Ambiente Ibleo – Portale ambientalista del Sud-Est Siciliano


Nuove trivelle siciliane – D33 GR AG e D28 GR AG

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 22 Maggio 2013


  

 

Tra i punti A e B c’e’ la tutela integrale.
Il posto giusto per una trivella.

E’ festa grande all’ENI. Adesso ci sono altre due concessioni al largo delle coste di Sicilia depostitate presso i ministeri romani e per i quali c’e’ tempo fino a 6 e al 9 Luglio per mandare osservazioni.

I testi sono qui

D33 GR AG

D28 GR AG

Si tratta della D33 GR AG e della D28 GR AG, entrambe dell’ENI con partecipazione Edison e adiacenti, in cui si vuole fare acquisizione sismica con airgun su un area di 100 chilometri quadrati (D 33) e su 450 chilometri quadrati (la d28) e la perforazione di un pozzo esplorativo della profondita’ complessiva di 1600 metri. L’istanza si estende per 154 chilometri quadrati a 20 chilometri da Licata, in provincia di Agrigento e a 23 chilometri sia da Gela che dalla provincia di Ragusa.

La profondita’ del mare varia da 350 a 900 metri nelle due concessioni, per cui si tratta di acque profonde (e pericolose).

I comuni interessati sono Acate, Butera, Gela, Licata, Ragusa, Santa Croce Camerina, Vittoria sparsi fra le province di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa.

Ovviamente questa concessione non e’ sola, ma ce ne sono diverse altre a tappezzare i mari di Sicilia: come per tutti i mari d’Italia e’ un continuo che abbraccia tutto il contorno dell’isola. Cambiano nomi, titolari e perimetri, ma sempre buchi e trivelle sono che puntellineranno tutto il litorale siciliano se nessuno fa niente.

Come giustifica tutto questo l’ENI? Con le solite balle che secondo me neanche loro  ci credono:

L’alternativa zero, ovvero la non realizzazione delle opere, è stata considerata non applicabile in quanto il progetto, può risultare estremamente vantaggioso per l’Italia, permettendo di ridurre la dipendenza energetica dall’estero attraverso lo sfruttamento delle risorse presenti sul territorio nazionale sia marino sia terrestre.


La mancata realizzazione del progetto porterebbe a non sfruttare una potenziale risorsa energetica ed economica del territorio attraverso la produzione di idrocarburi da immettere nella rete di distribuzione nazionale.

Qualcuno deve ancora spiegargli che tutto il petrolio d’Italia non servirebbe a soddisfare che una parte piccolissima di fabbisogno nazionale e che di vantaggi per l’Italia non ce ne sono – quelli sono solo per le tasche di Scaroni e dei loro investitori.

Ad ogni modo ecco qui le zone protette nelle vicinanze della concessione D33 GR AG

Siti ZPS (Zone di protezione speciale)

· ITA 050012 Torre Manfria Biviere e Piana di Gela che si spinge per un tratto anche a mare e che

dista circa 22.2 km (circa 12 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di

Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.

Siti SIC (Siti di Importanza Comunitari)

· ITA040010 Litorale di Palma di Montechiaro a circa 29 km (circa 16 miglia marine nel punto più

prossimo) a Nord – Est dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;

· ITA050011 Torre Manfria a circa 22,2 km (circa 12 miglia marine nel punto più prossimo) dal

perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;

· ITA050001 Biviere e Macconi di Gela a circa 24,5 km (circa 13,2 miglia marine nel punto più

prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;

· ITA080004 Punta Braccetto Contrada Cammarana a circa 23,6 km (circa 12,7 miglia marine nel

punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;

· ITA080001 Foce del Fiume Irmino a circa 33,3 km (circa 18 miglia marine nel punto più prossimo)

dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.

· ITA080010 Fondali Foce del Fiume Irmino a circa 34,6 km (circa 18,7 miglia marine nel punto più

prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.

Siti IBA (Important Bird Watching)

· 166 Biviere e Piana di Gela – Important Bird Area a circa 22 km (circa 11,8 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza che ricade parte sulla costa e parte in mare.

Ci sono poi varie “aree di notevole interesse pubblico”a circa 20 chilometri dalla concessione

1) tratto di costa di contrada Branco Piccolo sita nel Comune di Ragusa

2) zona di Falconara;

3) zona di Manfria;

4) zona del lago di Biviere;

5) zona di Punta Braccetto;

6) territorio comprendente il Fiume Irminio e zone circostanti nei Comuni di Scicli, Ragusa, Modica e Giarratana

e poi ci sono Beni archeologici sommersi, in prossimità della costa, a circa 23,5 km (12,7 miglia marine) l’Area Marina di Tutela Archeologica in Località Bulala del Comune di Gela dove sussiste una  Zona di Tutela Integrale dove sono  vietate:

· il transito, la sosta e l’ancoraggio di qualsiasi unità navale;

· la pesca professionale e sportiva svolta con qualsiasi sistema (fatti salvi alcuni casi particolari);

· l’immersione subacquea in apnea e con bombole;

· qualsiasi altra attività in superficie o in immersione non autorizzata.

Cioe’ e’ tutto vietato, ma a 20 chilometri di distanza uno puo’ andare e fare trivelle e sondaggi, come se l’acqua del mare conoscesse confini e come se le navi volassero!!!

Ecco qui una interessante tabellina:
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Che dire. Ci sono solo X, niente numeri.

Se uno poi legge il progetto ci sono un sacco di blabla sul come nonostante le X tutto sara’ fatto nel rispetto dell’ambiente e che tutti gli impatti sono bassi, lievi, trascurabili, nulli.

Questa in particolare fa un po ridere:

L’immissione in mare degli scarichi civili generalmente è considerata circoscritta e di carattere temporaneo. Inoltre, poiché le operazioni di perforazione sono svolte in mare aperto, va considerata anche l’elevata capacità di diluizione dell’ambiente circostante che rende tale fattore di perturbazione ed i conseguenti effetti sulle popolazioni marine poco significativi.

Notare che parlano di scarichi civili, e non di che fine fanno i fanghi di perforazione. E notare la logica: buttiamo la monnezza a mare e il mare diluisce!!!!

E i fanghi di perforazione? Dicono che quelli
verranno raccolti da apposite navi che periodicamente riporteranno il materiale in
terraferma.  Ma e queste navi dove transiteranno? E visto che portano via il materiale di scarto delle operazioni petrolifere con queste navi, perche’ non portare via anche gli scarichi civili???

E’ come una favola.

Basta crederci.

Fonte: Stampa  Libera

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Pozzallo al primo posto in provincia di Ragusa per morti di tumore nella popolazione maschile.

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 19 Maggio 2013

E’ stata resa pubblica dall’ASP 7 di Ragusa – Dipartimento medico di prevenzione – la relazione sanitaria annuale 2013 sull’anno 2012.

In tale relazione sono contenuti i dati demografici e di biostatistica medica di tutti i comuni della provincia di Ragusa. Per quanto riguarda Pozzallo sorprende il dato percentuale dei tumori maligni. “La nostra città – sottolinea il Partito Democratico  – ha la percentuale più alta di tumori maligni per quanto riguarda la popolazione maschile. Essere i primi in questa graduatoria non può non farci preoccupare. Nel passato, durante la giunta presieduta da Roberto Ammatuna, annualmente si organizzava un incontro con i responsabili dell’ ASP DI Ragusa per analizzare e studiare tutti i dati sanitari che riguardavano il nostro comune. Anzi in quegli anni fu commissionato uno studio all’Università di Catania per approfondire ed evidenziare quali potevano essere le cause delle relative patologie tumorali. Sarebbe bene riprendere l’abitudine di confrontarsi annualmente con gli specialisti sanitari per capire meglio le motivazioni dell’elemento delle patologie tumorali. Invitiamo il Sindaco ad organizzare al più presto un incontro con i responsabili del Dipartimento Medico di prevenzione dell’ASP di Ragusa per capire meglio cosa sta accadendo nella nostra città. Lo stato di salute e la vita sono beni supremi che bisogna salvaguardare e ognuno di deve fare la propria parte”.
Fonte: RTM

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Pertini e la nuova resistenza

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 28 Aprile 2013

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“Oggi la nuova Resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!”
Sandro Pertini

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Un tranquillo week end di Scie Chimiche

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 20 Aprile 2013

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Un classico week end caratterizzato da notevoli irrorazioni di scie chimiche in maniera invasiva e persistente. Durante tutta la giornata si è assistito a numerosissimi voli di aerei “irroranti” che hanno finito per trasformare una giornata di pieno sole quasi estivo di metà aprile in una classica giornata di velature chimiche. Un particolare, la nostra richiesta di arcobaleno circolare fatta l’otto aprile è stata esaudita. Si ringraziano gli artefici di questo mirabolante evento.

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Forti irrorazioni di scie chimiche in provincia di Ragusa

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 12 Aprile 2013

Sin dalle prime ore della mattina i nostri cieli sono stati teatro di forti irrorazioni di scie chimiche rilasciate da decine di voli aerei che sorvolano la nostra provincia. Le scie giallo-arancioni delle prime ore sono state integrate poi da quelle classiche bianche. Aerei hanno sorvolato con rotte concentriche persino i centri abitati tra lo stupore degli abitanti che pensavano si trattasse di voli acrobatici….

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Cieli “HAARPistici” in provincia di Ragusa

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 8 Aprile 2013

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A quando un arcobaleno circolare come in Cile?

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30 marzo a Niscemi, manifestazionale nazionale No Muos

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 28 Marzo 2013

A pochi giorni dalla manifestazione nazionale contro il Muos, il Coordinamento regionale dei Comitati sintetizza la fase attuale, fa luce sulle ambiguità del governo della Regione siciliana, e rinnova il suo appello alla partecipazione.

Il coordinamento dei comitati regionali No MUOS, in vista della grande manifestazione del 30 marzo a Niscemi, non può non denunciare l’atteggiamento ambiguo della regione Sicilia in merito alla revoca delle autorizzazioni alla costruzione del MUOS. Dopo la seduta della commissione sanità della regione tenutasi a Palermo il 5 febbraio scorso, il Presidente Crocetta dava mandato all’assessore all’ambiente di avviare il procedimento di revoca delle autorizzazioni, visti i dati e le relazioni emersi dalla seduta, relativi alla pericolosità del MUOS, ed al dir poco lacunoso iter amministrativo che ha portato al rilascio delle autorizzazioni. Quest’atto è stato seguito dalla rassicurazione del console americano sulla sospensione dei lavori, chiedendo in cambio ai comitati di interrompere i blocchi dei militari USA.

In realtà si è scoperto che nascosti tra i soldati americani che entravano alla base, c’erano degli operai, e questa circostanza ha messo fortemente in dubbio l’effettiva sospensione dei lavori, costringendo gli attivisti e le donne del comitato mamme No MUOS a continuare i blocchi, e ricevendo per questo anche degli avvisi di garanzia, oltre che violenti strattonamenti e spintoni da parte delle forze dell’ordine. Inoltre, in continuità con questo arrogante atteggiamento, c’è la scelta della regione di costituirsi a sostegno del comune di Niscemi all’interno del procedimento pendente davanti il Tar di Palermo. Con la revoca effettiva delle autorizzazioni il procedimento sarebbe decaduto, in questo modo invece la regione è sia a favore che contraria alle autorizzazioni da lei stessa rilasciate ed impugnate dal comune di Niscemi nel 2011, con il risultato che il Tribunale ha fatto commissionare un altro studio, a seguito del quale, il 4 aprile prossimo è previsto l’arrivo a Niscemi del verificatore incaricato della nuova perizia.

Questa mossa della regione, incoerente con quanto deciso a febbraio, cela il rischio che questi siano tutti modi per prendere tempo e raccogliere “scuse” per non procedere alla revoca delle autorizzazioni, come emerso dall’incontro tra Monti e Crocetta di alcuni giorni fa. In questo quadro si inserisce anche il tour del console americano in Sicilia, che sta incontrando politici e pezzi del movimento per propagandare la lealtà e la trasparenza del governo americano sulla vicenda MUOS. Sarebbe stato molto più opportuno però, che questa trasparenza fosse venuta fuori durante la seduta della commissione sanità a cui il rappresentante del governo Usa era stato invitato e a cui non si è presentato. Se davvero il governo americano vuole essere trasparente come dice, dovrebbe innanzitutto rendere pubblici tutti i documenti sul MUOS, a cui finora i consulenti e studiosi del comune di Niscemi non hanno avuto accesso, e non celebrare incontri ad uso e consumo dei media.

Il coordinamento invita quindi a partecipare al corteo del 30, che sarà grande, partecipato e pacifico, come è stata la manifestazione dei No Tav di sabato scorso in Val di Susa, con cui il coordinamento regionale ha condiviso la piattaforma di lotta per la difesa della salute, del territorio e dell’ambiente. Il movimento cresce ogni giorno e non è più formato solo da attivisti dei comitati, ma da sempre più persone che hanno capito la gravità della questione su cui si gioca il futuro di questa terra. Solo una grande e permanente mobilitazione popolare riuscirà a fermare l’installazione delle parabole e riuscirà ad ottenere lo smantellamento delle 46 antenne NRTF, restituendo la sughereta smilitarizzata ai niscemesi e ai siciliani che a gran voce e con determinazione ripudiano strumenti di guerra e di morte.
25.03.2013 Coordinamento dei comitati regionali No MUOS

http://www.nomuos.info/nessuna-revoca-effettiva-al-muos-da-parte-della-regione-appello-ad-una-grande-mobilitazione-popolare-il-30-marzo-niscemi/

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La riscoperta dell’umano

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 24 Febbraio 2013

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“Tutti i giornali sono d’accordo: Grillo ha riempito con i suoi ragazzi la fatidica Piazza San Giovanni. Sono giovani, sono inesperti, sono entusiasti: si torna a vivere. E’ questa l’umanità che ha fatto la storia: quella che si è lanciata nella vita ingenuamente, forte soltanto del proprio entusiasmo, della sicurezza che essere uomini significhi sognare, sperare, amare, godere, gioire, e credere di riuscirci lavorando strenuamente per realizzare il sogno.
Siamo usciti, con questi sognatori, dall’incubo peggiore che gli Italiani si siano mai trovati a sperimentare, malgrado il loro lungo passato pieno di catastrofi: non avere un futuro. Non avere ciò che sostanzia, per ogni uomo, l’idea di futuro: che sarà bello, gioioso, nuovo, diverso, ricco di vita. Può forse il pareggio di bilancio, per quanto lo si prospetti come indispensabile, costituire “Il Futuro”? Può forse la Banca Centrale Europea, per quanti bond italiani sia disposta ad acquistare, vestire i panni della Fata Turchina? Basta, sì basta! Abbiamo assoluto bisogno di tornare a vivere la vita vera, quella che ha sempre reso ricchissimi gli Italiani anche quando erano poveri: la capacità di credere nel futuro, di lavorare per il futuro, nella bellezza della propria terra, nella fiducia del suo “stellone” gioioso e fortunato.
Tutto questo è stato deliberatamente ucciso, seppellito nel mondo lugubre dei sacerdoti del denaro, sordi e ciechi di fronte a qualsiasi cosa che non sia l’accumulo delle proprie monete. Economisti e banchieri si sono impadroniti dell’Europa e hanno scelto l’Italia come centro sperimentale del proprio potere, dove cominciare a sostituirsi ai politici, ormai del tutto succubi e corrotti. Ci sono riusciti con tanta facilità da rimanerne stupiti essi stessi. Forse non avevano immaginato, pur nella loro immensa presunzione, che sarebbe bastato il tintinnio delle monete a farsi addirittura chiamare da politici e capi di stato per governare al loro posto. Nel giro di un anno hanno costretto al suicidio 45 imprenditori. Un risultato davvero di tutto rispetto! L’Italia non è mai stato un paese da suicidio, neanche in tempo di guerra. I membri del governo, però, sono rimasti impassibili. Sono dei “fannulloni” questi italiani, purtroppo: sanno soltanto lamentarsi. Il giorno successivo al suicidio di un imprenditore Mario Monti è andato a consolare, non la famiglia disperata, ma i funzionari di Equitalia: quelli sì che sono dei solerti lavoratori!
La verità è che con la tirannide dei banchieri-politici si è diffusa nell’aria la certezza della loro incancrenita disumanità. L’arido deserto della loro anima è incompatibile con la vita. Hanno ingoiato, distruggendoli, tutti i sentimenti, gli affetti, i valori nei quali gli Italiani hanno creduto, e per i quali hanno lavorato e combattuto fin dall’inizio della loro storia. Tutto è stato azzerato, in nome del bilancio, in nome di una moneta. Perfino la Chiesa si è azzittita. Dopo aver sempre proclamato il primato dello spirito sulla materia, non ha avuto la forza di ribellarsi al primato del dio euro. C’è stato, a Sanremo, il “segno” della morte dell’italianità, un segno che soltanto il pensiero italiano poteva inventare: la deliberata, consapevole cacofonia della canzone Mononota.
Adesso, però, i giovani di Grillo hanno lanciato il grido della speranza: “politici, andate a casa!”. Per prima cosa, dunque, un Presidente della Repubblica che non appartenga ai partiti, che non sia né un economista né un banchiere, che non piaccia ai politici e non sia un fiancheggiatore dei politici, ma che rappresenti davvero gli Italiani, quello per cui tutto il mondo ha sempre apprezzato gli Italiani: l’arte, la poesia, la musica.” Ida Magli

Fonte: Beppe Grillo.it

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Scie chimiche a Ragusa

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 19 Febbraio 2013

Pubblichiamo un video girato a Ragusa nel mese di Novembre 2012 con a supporto alcune immaggini relative allo stesso periodo (primi giorni di novembre 2012), caratterizzato da forti manifastazioni di scie chimiche nella nostra Provincia.

 

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NoMuos Niscemi: tra sospensione dei lavori e taglio delle reti

Posted in Pubblica Evidenza,Varie by admin on 18 Febbraio 2013

da Infoaut.org – Ieri un’altra notte (tra il 16 e il 17 Febbraio) di azioni NoMuos alla base militare US navydi Niscemi. Un nutrito gruppo di attivisti che si oppongono al completamento dei lavori ha infatti deciso di esprimere il dissenso alla costruzione delle antenne MUOS e la determinazione contro le 41 già operanti tagliando e abbattendo svariati metri della rete che circonda la zona militare.

Un’evidenza salta all’occhio, la revoca delle autorizzazioni esercitata dall’amministrazione regionale (arrivata ufficialmente ieri dopo giorni le grottesche mediazioni con l’ambasciata statunitense) non è servita a calmare le diverse anime e sfaccettature del movimento, da chi taglia le reti al comitato di mamme niscemesi che non accennano a far un passo indietro. Se da quest’occasione si riuscirà a trarne beneficio per riprendere forze ed energie, non vi è comunque spazio per fiducie indiscriminate nell’opera delle istituzioni.

Del resto se i blocchi quotidiani dei mezzi in moto verso la base non fossero continuati regolarmente, e ci si fosse invece affidati semplicemente alle disposizioni dell’ARS, i lavori sarebbero continuati in barba a Crocetta e alla sua operazione elettorale. Se ne sono accorte proprio negli ultimi due giorni le mamme, che senza aspettare i giochi di palazzo hanno continuato i blocchi insieme ai militanti del presidio: nelle ultime tre settimane non è passato proprio nessuno, nemmeno i militari statunitensi che fino a ieri non hanno potuto effettuare il cambio turno alla base. Basta parlare con una delle mamme per capire che questa battaglia non finirà facilmente insieme alle elezioni politiche: “…forse credono che prima o poi ci stancheremo…non hanno capito, noi non ci stancheremo mai, sicuramente non prima di loro…e sappiamo che dopo le elezioni verrà il bello”. Cosa aggiungere a questa perfetta sintesi di consapevolezza e determinazione!

Questo ultimo periodo di mobilitazione ha certamente modificato i rapporti di forza prima assolutamente indiscutibili: dalla costituzione del presidio permanente ad oggi i passi in avanti del movimento sono stati lunghi e numerosi tanto da tirare in ballo diverse forze partitiche e istituzionali in cerca di vetrine elettorali e da far scomodare ambasciate americane e questurini in difficoltà. Quello che sembra chiaro, e il taglio delle reti di ieri ne è una riprova, è che alla consapevolezza dei passi in avanti sono complementari la voglia di farne ulteriori e la coscienza che soltanto le pratiche di radicamento sul territorio e di lotta concreta potranno portare a risultati effettivi.

Il MUOS e le guerre del futuro

 

Licenza illimitata di uccidere. Chiunque. Dovunque. Non faranno sconti a nessuno i prossimi interventi delle forze armate Usa. Ancora guerre globali e permanenti dove saranno sempre più le spietate macchine a decidere chi, dove, come e quando ammazzare. Computer, terminali e satelliti, droni e robot per marginalizzare sino ad escludere l’uomo con la sua intelligenza, etica, empatia, sentimenti, senso di responsabilità, concezioni della vita e della morte. Una cesura irreversibile con l’intera storia dell’umanità in violazione dei principi base del diritto umanitario internazionale, primo fra tutti quello di dover di distinguere sempre i militari dai non combattenti (popolazione civile, donne, anziani, bambini).
Colpire senza mai rischiare di essere colpiti, annientare il nemico anche se le sue minacce sono virtuali o frutto di un errore di trasmissione e lettura di un byte. In nome dell’assoluta superiorità in terra, negli oceani, nello spazio. Per tutto questo servono missili e sistemi anti-missili da lanciare in frazioni di secondo, stormi di aerei senza pilota sovraccarichi di testate convenzionali e minibombe atomiche, costellazioni di satelliti ad altissime frequenze per collegare tra loro centri di comando e controllo, decine di migliaia di impianti radar e radiotrasmittenti, sottomarini nucleari, gruppi operativi, missili da crociera e droni killer o spia.
Sarà il MUOS (Mobile User Objective System) la futura rete di telecomunicazione satellitare che consentirà alle forze armate statunitensi di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. E finanche quelli per scatenare la guerra al clima e all’ambiente. Si baserà su cinque satelliti geostazionari e quattro terminali terrestri: uno in costruzione a Niscemi (Sicilia sudorientale) e gli altri in  Virginia, Hawaii e Australia. Con questo sistema il Pentagono punta a velocizzare e moltiplicare di una decina di volte le informazioni che potranno essere trasmesse nell’unità di tempo, impedendo così ai supervisori in carne ed ossa di monitorare e intervenire prontamente in caso di anomalie tecniche.
Il terminale terrestre in fase di realizzazione in Sicilia si comporrà di tre grandi antenne paraboliche dal diametro di 18,4 metri, funzionanti in banda Ka per le trasmissioni verso i satelliti e di due trasmettitori elicoidali in banda UHF di 149 metri d’altezza, per il posizionamento geografico. Mentre le maxi-antenne trasmetteranno con frequenze che raggiungeranno valori compresi tra i 30 e i 31 GHz, i due trasmettitori avranno una frequenza di trasmissione tra i 240 e i 315 MHz. Progettazione, realizzazione e (futura) gestione del MUOS sono di pertinenza esclusiva della Marina militare Usa. Il sistema non è incluso infatti in nessuno dei programmi di riarmo discussi e approvati in sede Atlantica. Il suo costo totale (originariamente stimato in 2 miliardi di dollari ma che alla fine schizzerà presumibilmente ad 8 miliardi) è a carico dei contribuenti statunitensi.
La rilevanza strategica del sistema satellitare è ribadita nei documenti presentati dal Pentagono per conseguire i fondi dal Congresso. “Il MUOS giocherà un ruolo centrale nella nuova visione NCO (Network-Centric Operations) del Dipartimento della difesa perché è un sistema disegnato per assicurare le comunicazioni interoperabili, robuste e network-centriche di cui hanno bisogno i sistemi di guerra per le future operazioni”, scrivono i responsabili militari. “Il concetto NCO descrive la combinazione di strategie, tattiche emergenti, tecniche, procedure e organizzazioni che può utilizzare una forza militare pienamente o parzialmente in rete per ottenere un decisivo vantaggio nelle azioni di guerra”.
La complessità e la portata bellica del MUOS, le sue dichiarate funzioni di arma d’attacco e first strike avrebbero dovuto imporre al Governo italiano di presentare il programma Usa in Parlamento e ottenerne l’autorizzazione a consentire il suo stazionamento sul territorio nazionale. Le autorizzazioni, in spregio degli artt. 11 e 80 della Costituzione, sono state concesse invece, il 31 ottobre 2006, attraverso un documento a firma della Direzione generale dei lavori e del demanio del Ministero della difesa. “Lo Stato Maggiore ha espresso il non interesse delle Forze Armate italiane alla futura acquisizione delle opere in caso di dismissione statunitense”, recitava l’ultimo comma della nota fatta recapitare al Comando navale Usa di Napoli-Capodichino.
Il MUOS sorgerà all’interno della Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi: 46 antenne per le comunicazioni con le forze di superficie e sottomarine Usa, anch’esse ad uso esclusivo del Pentagono e su cui non c’è modo di esercitare la sovranità e alcun controllo da parte delle autorità italiane. È scritto nero su bianco nell’Accordo tecnico Italia-Stati Uniti riguardante le installazioni in uso alle forze USA di Sigonella, firmato a Roma il 6 aprile del 2006. “L’uso esclusivo – si legge nell’accordo significa l’utilizzazione dell’infrastruttura da parte della forza armata di una singola Nazione, per la realizzazione di attività relative alla missione e/o a compiti assegnati a detta forza dallo Stato che l’ha inviata”.
La NRTF di Niscemi è parte integrante della cosiddetta FORCEnet vision, l’architettura strategica per le operazioni delle unità navali, aeree e spaziali nel XXI secolo, con l’obiettivo dichiarato di assicurare a gli Stati Uniti d’America la “superiorità nella conoscenza e nelle capacità di comando e accrescere la potenza di combattimento in guerra”.

Articolo pubblicato in MicroMega online,  venerdì 13 febbraio 2013, http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-minaccia-del-muos-e-il-disprezzo-per-i-cittadini/

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Cieli Chimici in Provincia di Ragusa

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 17 Febbraio 2013

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Oggi domenica 17 febbraio 2013 è stata un’altra giornata caratterizzata da numerose irrorazioni fin dalle prime ore del mattino. Decine di aerei hanno sorvolato il nostro cielo rilasciando scie chimiche che hanno modificando radicalmente l’aspetto naturale del cielo da una giornata soleggiata ad una velata. Nelle foto mostrate è chiaramente visibile l’azione di una scia (spostata dalle correnti da dx a sx nella foto) che annienta “svapora” le nubi vere. E’ quasi impressionante l’effetto “chimico” di dissolvimento. E’ visibile l’effetto di alterazione causato dalle scie chimiche nei confronti del cielo naturale. Le nubi naturali sono dissolte dai prodotti igroscopici e sostituite da strati artificiali di velature.

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Nella sequenza fotografica si può vedere come un cielo (destra) naturale viene aggredito da un cielo chimico (sx)

giorno17022013a1Si noti l’azione della scia che inizia ad aggredire le formazioni nuvolose naturali trasformandole di fatto in una velatura chimica ed artificiale.

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Scie Chimiche in Provincia di Ragusa?

Posted in Pubblica Evidenza by admin on 8 Febbraio 2013

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Da un pò di tempo a questa parte, ed esattamente dal settembre 2012, chi ha guardato in alto nei nostri cieli non ha potuto fare a meno di notare, con sempre maggiore insistenza, come la “romantica scia”, che si formava ad opera del gas di scarico degli aerei che volavano ad alta quota, non seguiva più l’aereo lungo la sua tratta scomparendo con esso, ma persisteva nel cielo, fino a sembrare nube essa stessa.

Oltre la persistenza di questo fenomeno, sempre più di recente,  si è anche assistito ad un aumento vorticoso e sregolato dei voli sulle nostre zone e maggiormente lungo la linea che costeggia il litorale. Voli sempre più frequenti e striscie sempre più persistenti ed invasive, che man mano nel corso della giornata, in molti casi, finivano per velare e quasi oscurare il cielo persino fin dal primo pomeriggio.

Come documentano le numerose fotografie scattante nel corso dei mesi nella nostra provincia, molti voli sembrano avere quote al di sotto degli 8.000 metri, quota al di sopra della quale, invece  “possono crearsi”  le condizioni “chimico-fisiche” di temperatura alla quale il fenomeno si manifesta.

“Scie chimiche” legate alla tecnologia Haarp? Da tempo in tutto il mondo sempre più voci si levano in protesta a causa di questa attività di “IRRORAZIONE” svolta illecitamente, ma tacitamente approvata da molti Governi nel mondo. Non possiamo avere elementi tali dare certezze, ma molti dubbi e “atroci” nascono quasi spontaneamente senza neanche confrontare le fote e le testimonianze che sempre più numerose stanno affollando la rete.

Solo i piccoli segreti vanno protetti.
Per quelli grandi sarà sempre sufficiente l’incredulità della gente. (M. McLuhan)

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1a

50-20121220

Modica 20.12.2012  Quartaredda
51-201212201

Ispica 10.11.2012 2

Modica 31.012013alto31012013

1d

1b

1c

Modica 11.12.2012 dopo 8 ore dall’irrorazione
dopo8ore

Approfondimenti:
Informazioni generali e caratteristiche delle scie chimiche
Cosa contengono

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