
TRA GLI INTERVENTI ANCHE QUELLI DI GUCCIONE E SGARBI CHE HANNO RIBADITO IL PROPRIO IMPEGNO PER IL PARCO.

RAGUSA ” Centocinquanta ore di riprese per produrre il documentario “Iblei  Storie e luoghi di un parco”, di circa un’ora, in uscita ad aprile, per raccontare gli Iblei, la natura, le cave, la fauna, la flora. Tutti quegli elementi che saranno tutelati e valorizzati dall’istituzione del Parco degli Iblei. Alla libreria Saltatempo a Ragusa stamani è stato presentato il trailer del documentario prodotto da Argosoftware, con la produzione esecutiva di Extempora, da un’idea di Lorenzo Lo Presti e con la regia di Vincenzo Cascone. Un racconto a più voci da parte di chi vive e lavora sul territorio, per essere strumento di conoscenza rispetto alla proposta di istituzione di un parco nell’area compresa tra le province di Ragusa, Catania e Siracusa. Lo scopo è quello di evidenziare, attraverso le immagini e gli interventi di esperti, geologi, archeologi, agronomi, guide ambientali, artisti e anche semplici appassionati, la straordinaria biodiversià  di questo territorio, microcosmo di elementi naturali e di interventi dell’uomo che per secoli lo hanno caratterizzato.
Lorenzo Lo Presti di Argosoftware, società che produce il documentario, ha spiegato la scelta di avviare questo particolare progetto editoriale. “Abbiamo voluto pensare alla produzione del documentario credendo concretamente in uno sviluppo sostenibile che rappresenta l’unica strada da percorrere per salvare il nostro territorio. Quanti sono per la creazione del parco sono stati accusati addirittura di aver ordito un complotto. Ma non è così, anzi la nostra unica intenzione, e in questo abbiamo nel ministro Stefania Prestigiacomo un alleato, è quello di tutelare un bene comune. In questi giorni abbiamo assistito a chi invece è contrario a questo parco, spesso la stessa gente e perfino le stesse istituzioni, che non dicono nulla sugli scempi edilizi perpetrati anche contro la legge. Noi crediamo nel nostro territorio e nella legalità e continueremo la nostra battaglia”. Il documentario avrà un taglio divulgativo e sarà diffuso nelle scuole, nei centri di informazione turistica, nei circuiti di promozione. “L’obiettivo – ha spiegato il regista Vincenzo Cascone di Extempora – resta quello di esprimere in immagini le peculiarità del territorio. Il parco viene immotivatamente visto come una iattura. Ed invece è sbagliato perché valorizza la natura che per secoli è stata alleata dell’uomo. Un felice rapporto che esiste da sempre e che ultimamente è stato modificato a senso unico dall’uomo e dai suoi interventi devastanti. La natura ha già dato i suoi segnali di avvertimento e adesso è anche arrivato il progetto di istituzione del Parco degli Iblei che intende dare ossigeno a questo territorio frutto di una sedimentazione di vari elementi, dall’ambiente alla cultura.

Ecco perché leggiamo come un’autodenuncia le dichiarazioni del sindaco Nello Dipasquale quando dice che in questo territorio c’è poco da valorizzare in quanto ci sono depuratori e fognature vicino agli ambienti naturali. Errori di una classe politica, di cui fa parte lo stesso primo cittadino, intento a creare un allarmismo inutile”. Paolo Uccello dell’Ente Fauna Siciliana e Saro Ruggeri del Cirs si sono soffermati sulle peculiarità ambientali del territorio che si intende valorizzare con l’istituzione del parco.

L’artista Piero Guccione ha detto di non capire l’opposizione che arriva da un compatto fronte politico e ha manifestato il sospetto che ci siano interessi forti che intendono bloccare l’istituzione del parco. Il critico Vittorio Sgarbi, intervenuto telefonicamente in quanto bloccato a Salemi, (a breve un comunicato stampa con le sue dichiarazioni), ha dichiarato che “chi è contro il parco non riesce a manifestare la volontà del territorio che va invece salvaguardato e tutelato”. Sgarbi ha annunciato anche azioni mediatiche in ambito nazionale per ottenere l’istituzione del Parco degli Iblei. Tra gli interventi anche quello di Salvatore Mancini, imprenditore del turismo che ha parlato di una classe politica che non rappresenta le esigenze del territorio: “Parlano di sviluppo sostenibile ma sono loro i primi ad essere insostenibili”.

INTERVENTO DI SGARBI DURANTE
LA PRESENTAZIONE DEL TRAILER DEL DOCUMENTARIO:

CHI E’ CONTRO IL PARCO SBAGLIA E VA FERMATO. PIUTTOSTO SI GODA DELLA CIVILTA’ DELLA NATURA
Non è una classe politica, è una classe di malfattori quella che si oppone all’istituzione del parco. Siamo davanti al sacco della Sicilia, condotto da amministratori che pensano di speculare su una terra in cui la natura ha fatto il suo corso. Trovo assurdo che oggi ci debba essere qualcuno a rivendicare un diritto primario, un valore dell’esistenza dell’uomo, un territorio che si intende valorizzare. Il critico Vittorio Sgarbi non usa mezzi termini per contestare apertamente quanti si oppongono all’istituzione del Parco degli  Iblei. Lo ha fatto stamani intervenendo telefonicamente (bloccato da impegni istituzionali a Salemi) durante la presentazione del trailer del documentario “Iblei – Storie e luoghi di un parco” in uscita ad aprile con la produzione di Argosoftware e la produzione esecutiva di Extempora. Il critico d’arte, riferendosi a quanti stanno lavorando, spesso in silenzio, per far valere le ragioni del si, ha parlato di “nuovi carbonari che meriterebbero di essere premiati dal presidente della Repubblica”. Poi è andato all’attacco: “Chi non difende il paesaggio e’ oggettivamente un criminale e un mafioso. Non si può continuare a sostenere il sacco del paesaggio. Lo si è fatto con l’eolico, lo si sta facendo con l’orrore del fotovoltaico, ma mettere in discussione l’istituzione di un parco è davvero impensabile. Sembra quasi che siamo arrivati al punto di dover rivendicare diritti non discutibili. E’ come se dobbiamo rivendicare di non picchiare i bambini o di non uccidere le mogli. Lo trovo davvero assurdo e sono pronto ad essere alleato e convinto assertore. Sono pronto anche agli interventi mediatici contro la corruzione di qualche delinquente”. Riferendosi poi al territorio oggetto dell’istituzione del parco, Sgarbi ha detto: “Non devono mettere le loro mani sporche su questo inestimabile patrimonio. La provincia di Ragusa e l’area degli Iblei è tra le più integre d’Italia. La smettano di costruire case e casette inutili, di trivellare, di mettere le pale eoliche. Piuttosto devono godere dell’integrità di questi ambienti per difendere quella che definisco la civiltà della natura. Il Parco degli Iblei è sacro, e chi lo intende compromettere è un criminale e un mafioso. Chi si contrappone, tra le istituzioni, è un incapace”.

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Presentazione del trailer IBLEI. STORIE E LUOGHI DI UN PARCO

Posted in Pubblica Evidenza,Video by admin on 24 Gennaio 2010

PARCO DEGLI IBLEI:
UN DOCUMENTARIO RACCONTA IL TERRITORIO OGGETTO DELL’INTERVENTO DI SALVAGUARDIA.
MARTEDI’ A RAGUSA LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL TRAILER DI IBLEI. STORIE E LUOGHI DI UN PARCO.

RAGUSA “ Un documentario per raccontare il vissuto di un territorio da salvaguardare e valorizzare. Immagini che narrano la lenta evoluzione di un tessuto in continuo cambiamento, un piccolo universo, per dirla con Piero Guccione, “fatto di armoniosi spazi, estesi fino all’azzurra corona di un lontano mare. E’ già  in fase di montaggio il documentario dal titolo “Iblei. Storie e luoghi di un parco”, in uscita ad aprile, con la produzione di Extempora e Argo Software. Il trailer sarà presentato ufficialmente martedì mattina, 26 gennaio alle ore 11, presso la libreria Saltatempo, in via Hodierna a Ragusa. Un’anteprima assoluta di quello che sarà il documentario che alterna immagini suggestive ad una serie di interventi scientifici e di interviste a personaggi del mondo dell’arte, pronti a spiegare le finalità della creazione del Parco nazionale degli Iblei. Un progetto editoriale che sarà presentato da Renzo Lo Presti, produttore e componente di Argo Software, Vincenzo Cascone, regista del documentario e direttore esecutivo di Extempora, Luca Lo Presti, rappresentante del comitato promotore del Parco nazionale degli Iblei.
Il documentario si ispira a un principio di tutela che sta alla base della proposta dell’istituzione di un parco nell’area compresa fra le province di Ragusa, Catania e Siracusa. Questa zona ha sviluppato, mantenendole ancora integre, le caratteristiche naturalistiche e antropiche di interesse locale e internazionale. A fronte di una costante minaccia della cancellazione dei segni e della reale fruizione di tali risorse, nonché del loro utilizzo e sfruttamento da un punto di vista turistico e agricolo, è necessario provvedere a una tutela sistematica e programmata. Lo scopo ultimo del documentario è proprio quello di stimolare e produrre, negli abitanti e nei potenziali visitatori, la coscienza delle caratteristiche del territorio. Martedì sarà presentato il trailer, della durata di circa sette minuti, che sarà consegnato alle singole testate giornalistiche. Un viaggio alla riscoperta del territorio, per raccontare la natura, la storia, l’uomo, per l’appunto gli Iblei, straordinario giacimento di biodiversità, di ricchezza etnoantropologica, nuovo modello di sviluppo ecosostenibile.

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